Arte

Mostre in corso

Televisione

Musica

Film

Sindrome di Alzheimer

Teatro

Libri

Links

Redazione

Storia e iconografia del Progetto T4

 di Antonella Fontanella

All’Isola di San Servolo di Venezia, l’Associazione di studi storici Olokaustos presenta un interessante percorso  educativo relativo allo sterminio nazista dei disabili.

 Iscriviti alla newsletter


iscriviti cancellati

 

Segnala questo sito ad un amico:

 


My status

Locations of visitors to this page

 

 

 

 

 

Dal 20 al 30 gennaio, l’isola di San Servolo ospita un interessante percorso storico- iconografico che parte dalla descrizione della teoria eugenetica per poi illustrare il progetto di eutanasia sociale dei nazisti,  volto a sterminare i disabili fisici, i malati di mente e i disadattati. 

L’eugenetica è una disciplina che, inventata da Galton alla fine dell’Ottocento, si prefiggeva  lo scopo di selezionare i caratteri fisici e mentali positivi eliminando quelli negativi.

Per Galton doveva essere compito delle istituzioni quello di sostenere l’accoppiamento soltanto tra individui considerati adatti.

Tale teoria ebbe grande consenso negli Stati Uniti d’America che, agli inizi del Novecento,  iniziarono ad adottare misure di sterilizzazione per il miglioramento della razza e per motivi socio-economici. Ci furono, inoltre, delle politiche mirate a favorire la riproduzione tra soggetti adeguati, vietando il matrimonio tra “adatti” e “inadatti”.

Negli anni Trenta, le teorie degli eugenisti americani furono ammirate e apprezzate dalla Germania nazista che le rielaborò per il ''Progetto Eutanasia'', meglio noto come "Progetto T4".

 L’Olocausto infatti iniziò proprio così, con la sterilizzazione e poi con lo sterminio dei disabili, dei disadattati, delle persone in difficoltà e con lievi problemi di personalità. Il nazismo si prefiggeva lo scopo principale di migliorare la "razza" germanica coltivando e favorendo i caratteri ereditari favorevoli ("eugenici") e impedendo lo sviluppo dei caratteri ereditari sfavorevoli ("disgenici”).

In Germania, con la legge del 1933, fu autorizzata la sterilizzazione obbligatoria di coloro che erano considerati portatori di malattie ereditarie. Durante dodici anni di regime furono sterilizzati più di 400.000 tedeschi.

Fervente fu la propaganda per persuadere il popolo in relazione alle giustezza della sterilizzazione e dell’eutanasia, che, mentre oggi riguarda il diritto del paziente di porre fine alle proprie sofferenze in modo volontario, nella Germania nazista non fu altro che l’omicidio dei malati, dei disabili , dei disadattati e di tutti coloro che erano considerati indegni di vivere poiché portatori di sofferenze personali, sociali ed economiche.

Antonella Fontanella antofonta@gmail.com

27 gennaio 2008

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola