Da giorni ormai le più grandi città italiane sono tappezzate dalle gigantografie della campagna realizzata da Oliviero Toscani contro l’anoressia per conto della casa di moda Nolita e che ritraggono una ragazza nuda dalla magrezza patologica e ripugnante. Lo scopo del fotografo, i cui controversi spot tanto hanno fatto discutere anche in casa Benetton, è quello di mettere la gente di fronte al problema senza mediazioni. Mostrare l’effetto di una malattia che, insieme alla bulimia, colpisce due milioni di persone in Italia, spesso giovani donne che mascherano le proprie insicurezze inseguendo i canoni di bellezza imposti dalla moda.

«L’anoressia è un tema tabù per la moda - osserva Oliviero Toscani - Come l’Aids ai tempi: nessuno nel giro della moda aveva l’Aids. Adesso invece l’argomento tabù è l’anoressia. Non credo comunque che la moda abbia grandi responsabilità nel problema dell’anoressia, è una cosa molto più ampia che riguarda tutti i media e in particolare la televisione, che propone alle ragazze modelli di successo assurdi. La tv ha creato una società che non si ama e non si accetta. E il sistema è degenerato. La mostruosità piace. Siamo in preda a una malattia culturale: ci piacciono i mostri perchè non ci vogliamo bene». Alle numerose critiche che gli sono state mosse, Toscani replica: «C’è una bellezza nella tragedia. Il paradosso è che ci si sconvolge davanti all’immagine e non di fronte alla realtà. Io ho fatto, come sempre, un lavoro da reporter: ho testimoniato il mio tempo».
La modella che è stata scelta per lo spot si chiama Isabelle Caro, ha 31 anni e pesa 31 chili. «Ho accettato di posare perchè la gente sappia e veda davvero a che cosa può portare l’anoressia. Mi sono nascosta e coperta per troppo tempo: adesso voglio mostrarmi senza paura, anche se so che il mio corpo ripugna. Le sofferenze fisiche e psicologiche che ho subito hanno un senso solo se possono essere d’aiuto a chi è caduto nella trappola da cui io sto cercando di uscire».
La campagna ha ricevuto il plauso del Ministro della Salute Livia Turco e di molti stilisti bravi a parole ma che poi ricercano modelle dal peso poco superiore di Isabelle. La Francia invece non ha gradito e la foto non apparirà su giornali e cartelloni.
Secondo l’ Ufficio Francese di Controllo della Pubblicità la foto “attenta alla dignità umana” e può “scioccare il pubblico, e in particolare quello più sensibile”. Utilizzando la malattia per la pubblicità di una marca, Toscani avrebbe peccato di immoralità. Lo psichiatra infantile Marcel Rufo rilascia questa dura dichiarazione al giornale Le Parisien: “Questa foto è un grosso colpo di marketing, eticamente abominevole”.
Martina Manescalchi martinamanescalchi@sindromedistendhal.com
2 ottobre 2007
