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Redazione

Aperta a Firenze "Arte e omosessualità"
di Tommaso Martini

Arte e Omosessualità. Da von Gloeden a Pierre et Gilles

dal 27 otobre al 6 gennaio

 

Firenze, Palazzina Reale

Stazione Santa Maria Novella

 

da martedì a giovedì 14.00-22.00;

venerdì 14.00-24.00

 sabato e domenica 11.00-22.00

lunedì chiuso

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Ha trovato una sua collocazione la mostra “Vade retro. Arte e omosessualità” che aveva infiammato l’estate milanese (leggi l'articolo). Inizialmente sembrava che l’esposizione, saltata a Milano dopo l’inaugurazione a causa dell’opposizione del Sindaco Letizia Moratti, dovesse essere spostata a Roma, a Napoli, a Padova e perfino, su provocazione di Sgarbi, nella Treviso di Galan e del vicesindaco Gentilini (quello che aveva auspicato una «pulizia etnica per i gay»).

Sembrava poi fatta con il Casinò di Campione, che aveva fiutato l’affare e messo a disposizione duecento mila euro per l’allestimento. Il presidente del Casinò ha parlato deliberatamente di un’operazione che avrebbe portato almeno 60 mila visitatori paganti e nuovi clienti al Casinò in un’importante fase del rilancio che come obiettivo trasformare Campione in capitale del divertimento. Ma perfino con già sotto il naso l’odore dei soldi e l’enorme pubblicità che questa mostra avrebbe portato al Casinò si è deciso di rinunciare per «non mettere in imbarazzo il Cda».

Ma dal 27 ottobre la mostra “Arte e omosessualità” (è stato tolto al titolo quell’ambiguo e profetico “Vade retro”) ha aperto al pubblico, riscontrando già nei primi giorni un grande successo. La sede definitiva è la Palazzina Reale vicino alla Stazione Santa Maria Novella di Firenze, uno spazio di proprietà di Grandi Stazioni che sa di improvvisato e poco adeguato.

Il Comune di Firenze non ha offerto il suo patrocinio con l’inusuale motivazione dell’assessore alla Cultura Giovanni Zozzini che, dopo un consulto con il critico Francesco Bonami, ha concluso che il valore artistico delle opere non è adeguato. Va ricordato però che in mostra sono presenti opere di artisti di indiscussa fame internazionale, da Carol Rama a Maurizio Cattelan, Matteo Basilé, Filippo De Pisis, David La Chapelle, Luigi Ontani, David Hockey, solo per citarne alcuni. Se non fossero patrocinate le mostre che ospitano questi artisti, in Italia ci sarebbe ben poca arte contemporanea.

Alla decisione dell’Assessore è seguita l’immancabile bagarre politica, attacchi di Sgarbi e reciproche minacce di querele, richiesta di ulteriori censure da parte del consigliere di AN Giovanni Donzelli che ha affermato: «Ci sono alcune opere inaccettabili, offensive della cultura cattolica in alcuni casi anche pedopornografiche. Opere di questo genere non possono essere esposte a Firenze e il Comune non può patrocinarle, ma se dalla mostra venissero escluse le opere offensive, non avrebbe senso essere contrari all'esposizione solo perché raffigurante arte omosex». Mentre altri consiglieri, dei gruppi dei Comunisti Italiani, Sinistra Democratica, Prc e Un'altracittà/un altromondo sono scesi in piazza a sostengo della mostra e hanno dato alle stampe delle cartoline di protesta che giocano con una delle opere simbolo di Firenze, il David di Michelangelo con le parti intime coperte da una foglia di fico. Le motivazioni della protesta sono impresse sul retro della cartolina: « L´arte e la scienza sono libere e libero ne è l´insegnamento, recita la nostra Costituzione e forti di questo principio non comprendiamo la scelta dell´amministrazione di non dare il patrocinio alla mostra. Questa scelta ricalca in maniera inquietante le decisioni della sindaca di Milano Letizia Moratti e si presenta, di fatto, come un atto di censura. Si tratta, peraltro, di una decisione quanto meno singolare, dato che l´assessorato alla cultura concede abitualmente patrocini ad un ampio spettro di manifestazioni di qualità, dimensioni e tipologie differenti»

 

La stampa nazionale non ha accolto con grande calore l’apertura della mostra. Viene denunciata, appunto, una carenza sia nell’impostazione critica e curatoriale, sia nella scelta delle opere. “Arte e omosessualità” (la mostra infatti ha perso quell’ambiguo e malaugurate “Vade retro” che doveva essere il titolo milanese) appare come una grande operazione pubblicitaria. Il grande parlare che se ne è fatto ne ha cauterizzato la portata e l’ha trasformata in un teatrino in cui il discorso artistico passa del tutto in secondo piano.

 

Nonostante fino all’ultimo la sua presenza a Firenze fosse in dubbio, è esposta «Miss Kitty», la statua che raffigura un transensuale con le fattezze del papa, ma dietro un lenzuolo in una specie di camerino predisposto dallo stesso autore Paolo Schmidlin. (nella foto in apertura)

 

Intanto l’Assessore al Turismo della città siciliana di Taormina ha annunciato che la mostra farà tappa alla falde del Vesuvio, con il Patrocinio della Regione, città molto importante, tra l’altro, nell’attività di Wihelm von Glöden, uno dei principali artisti in mostra, che qui visse a partire dal 1878 realizzando le sue celebri fotografie di nudi femminili.

Tommaso Martini tommasomartini@sindromedistendhal.com

5 novembre 2007

 

Comunicato stampa:

A FIRENZE

DAL 27 OTTOBRE 2007 AL 6 GENNAIO 2008

“ARTE E OMOSESSUALITÀ.

DA VON GLOEDEN A PIERRE ET GILLES

 

Dopo una lunga e travagliata vicenda, apre alla Palazzina Reale una delle esposizioni più contestate degli ultimi anni.

In mostra, 220 opere indagano, per la prima volta in Italia in maniera così ampia, le connessioni tra arte e omosessualità, dalla nascita della fotografia ad oggi.

 

Alla Palazzina Reale di Firenze, dal 27 ottobre 2007 al 6 gennaio 2008, si tiene una delle esposizioni più attese degli ultimi anni, Arte e Omosessualità. Da von Gloeden a Pierre et Gilles.

Originariamente pensata per un altra città, Milano, e per un’altra sede, Palazzo della Ragione, e passata alle cronache per la nota vicenda legata al veto espresso dalla giunta comunale milanese alla sua apertura, la mostra, promossa da Vittorio Sgarbi, curata da Eugenio Viola e organizzata da Artematica, presenta 220 opere di 150 artisti, in grado di indagare, per la prima volta in Italia in maniera così ampia, le connessioni tra arte e omosessualità, dalla nascita della fotografia ad oggi.

 

La rappresentazione visiva di soggetti strettamente connessi all'omoerotismo è presente nella storia dell'essere umano dalla notte dei tempi, anche se le valenze culturali che esprime e i significati che sottende sono ovviamente il riflesso di contesti storici e socio-culturali particolari. Scene a sfondo omoerotico compaiono nella produzione vascolare dell'antica Grecia e nei bassorilievi persiani, agli albori dell'arte orientale come nella rinascenza italiana e nel barocco; un fil rouge sottile che attraverso cortocircuiti e passaggi fondamentali giunge sino ad oggi, sviluppandosi autonomamente e molto tempo prima dell'elaborazione del moderno concetto di diversità di genere.

 

Ma cosa si dovrebbe intendere esattamente per "arte omoerotica"? Opere create da artisti della cui omosessualità siamo certi e in cui spesso, ma non necessariamente, è riscontrabile qualcosa che rimanda ad un gusto omoerotico? Oppure bisogna prendere in considerazione l'opera di autori che ufficialmente non risultano omosessuali ma le cui creazioni rivelano uno straordinario erotismo che spinge verso questa interpretazione? Partire dall'omosessualità di un artista per l'interpretazione della sua opera presenta una serie di questioni spinosissime. La conoscenza dell'orientamento (omo)sessuale dell'autore in genere allerta circa la possibile presenza di una rappresentazione metaforica dell'omosessualità. Quale rapporto s'instaura tra biografia dell'artista e interpretazione dell'opera?

 

Il criterio di selezione delle opere in mostra non tiene conto di questo rapporto ma si basa sulle caratteristiche specifiche delle singole opere, individuando, oltre le convenzionali identità di genere, un filone tematico all'interno di un comune modo di sentire, di esprimere stati d'animo, attitudini, emozioni, senza alcuna pretesa di definire i canoni di uno "specifico omosessuale" nell'arte. In base a questa logica alcune opere esibiscono un contenuto apertamente omoerotico, mentre in altre questo si esprime in modo latente attraverso codici specifici, simboli, allusioni, allegorie, metafore. Un percorso che dalle fotografie arcadiche del barone von Gloeden ripercorre i territori della fotografia omoerotica, da Herb Ritts e Bruce Weber a Mapplethorpe e Jack Pierson, con uno sguardo all'estetica camp di James Bidgood recuperata in anni più recenti da David Lachapelle. Artisti che operano ormai in un momento storico in cui è possibile affrontare liberamente tematiche gay, lesbiche o transgender, proponendo turbamenti e questioni preponderanti e spesso cruciali per buona parte dell'arte della fine del secolo scorso e dello schiudersi del nuovo millennio. Un percorso per exempla che da Tamara de Lempicka e Carol Rama arriva a David Hockney, passando per le peregrinazioni identitarie di Ugo Rondinone, Yasumasa Morimura, EVA &ADELE.

Un itinerario per immagini attraverso l'evoluzione della percezione e la conseguente rappresentazione della diversità esistenziale, mettendo in risalto l'opera dell'ultima generazione di artisti che utilizzano l'amore omoerotico come espediente per mettere in questione sovrastrutture di razza, desiderio, genere e identità sessuale, e di abbattere le convenzionali distinzioni tra arte, erotismo e pornografia.

 

Accompagna l’iniziativa un catalogo Electa. 

 

Firenze, 26 ottobre 2007

 

ARTE E OMOSESSUALITÀ. DA VON GLOEDEN A PIERRE ET GILLES

27 ottobre 2007 – 6 gennaio 2008

Firenze, Palazzina Reale (Stazione FS di Santa Maria Novella – Piazza Adua, 50)

Orari: da martedì a giovedì, dalle 14.00 alle 22.00; venerdì, dalle 14.00 alle 24.00; sabato e domenica, dalle 11.00 alle 22.00; lunedì chiuso.

Ingresso: intero 7 Euro; ridotto 5 Euro – biglietteria: www.ticket.it – infoline 24ore/24 e prenotazioni: 02-54915

Catalogo Electa

 

Per informazioni: tel. 0422.410886; www.artematica.tv

 Ufficio stampa:

CLP Relazioni Pubbliche

Tel. 02.433403; Fax 02.4813841

press@clponline.it; ufficiostampa@clponline.it

 Ufficio stampa Electa

Ilaria Maggi

tel. 02.21563250; imaggi@mondadori.it

 Comunicato e immagini su www.clponline.it

 

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola