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E' il 1939. La
nobile inglese Sarah Ashley (Nicole Kidman), volontà di
ferro all'ombra di un candido ombrellino, decide di
intraprendere un lungo viaggio verso l'Australia con lo
scopo di ricondurre in patria il marito, uomo d'affari alle
prese con un ranch, da lei sospettato di infedeltà. Ma, al
suo arrivo nella tenuta di Faraway Downs, lungi dal
coglierlo in flagrante adulterio, Lord Ashley giace invece
nel letto di morte. Come se ciò non bastasse, la tenuta
versa in una crisi irreversibile. Lady Sarah Ashley, in un
impeto d'orgoglio, decide contro ogni previsione di
stabilirsi in quella terra "selvaggia" per risollevare le
sorti del ranch di famiglia. Con l'aiuto di un prestante
mandriano (Hugh Jackman <http://www.mymovies.it/biografia/?a=53407>
), un orfanello mezzosangue ed un contabile beone, l'algida
Lady riuscir? nell'impresa di condurre a destinazione
duemila capi di bestiame lungo centinaia di chilometri
desertici, in barba ai baroni locali che tenteranno di
ostacolarla in ogni modo. A vegliare su di loro, la figura
destabilizzante ed enigmatica dello sciamano aborigeno King
George. Quando tutto sembra concluso per il meglio, ecco che
la Seconda Guerra Mondiale irrompe violentemente dove non te
l'aspetti: la città di Darwin cade, vittima di un feroce
attacco aereo proveniente dall'Impero giapponese, spavaldo
all'indomani dell'offensiva su Pearl Harbor.
Centotrenta milioni di dollari di budget, quattro anni di
lavorazione e tanta, tantissima, troppa carne al fuoco
condensata in due ore e quaranta minuti. L'australiano Baz
Luhrmann (Romeo + Giulietta, Moulin Rouge!), interrogato a
proposito della varietà di temi trattati nei suoi lavori,
dichiara di ispirarsi nientemeno che al pi? grande genio
letterario inglese: "Parto da Shakespeare quando trasporto
in forma cinematografica una storia perchè lo stile delle
sue storie ? molto cinematografico e consente di costruire
una commedia che definisco "generica": storia d'amore,
azione, dramma tutto in un unico contenitore". La colonna
portante del film ? senza dubbio l'amore, che sulla melodia
di Over the Raimbow si tinge di note variegate senza mai
abbandonare il registro "zuccheroso" e patinato che gi?
contraddistingueva i precedenti lavori dell'autore. Fanno da
corollario numerosi momenti brillanti (divertentissima ? una
gag iniziale tra la Kidman ed un branco di canguri!),
riprese mozzafiato di splendidi paesaggi nel contesto
avventuroso di un'epica cavalcata nel deserto e le scene,
imponenti, che mostrano il disastroso bombardamento aereo
sull'inerme città di Darwin.
Non da ultimo il film si presenta, nelle intenzioni del
regista, quale denuncia in favore delle cosiddette
"generazioni rubate": tra il 1911 e il 1970, nell'ottica di
un'aberrante politica coloniale di assimilazione forzata,
migliaia di bambini "meticci" (l'inchiesta ne conta 100.000)
vengono allontanati violentemente dalle proprie famiglie e
rinchiusi in istituzioni statali allo scopo di sradicarli
dalla propria cultura.
Sfortunatamente lo scottante tema (ancora oggi irrisolto ed
oggetto di vivo dibattito) viene affrontato con uno sguardo
piuttosto romanzato, e lo stesso si può dire a proposito
dell'affresco storico tratteggiato, ben lontano dal
mostrarci l'Australia violentata e barbaramente annientata
da secoli di cieco colonialismo. Il film ha scatenato
infatti le asperrime critiche di noti storici, etnologi e
compatrioti del regista, prima fra tutti l'insigne studiosa
australiana Germaine Greer, la quale ha accusato Luhrmann di
aver tramutato "eventi storici in favoletta".
Resta negli occhi lo sguardo rivolto verso il cielo del
venerando King George, erede di una grande cultura
millenaria, mentre osserva perplesso lo sfrecciare degli
aerei giapponesi sopra la sua terra natia, in nome di una
guerra che non gli appartiene.
Norma De Bartolo
14 gennaio 2009 |