( 1 dicembre '06)


"Arte e libertà"
Il sequestro di "Confini immaginari" a Bolzano

  

 

 

Approfondimento nell'articolo per www.lalente.net : Vilipendio ala libertà di espressione

L'inno di Mameli accostato al rumore dello sciacquone dell'opera "Confini immaginari" esposta alla mostra Group Therapy al MUSEION di Bolzano, è stata sequestrata per la prima volta il 19 ottobre 2006, dopo circa un mese dall'inizio dell'esposizione: l'accusa era vilipendio nei confronti di un simbolo della nazione. Il reato non è stato riconosciuto e l'opera è tornata in mostra il 10 novembre. Nuove accuse e nuovo sequestro una settimana più tardi, puntando questa volta sul reato di vilipendio alla Nazione (art. 291 del Codice penale).

Venerdì 1 dicembre 2006, in occasione dell'inaugurazione di Kunstart il MUSEION organizza un dibattito a cui prenderanno parte i vari soggetti coinvolti nella vicenda.

Partecipano, moderati dal regista Rai Paolo Mazzuccato: Letizia Ragaglia, curatrice del MUSEION, Giacinto Di Pietrantonio, direttore della Gamec di Bergamo, l'artista Alberto Garutti. I giornalisti Paolo Campostrini e Arnold Tribus e i rappresentanti del mondo della politica Alessandro Urzì, consigliere provinciale di Alleanza Nazionale e Hans Heiss, consigliere provinciale dei Verdi. Infine Cuno Tarfusser Procuratore della Repubblica.