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Redazione

 

Montreal '76 e gli anni Ottanta
di Martina Manescalchi

Oggi Pechino, ieri Berlino, Città del Messico, Mosca, Los Angeles. Breve storia dei boicottaggi di cui sono state oggetto le più grandi manifestazioni sportive del Novecento  (terza parte)

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Berlino: quale razza superiore?

Città del Messico 1968: arrivano le Pantere Nere

Monaco 1972: il massacro

Montreal 1976: il cerchio mancante

Mosca 1980: il vento freddo dell'est

Los Angeles 1984: la vendetta dei russi

Montreal '76 e gli anni Ottanta
Seuol 1988, mondiali di calcio e Coppa Davis

 


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Montreal 1976: il cerchio mancante

Dopo quattro anni dal massacro, le misure di sicurezza adottate a Montreal raggiungono il livello della paranoia per il timore di un nuovo attacco terroristico. Il vero problema di questa edizione è  invece costituito dai numerosi boicottaggi di cui viene fatta oggetto. La prima defezione arriva da Taiwan. La delegazione del paese chiede di potersi iscrivere con il nome di Republic of China, scatenando le aspre critiche della Cina Popolare - assente dai Giochi dal 1952 a causa di una diatriba analoga contro Formosa - e del Canada, legato alla Cina da forti relazioni economiche. Gli Stati Uniti si schierano dalla parte di Taiwan e minacciano il boicottaggio, ma alla fine il CIO decide di non accettare e Taiwan non partecipa.

Altri problemi sono sollevati da Congo e Tanzania, che avanzano formalmente al comitato la richiesta di espulsione della Nuova Zelanda, rea di aver inviato i suoi All Blacks a disputare degli incontri di rugby in Sudafrica, paese escluso dai Giochi dal 1964 a causa della legge sull'apartheid. Il CIO respinge la domanda e decide di accogliere i neozelandesi e il continente africano opta per un boicottaggio di massa di ben 33 nazioni, per un totale di circa 300 atleti. Arriveranno a Montreal soltanto il Senegal e la Costa d'Avorio.

 Mosca 1980: il vento freddo dell'est

La XXII Olimpiade risulta quella più mutilata della storia. Siamo in piena Guerra Fredda e gli Stati Uniti non hanno alcuna intenzione di recarsi in casa del nemico. Il pretesto è dato dall'invasione che nel dicembre 1979 l'Unione Sovietica ha messo in atto contro l' Afghanistan. Dopo poche settimane il Presidente Jimmy Carter ordina il boicottaggio da parte degli U.S.A. ed invita tutti i paesi amici a seguirlo. Agli atleti americani non è lasciata alcuna possibilità di scelta e lo stesso Carter minaccia di ritirare il passaporto a chiunque cerchi di partecipare. Aderiscono al boicottaggio 65 paesi, tra cui la Germania Ovest, la Norvegia, il Canada, il Giappone, il Kenya, l’Arabia. Quindici nazioni, comprese Francia, Italia ed Inghilterra, decidono di non portare la propria bandiera ed il proprio inno, sostituiti da quelli olimpici. Alcuni atleti neozelandesi sfilano sventolando una bandiera nera, simbolo di pace.

Cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Mosca 1980

In Italia si assiste ad un singolare scontro tra il governo che vuole il boicottaggio ed il CONI che invece decide di partecipare senza gli atleti che appartengono ai gruppi delle forze dell'ordine. L'incoerenza nazionale viene testimoniata da Federico Euro Roman, medaglia d'oro nell'equitazione. La Federazione Sport Equestri vuole boicottare i Giochi e serve l'intervento del CONI per convincere i dirigenti a concedere i cavalli. I cavalieri si trovano però nella condizione di dover partire senza veterinari e maniscalchi, costretti ad arrangiarsi a proprie spese.

 Los Angeles 1984: la vendetta dei russi

Come complici delle tensioni internazionali di quegli anni, i Giochi si offrono di nuovo come terreno di scontro fra U.S.A. ed U.R.S.S. L'edizione statunitense permette infatti ai russi di attuare la propria ritorsione dopo soli quattro anni. Non si parla propriamente di boicottaggio, semplicemente l'Unione Sovietica non si iscrive alle Olimpiadi. Il Cremlino giustifica tale presa di posizione con il pericolo per l'incolumità dei propri atleti e l'organizzazione, da parte degli Stati Uniti, di manifestazioni anticomuniste. I paesi del blocco sovietico sono invitati ad allinearsi. Aderiscono tutti tranne la Jugoslavia e la Romania. La vendetta si consuma con l'astensione di ben 17 paesi, Cuba compresa. Di contro, le Olimpiadi di Los Angeles vedono il ritorno dopo trentadue anni della Repubblica Popolare Cinese.

Martina Manescalchi martinamanescalchi@sindromedistendhal.com

3 luglio 2008

 

 

 

 

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola