Di tutti
gli atti di vandalismo verso le opere d’arte, quello
che è avvenuto ieri a Milano è sicuramente il più
bizzarro. Non per questo meno incivile, anzi. L’arte
smuove gli animi ed è comprensibile, se pur non
giustificabile, persino l’impulso irrefrenabile alla
distruzione. In questo caso non si tratta di
sentimenti di alcun tipo né di eccessivo
coinvolgimento. Lo scopo della vistosa W di
color arancione disegnata con uno spray sul pube
dell’imponente statua Donna in piedi
di Fernando Botero, esposta di
fronte al Palazzo Reale in occasione della mostra
dedicata all’artista, è quello insensato ed
irritante della “goliardata”. Un commento becero e
volgare, dunque, la risposta che il nostro paese da
al lavoro di un artista di fama mondiale. Il pittore
e scultore colombiano commenta così l’accaduto ai
microfoni di RadioLombardia: “Ho esposto le mie
opere in tutto il mondo ed è la prima volta che
capita una cosa del genere. Mi sento male perché
questo Paese è molto importante per me. Questo è
inammissibile, è un attacco a me come artista da
parte di qualcuno che non ama il lavoro e l’arte.”
Commuove un po’ il suo ottimismo: probabilmente chi
ha compiuto il gesto incivile non lo ha fatto per il
gusto della provocazione, ma per potersene vantare
con gli amici al bar, senza magari nemmeno conoscere
la scultura e l’arte in genere. L’Assessore alla
Cultura del Comune di Milano Vittorio Sgarbi
rilancia: ” Quel W la f… è
geniale. La W sulla statua di Botero è stata fatta a
regola d’arte da un artista, un Botero inconscio.
Abbiamo rovinato un capolavoro, togliendola.” Il
critico si vede proprio in questi giorni al centro
della polemica con il sindaco Letizia
Moratti, decisa a censurare la mostra
Arte ed omosessualità. Se deve essere questo il
trattamento riservato agli artisti, buon per loro
non esporre in un paese ricchissimo di cultura ma
che fa fatica ad apprezzarla.
Martina Manescalchi
martinamanescalchi@sindromedistendhal.com
1 agosto 2007