|
Tra le centinaia di paragrafi dei tre superemendamenti dati
in pasto al Parlamento per la Legge Finanziaria 2008,
c’è spazio anche per il cinema e per il sistema audiovisivo.
Abbandonata quindi l’idea di una vera e propria legge di
riforma del settore, alla quale nei mesi scorsi aveva
lavorato la senatrice Ds Vittoria Franco e il
deputato margheritino Andrea Colasio. Gli
interventi in materia di cinema nell’ultima Finanziaria si
articolano in due momenti distinti. L’ex art. 12 (paragrafo
326 dell’Art.1) è dedicato a nuove forme di sgravi fiscali
per chi investe in cinema, l’ex art. 72 (paragrafo 301
dell’Art.2), invece, si occupa del sostegno che deve
giungere il cinema da parte di tutti i soggetti che lo
sfruttano.
Due interventi importanti e innovativi. Della necessità di
una forma di tax shelter e tax credit l’Unione
aveva parlato già in campagna elettorale. Gli sgravi fiscali
potevano essere una risposta ad un cinema sempre più
dipendente dai finanziamenti statali, su cui gravava però
l’assottigliamento del Fus negli ultimi anni. La Finanziaria
propone una soluzione basata sul credito d’imposta a favore
di produttori, distributori ed esercenti. Grazie alla norma
del tax shelter, voluta dalla deputata FI Gabriella
Carlucci e dal senatore della maggioranza
Wiiller Bordon, si otterranno notevoli detassamenti
per gli utili reinvestiti. A ricevere i maggiori benefici i
soggetti esterni al settore che decideranno di investire in
cinema: in questo modo aumenterebbero nei prossimi anni gli
investimenti nella produzione. Un sostegno al cinema di
questo tipo ha dato ottimi risultati in altri paesi europei,
come la Gran Bretagna, ma è molto importante anche negli
Stati Uniti. L’Istituto Italiano per l’Industria Cultrale (IsiCult)
ha calcolato, per il 2007, mancati incassi per lo stato di
circa 25 milioni di euro che andranno poi crescendo fino a
toccare i 95 milioni nel 2010. È stato denunciato da più
parti, però, l’assoluta mancanza di stime ufficiali relative
alla ricaduta di queste leggi. Key4bitz ha ipotizzato che
nel 2009, quando le norme di tax shelter e tax credit
potranno considerarsi a regime, saranno prodotti 170 film
(contro i 110 del 2007) e investiti 380 milioni di euro
(contro i 250 attuali). A questa significativa crescita
darebbe un forte contributo anche il contenuto del
paragrafo 301. Si tratta di un primo tentativo di
stabilire obblighi di investimento e programmazione ad altri
soggetti che sfruttano il cinema, oltre agli operatori
audiovisivi tradizionali (Rai, Mediaset, La7). Una modifica
al «Testo Unico della televisione» del 2005 (in cui era
confluita la legge n. 122 del 1998) la cui portata sembra
esser stata ridimensionata nel passaggio dalle Commissioni
parlamentari competenti a Camera e Senato, a causa delle
pressioni delle televisioni pay per view e degli
operatori di telefonia mobile.
Ridisegnata la questione della programmazione di opere
europee (prodotte negli ultimi 5 anni) che dovranno
costituire il 10% della programmazione nelle fasce orarie di
maggior ascolto (nella norma precedente si parlava di opere
europee indipendenti e si utilizzava la formula più precisa
di “ore di maggior ascolto”). Questo obbligo si estende però
anche a Sky e operatori di comunicazioni fisse e mobili su
altre piattaforme rispetto a quelle tradizionali. Anche per
loro, inoltre, sarà obbligatorio investire il 10% dei propri
utili in produzione, finanziamento, pre-acquisto e acquisto
di opere europee.
Due leggi che daranno sicuramente una mano al cinema
italiano in un momento di crescita dal punto di vista
economica. La Relazione annuale sul Fondo Unico dello
Spettacolo non è ancora stata pubblicata dal Ministero per i
Beni e le Attività culturali. I dati di questa crescita sono
quindi non ufficiali e frutto di un incrocio di stime e
fonti diverse. Ma si parla di una crescita dei biglietti del
3,5% (da 105 a 108 milioni), di una crescita analoga per gli
incassi (da 601 milioni a 622) e soprattutto di un
sorprendente aumento degli incassi dei film italiani (+30%,
da quasi 150 milioni a 193,5).
Tommaso
Martini
tommasomartini@sindromedistendhal.com
24 dicembre
2007 |