"W" gli imbrattatori, parola di critico

di Martina Manescalchi

Imbrattata da un vandalo la Donna in piedi di Botero esposta a Milano. Con il plauso dell’assessore Sgarbi.

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Redazione

Di tutti gli atti di vandalismo verso le opere d’arte, quello che è avvenuto ieri a Milano è sicuramente il più bizzarro. Non per questo meno incivile, anzi. L’arte smuove gli animi ed è comprensibile, se pur non giustificabile, persino l’impulso irrefrenabile alla distruzione. In questo caso non si tratta di sentimenti di alcun tipo né di eccessivo coinvolgimento. Lo scopo della vistosa W di color arancione disegnata con uno spray sul pube dell’imponente statua Donna in piedi di Fernando Botero, esposta di fronte al Palazzo Reale in occasione della mostra dedicata all’artista, è quello insensato ed irritante della “goliardata”. Un commento becero e volgare, dunque, la risposta che il nostro paese da al lavoro di un artista di fama mondiale. Il pittore e scultore colombiano commenta così l’accaduto ai microfoni di RadioLombardia: “Ho esposto le mie opere in tutto il mondo ed è la prima volta che capita una cosa del genere. Mi sento male perché questo Paese è molto importante per me. Questo è inammissibile, è un attacco a me come artista da parte di qualcuno che non ama il lavoro e l’arte.” Commuove un po’ il suo ottimismo: probabilmente chi ha compiuto il gesto incivile non lo ha fatto per il gusto della provocazione, ma per potersene vantare con gli amici al bar, senza magari nemmeno conoscere la scultura e l’arte in genere. L’Assessore alla Cultura del Comune di Milano Vittorio Sgarbi rilancia: ” Quel W la f… è geniale. La W sulla statua di Botero è stata fatta a regola d’arte da un artista, un Botero inconscio. Abbiamo rovinato un capolavoro, togliendola.” Il critico si vede proprio in questi giorni al centro della polemica con il sindaco Letizia Moratti, decisa a censurare la mostra Arte ed omosessualità. Se deve essere questo il trattamento riservato agli artisti, buon per loro non esporre in un paese ricchissimo di cultura ma che fa fatica ad apprezzarla.

Martina Manescalchi martinamanescalchi@sindromedistendhal.com

1 agosto 2007

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Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
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