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Museo Hermann Nitsch

di Ilario D'Amato

Inaugurato a Napoli un museo dedicato all'artista austriaco.

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E’ stato inaugurato lo scorso settembre a Napoli, nel quartiere Avvocata, il Museo Hermann Nitsch, realizzato grazie all’impegno della Fondazione Morra.

Artista viennese, fondatore e ideatore del gruppo "Arte in azione", Hermann Nitsch dal 1957 concepisce, con un intimo legame alla tradizione cristiana, il teatro dell’orgia e del mistero, "Orgien Mysterien Theater", una forma originale di opera d’arte totale che si sviluppa in sei giorni durante i quali si mettono in scena azioni reali e si coinvolgono tutti e cinque i sensi. Numerose sono le fotografie all’interno del museo che riportano e ricostruiscono le performance artistiche intrise di sangue, uomini crocifissi,donne bendate e animali squartati; inutile nascondere che l’impatto é decisamente forte e spesso provoca disgusto, ma non per questo bisogna bocciare l’arte di Nitsch senza almeno interrogarci sul reale significato che l’artista ha voluto trasmetterci con immagini così provocatorie. I primordiali istinti umani, che l’artista ritiene repressi dalle norme e dalle imposizioni sociali, riemergono prepotentemente attraverso la carne, il sangue, le interiora, il tutto unito da un monocromatismo rosso che assume,nel suo dominio, un ruolo fortemente arcaico.

Il sangue si fissa sull’opera d’arte scorrendo dal basso, nello stesso modo in cui, negli anni seguenti, Nitsch crea gli Shuettbilder, o "dipinti versati" che si possono ammirare al piano inferiore del museo.

Sottofondo musicale in queste performance sono le composizioni, simili a canti di monaci, create dallo stesso artista che assume il ruolo di un sacerdote o di un direttore sinfonico.

Il museo dunque racchiude in sé l’intero percorso artistico di Hermann Nitsch che forse è bene vedere come una sorta di cammino spirituale con precisi rimandi alla simbologia cristiana e pagana e veri e propri riti di espiazione collettiva e individuale attraverso i quali l’artista cerca di far vivere allo spettatore delle intense esperienze esistenziali.

La struttura che oggi ospita a Napoli tele, fotografie, opere di Nitsch é stata sapientemente recuperata dalla Fondazione Morra - Istituto di Scienze delle Comunicazioni Visive, che ha riportato la vecchia stazione elettrica del teatro Bellini, ad uno splendore mai conosciuto prima.

Un ottimo intervento di restauro ha messo fine al degrado dell’edificio che può vantare un panorama sulla città invidiabile anche al museo MADRE.

Il rapporto tra Hermann Nitsch e Peppe Morra non nasce certo in occasione del museo; dal 1974 la Galleria Morra, che diventerà Fondazione, concentra il proprio interesse verso le neo-avanguardie degli anni settanta, in particolare è tra le prime in Italia a proporre gli artisti dell’Azionismo Viennese e della Body Art. Nel corso degli anni l’amicizia e la stima tra l’artista e il fondatore della galleria cresce e Nitsch viene spesso a Napoli per proporre le sue "manifestazioni d’arte" (1974,1994,2007),fino alla fondazione di un museo che é anche un "Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee, un luogo multifunzionale flessibile, dove poter anche sperimentare forme di arte plurime".

Ilario D'Amato

21 novembre 2008

 

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola