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"Morte a Spoon River"

Uno splendido adattamento dell' "Antologia di Spoon River" tra le macerie di una fabbrica polacca, in ricordo della tragedia del 2006

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Credits

Regia: Jolanta Ptaszyńska

Produttori: Jacek Gwizdala, Adam Lukaszek

Sceneggiatura di: Konrad Tatarowski, Stanislaw Elsner-Zaluski

Adattamento da: Edgar Lee Masters

Musica: Sebastian Kondratowicz

Fotografia: Adam Sikora

Montaggio: Jarosław Kamiński psm

Souno: Robert Buczkowski

Costumi: Ilona Binarsch

Prodotto da: TVP – Channel 1

Uno morì di febbre,

uno bruciato in miniera,

uno ucciso in una rissa,

uno morì in prigione,

uno cadde da un ponte mentre faticava per moglie e figli -

tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.

 

L’ “Antologia di Spoon River” è un grande classico del Novecento, un libro-mondo con cui molti artisti si sono confrontati per farlo parlare sempre più, a culture diverse, in linguaggi diversi. I morti di Edgar Lee Masters sono rivissuti nelle fotografie di Wiliam Willington (“Spoon River ciao”) e di Mario Giacomelli (“Omaggio a Spoon River”), nei quattordici minuti del videomaker torinese Alessandro Amaducci  “I morti del cimitero di Spoon River raccontano ad un viandante le loro storie” (2005).  Ma è stato Fabrizio De Andrè a darne l’interpretazione più alta e ricca, nell’album “ Non al denaro, non all’amore, né al cielo”.

Ora dalla Polonia arriva un ottimo prodotto televisivo, “Morte a Spoon River”, presentato a Roma in occasione di Eurovisioni 2007 – XXI Festival Internazionale di Cinema e Televisione.

È il gennaio dell’anno scorso. A Katowice, città industriale del sud della Polonia, il peso della neve fa crollare il tetto di un capannone in cui si stava svolgendo un’esposizione di piccioni. Sessantacinque morti. La poetessa e regista polacca Jolanda Ptaszynska ha deciso di ricordare la tragedia con un film televisivo ambientato proprio tra le macerie di questo crollo e lo scenario apocalittico della dimessa vetreria della città. Ha raccolto un cast di decine di grandi attori teatrali e di cinema polacchi, tra cui Zbigniew Zamachowski , attore d’elezione del grande regista Krzysztof Kieslowski. Zamachowski si muove con un altro uomo in questo paesaggio che al sapore della wasted land in cui la natura si sta riappropriando delle macerie, una coppia che ricorda i beckettiani Vladimiro ed Estragone che passeggiano tra tanti spettri che raccontano la loro storia, i loro epitaffi. “Morte a Spoon River ” è infatti il titolo del film. Sono le poesie di Edgar Lee Masters ad offrire la sceneggiatura alla regista. Ogni personaggio offre un ricordo della sua vita, una confessione, un rancore, una speranza. Una fotografia magnifica che esalta i colori pastello e la fissità di questo mondo abitato da morti. Lente carrellate scorrono sui diversi personaggi, ponendoci come davanti a un quadro in cui uomini e donne vagano senza meta all’esterno della fabbrica o sono immobili in piccole stanze che sono già dei loculi. La storia dell’agonizzante John Ballare, della Contessa Navigato che torna a Spoon River dopo aver girato tutto il mondo, di George Gray, che invece non ha mai lasciato il porto, dell’ateo del paese, dell’ottico, dell’odiato Ralph Rhodes, e di decine di altre vite sono recitate oppure cantate su ritmi polacchi, unite tra loro da una stupenda versione cantata de “La collina”.

La televisione polacca ha avuto il coraggio di portare in televisione la poesia, forse l’unico modo per raccontare e ricordare la tragedia di Katowice. “ Morte a Spoon River” è stato premiato in America e ha avuto molto successo nella sezione dedicata ai film sperimentali del Prix Italia.

Presentato in anteprima al Palazzo delle Esposizioni di Roma in occasione di Eurovisioni 2007 – XXI Festival Internazionale di Cinema e Televisione che si tiene in corrispondenza con la Festa del cinema e ha portato nella capitale alcune delle figure più importanti del sistema cinema europeo per discutere del problema del finanziamento della creazione audiovisiva nell’epoca digitale.

 

 

18 ottobre 2007

Tommaso Martini tommasomartini@sindromedistendhal.com

 

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola