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"Taxi to the Dark Side"

Le menzogne dell'amministrazione Bush sulle torture di Guantamano e dei carceri argani e iracheni.

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Credits

Regia: Alex Gibney

Produzione: Jigsaw Productions

Sceneggiatura di: Alex Gibney

Fotografia: Maryse Alberti / Greg Andracke

Durata: 105'

 

Dilawar è un taxista di un piccolo villaggio dell’Afghanistan. La storia della sua agghiacciante fine inizia con un normale viaggio verso la città. Ad un posto di blocco Dilawar viene arrestato da dei miliziani locali che collaborano con le forze americane. È  rinchiuso nel carcere di Bagram, dove si svolsero le prove generali degli orrori di Abu Grhaib. Pochi giorni dopo Dilawar è morto. Nel documento che raggiunge la famiglia la causa è cinicamente sbarrata l’opzione: «omicidio». Dilawar è morto per le percosse e le torture subite da parte dei soldati americani. La sua innocenza sarà dimostrata quando verranno arrestati coloro che lo avevano consegnato agli americani. La storia di Dilewar è lo spunto per Alex Gibney (già autore, tra gli altri, di Enron:l’economia della truffa) per realizzare un documentario scomodo sulla tortura nella guerra al terrore dell’amministrazione Bush. Il suo viaggio ci conduce prima a Bagram, in Afganhistan, poi a Abu Ghraib e Guantamano. Vengono ripercorse le tappe dei processi subiti dai marines e soprattutto dei tentativi del Presidente George W. Bush, del suo vice Dik Cheney, del Segretario di Stato Colin Powell e di Donald Rumsfeld di aggirare tutte le norme internazionali e la stessa Costituzione per poter liberamente torturare i prigionieri.

Si svelano le menzogne del governo USA, in particolare sulla prigione cubana che si trasforma in un carcere modello davanti alle telecamere dei giornalisti giunti a Guantanamo per il press tour (con tanto di campi da basket e da calcio, e giochi di società sulle brande delle celle di isolamento). Un documentario che ha la forza di dieci Michael Moore, senza ricorrere ai commenti sarcastici e pleonastici di Fahreneit 9/11. Gibney invece sceglie di riproporci senza mediazione le dichiarazioni di vittime e carnefici, i cui ruoli non sono mai stati così confusi. Vediamo Bush che tratta con il Congresso sulla Convenzione di Ginevra, la cinica ironia e grottesca ilarità di Donald Rumsfeld nelle conferenze stampa sui casi di tortura, i volti smarriti e crudeli dei giovani soldati esecutori materiali delle torture, usati come capri espiatori in una vicenda in cui il coinvolgimento delle più alte cariche dell’amministrazione Bush è tutta scritta sui documenti ufficiali.

22 ottobre 2007

Tommaso Martini tommasomartini@sindromedistendhal.com

 

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola