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“
E’ sempre difficile ripetersi”, oppure “ più
bello il primo, vero? ”. Spesso si affronta così
la visione di un film – sequel,, e sia
appassionati che studiosi di cinema lo sanno.
Tanti ci sono riusciti, ma i più no. Forse è
questo un motivo per cui Fausto Brizzi ha
pensato di dare si un seguito al suo “Notte
prima degli esami”, tanto acclamato e lodato nel
2006, ma così diverso per impostazione e temi da
farla apparire più che altro una cosa a sé,
diverso in forma e contenuto. Ripensando al film
dello scorso anno si ricorda come era facile
immedesimarsi nel personaggio interpretato da
Nicolas Vaporidis, un Luca da poco maggiorenne
che si preparava agli esami insieme ai suoi
amici Alice, Simona, Massi e Riccardo. Luca
aveva incarnato lo studente tipico degli anni
’80, diviso tra lo studio (poco) e l’amore per
Claudia (Cristina Capotondi). Fantastico, ai
fini della commedia, era risultato il rapporto
studente – professore che avevano messo in scena
Vaporidis e Giorgio Faletti
; quest’ultimo nei
panni di un prof. di lettere, contro il quale il
giovane Luca prima si scaglia con una serie di
insulti, incarnando (nella finzione) i desideri
di milioni di studenti, per poi tornare
obbligatoriamente sui suoi passi e condividere
con il prof. Martinelli diverse esperienze,
anche extra-scolastiche, tra risate e consigli
sulla vita. In “Notte prima degli esami” la base
su cui si costruì il lungometraggio era dunque
la facile immedesimazione del pubblico in uno
dei protagonisti. Perché, comunque, questa
breve ripresa del film antecedente, invece che
trattare subito “Notte prima degli esami –
oggi”? Chiaramente per capire la grande
differenza tra i due prodotti, collegati si dal
nome, si dai personaggi, ma poco, anzi
pochissimo, dalla storia. Con Fausto Brizzi le
risate sono assicurate. Si può certo discutere
sull’etica delle sue commedie, sulla eccessiva e
materialistica sessualità messa in scena nei
suoi film, ma non sulla simpatia delle sue
opere. Evidentemente per questo film ha attinto
più dalle sue commedie natalizie che dai suoi
ricordi scolastici. Stessi personaggi, stessa
età, ma con un salto temporale di circa 25
anni. C’è sempre Luca (Vaporidis), e sempre
Massi, Riccardo, Alice e Simona. Dopo una breve
carrellata di tutte le maturità, dal 1923 (data
in cui Giovanni Gentile, filosofo filofascista,
la istituì) fino agli anni ’80, si arriva a noi.
Si arriva all’estate del 2006, quella dei
freschi mondiali di calcio vinti dall’Italia. Ma
siamo ancora a circa un mese prima dall’ultimo
rigore di Grosso contro la Francia, e la scalata
di Luca & co. verso il diploma va parallela alla
vittoria degli azzurri in Germania. Così si
intuisce, visto che di libri, quaderni e formule
se ne vedono e se ne sentono ben pochi. Brizzi
preferisce mettere in mostra le avventure
amorose dei ragazzi, e non solo di loro.
Azzurra, al secolo Cristina Crescentini,
addestratrice di delfini e futura biologa,
diventa il tormento e la passione di Luca nel
corso del film. Giorgio Panariello
diviene
Paolo, il padre bugiardo e simpatico di Luca,
che intraprende una burrascosa relazione
extraconiugale con la prof. Paliani (Serena
Autieri). L’immaturità che il padre dimostra
nell’affrontare gli eventi della propria vita lo
conduce a instaurare con il proprio figlio una
relazione diversa da quelle canoniche, nella la
quale il ragazzo veste i panni del “padre del
padre”. Massi, Alice, Riccardo e Simona, tra
scherzi, battute, litigi e cazzotti
contribuiscono a rendere l’intreccio più vivace
e coinvolgente. Certamente il tutto è
gradevole. Sta di fatto che nel seguire il
film, con i suoi intrighi sessuali- amorosi, i
problemi giovanili e tutto il resto, lo
spettatore si dimentica con eccessiva facilità
che in mezzo rimane una maturità da affrontare,
e che forse Brizzi ha tralasciato un po’ troppo.
Nel racconto si eccede, poi, con l’evasione
della realtà; nella storia, infatti, si
costruisce una “classe improbabile” così diversa
da quella realtà romanzata che poteva essere
quella del “Notte 1”. Questa differenza diventa
lampante nel confronto tra i finali dei due
lungometraggi. Ma il film è decisamente
simpatico anche così; una buona risposta tutta
made in Italy ai vari “American pie” & co.
d’oltreoceano. Dopo questi due successi “ Notte
prima degli esami” diventerà una fiction su
Raidue. Certo la curiosità non manca.
Samuele Tramontano
samueletramontano@sindromedistendhal.com
17
febbraio 2007