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“La
scimmia nuda”: prende in prestito
dal libro di Morris Demond il proprio titolo
la mostra in programma fino a gennaio al Museo Tridentino di
scienze naturali, un percorso nell’evoluzione dell’uomo
tutto teso tra scienza e ironia, divertimento e divulgazione
scientifica.
Un’equipe di
collaboratori di eccellenza, tra i quali Telmo Pievani,
Ian Tattersal dell’American Museum of Natural
History, Jared Diamone dell’University of
California, coordinati dal direttore del museo tridentino
Michele Lanziger e della curatrice Claudia
Lauro hanno reso possibile una mostra che in
quindici sezioni cerca di affrontare tutti gli aspetti
davanti ai quali ci pone la teoria dell’evoluzione.
Si inizia con una
carrellata storica della comparsa dei primi esseri viventi
fino alle scimmie antropomorfe, vengono presentati calchi di
crani e vari reperti scoperti nei principali ritrovamenti
degli ultimi decenni, accompagnati da grafici e video che
mostrano l’evoluzione dell’Homo sapiens.
L’esposizione ha come presupposto le scoperte più recenti
della genetica, secondo le quali il nostro Dna è per il 98%
uguale a quello degli scimpanzé. Nel rimanente 2% risiede
l’unicità dell’uomo, tematica al centro delle sale dedicate
alle nostre mani e al nostro cervello ma non solo. Anche la
questione del linguaggio, dell’arte e del pensiero astratto
vegnono affrontate dalla mostra. In particolare “La scimmia
nuda” ci pone davanti ai disegni realizzati da Congo,
uno degli scimpanzé ai quali negli anni Cinquanta
Desmond Morris diede in mano un pennello. Le sue
“opere” sono per la prima volta in mostra in Italia,
inserite in un divertente gioco a fianco ad alcuni
capolavori dell’Espressionismo astratto, sfidando il
visitatore a indovinare quali siano realizzati da Pollock o
Gorky e quali dallo scimpanzé.
E se il darwinismo
è stato spesso strumentalizzato o considerato padre
dell’eugenetica e della ricerca di una razza ariana, la
mostra vuole evidenziare come sia proprio la teoria del’evoluzione
che ci fornisce su base scientifica la certezza che non
esistono differenti razze umane ma che, come dichiarò
Albert Eistein al suo arrivo in America,
apparteniamo tutti alla comune razza umana.
Una sezione
originale e divertente è dedicata alla sessualità. Vi è
condotta un’analisi sia anatomica sia psicologica,
individuando le caratteristiche prettamente umane nei
rapporti sentimentali ma mettendole anche a confronto con
comportamenti e abitudini proprie degli scimpanzé.
Il dibattito con
il mondo cattolico viene affidato ad un’intervista doppia a
Telmo Pievani e a Fiorenzo Facchini,
sacerdote cattolico, professore di paleontologia umana
all’università di Bologna, sostenitore dell’Intelligence
design.
Grande valore
della mostra è il suo essere a misura dei più giovani. Sono
molte le installazioni interattive, i giochi, le postazioni
multimediali lungo il percorso, a partire da un
parco-giochi-foresta-palestra per scimpanzé. Il Museo
tridentino di scienze naturali ha infatti puntato moltissimo
su un’offerta didattica esaustiva e di alto livello,
rivolta ad un target completo, dai bambini delle elementari
ai ragazzi dei Licei.
Tappe 2008:
Museo Friulano di
Storia naturale di Udine
Museo Regionale di
Scienze naturali di Torino
17 ottobre 2007
Tommaso Martini
tommasomartini@sindromedistendhal.com
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