|
Un
film muto che ricalca tutti gli stilemi del cinema di
Chaplin, Buster Keaton, Harold Lloyd, della slapstick comedy
e dei primi esperimenti proto-fantascientifici (da Melis e
Caligari). Ma tutto girato oggi con camera a mano, da
Rolf De Heer, regista olandese trapiantato in
Australia che in Italia negli anni scorsi ha già riscosso
molto successo alla Mostra del Cinema di Venezia con Bad Boy
Buddy e The Tracker. Regista versatile che si è cimentato
con film per bambini ma anche lo squallore della vita
coniugale (Alexandra's Project)
Protagonista del
nuovo film è il dr. Plonck, uno scienziato pazzo che
lavora nel suo laboratorio con un assistente sordomuto,
l’enorme moglie e il cane Tiberius. Nelle sue maldestre
sperimentazioni scopre che il mondo ha solo cento anni di
vita davanti a sé. Ma nessuno vuole credere al dottor Plonck,
il Primo Ministro ne vuole le prove.
E così lo
scienziato costruisce una macchina del tempo e dopo
innumerevoli tentativi approda alla nostra epoca, scoprendo
un mondo dominato da televisori e dal consumismo sfrenato.

“Dr. Plonk”
è ricco di gag esilaranti, situazioni paradossali, corredato
da cartelli altrettanto divertenti scritti sul modello del
cinema muto, il tutto accompagnato da un’allegra musica di
pianoforte.
Il risultato è
un’opera originalissima, che ci fornisce tutta la misura
dell’assurdità del mondo contemporaneo che appare più
fantastico e improbabile di tutti gli esperimenti pazzi del
dottor Plonk.
Il film è
co-prodotto anche dall’italiana Fandango che,
speriamo, potrà assicurare una distribuzione in sala a
questa perla presentata nella sezione Extra della Festa del
cinema.
22 ottobre 2007
Tommaso
Martini
tommasomartini@sindromedistendhal.com
|