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Dal 20 al 30 gennaio, l’isola di San Servolo ospita un
interessante percorso storico- iconografico che parte dalla
descrizione della teoria eugenetica per poi illustrare il
progetto di eutanasia sociale dei nazisti, volto a
sterminare i disabili fisici, i malati di mente e i
disadattati.
L’eugenetica è una disciplina che, inventata da Galton
alla fine dell’Ottocento, si prefiggeva lo scopo di
selezionare i caratteri fisici e mentali positivi eliminando
quelli negativi.
Per Galton doveva essere compito delle istituzioni
quello di sostenere l’accoppiamento soltanto tra individui
considerati adatti.
Tale teoria ebbe grande consenso negli Stati Uniti d’America
che, agli inizi del Novecento, iniziarono ad adottare
misure di sterilizzazione per il miglioramento della
razza e per motivi socio-economici. Ci furono, inoltre,
delle politiche mirate a favorire la riproduzione tra
soggetti adeguati, vietando il matrimonio tra “adatti” e
“inadatti”.
Negli anni Trenta, le teorie degli eugenisti americani
furono ammirate e apprezzate dalla Germania nazista che le
rielaborò per il ''Progetto Eutanasia'', meglio noto come
"Progetto T4".
L’Olocausto infatti iniziò proprio così, con la
sterilizzazione e poi con lo sterminio dei disabili, dei
disadattati, delle persone in difficoltà e con lievi
problemi di personalità. Il nazismo si prefiggeva lo scopo
principale di migliorare la "razza" germanica coltivando e
favorendo i caratteri ereditari favorevoli ("eugenici") e
impedendo lo sviluppo dei caratteri ereditari sfavorevoli ("disgenici”).
In Germania, con la legge del 1933, fu autorizzata la
sterilizzazione obbligatoria di coloro che erano considerati
portatori di malattie ereditarie. Durante dodici anni di
regime furono sterilizzati più di 400.000 tedeschi.
Fervente fu la propaganda per persuadere il popolo in
relazione alle giustezza della sterilizzazione e dell’eutanasia,
che, mentre oggi riguarda il diritto del paziente di porre
fine alle proprie sofferenze in modo volontario, nella
Germania nazista non fu altro che l’omicidio dei malati, dei
disabili , dei disadattati e di tutti coloro che erano
considerati indegni di vivere poiché portatori di sofferenze
personali, sociali ed economiche.
Antonella
Fontanella
antofonta@gmail.com
27 gennaio
2008 |