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Lo scopo
principale di un film come Basilicata coast to coast
è quello di far scoprire e promuovere una parte d'Italia
poco conosciuta. Uno scopo legittimo e dichiarato dalle
tante immagini del film che indugiano su paesaggi e vedute
da cartolina. E da questo punto di vista il primo
lungometraggio di Rocco Papaleo centra senza dubbio il suo
obbiettivo perché si muove attraverso panorami di grande
fascino.
Un altro aspetto
interessante del film è la musica, il collante che lega la
scombinata carovana di amici di questo viaggio. A decidere
di attraversare la Basilicata a piedi sono infatti quattro
musicisti dilettanti guidati da un professore di matematica,
interpretato da Rocco Papaleo.
Selezionati per la
serata finale del Festival del Teatro-Canzone di Scanzano
Jonico, i quattro decidono di trasformare il breve percorso
per raggiungere questa località in un vero e proprio
viaggio, percorrendolo a piedi attraverso strade secondarie
di montagna. Nati come idea promozionale, questi dieci
giorni un po' campeggio e un po' jam session saranno
l'occasione per ognuno di capire qualcosa su se stessi.
La musica è dunque
il filo rosso del loro percorso e assieme ad alcuni buoni
spunti comici è uno degli aspetti migliori del film. Ad
essere deboli sono invece la storia e i personaggi, dunque
la sceneggiatura, scritta da Papaleo assieme a Valter Lupo.
L'idea del viaggio
alla scoperta di se stessi avrebbe potuto infatti essere
sfruttata per imbastire un percorso di maggior spessore,
mentre la costruzione dei vari personaggi si riduce a pochi
tratti. Per tutti alla fine del viaggio c'è una sorta di
chiusura, a volte piuttosto semplicistica, rispetto ai
problemi coi quali erano partiti.
Dunque se l'idea
di un road movie a sfondo musicale nei paesaggi dell'Italia
del sud è una buona base di partenza che riesce anche a far
sorridere con alcuni spunti divertenti, alla fine dei conti
allo spettatore resta la delusione per i tanti elementi
della storia non approfonditi. Alle azioni dei personaggi
quello che manca sono spesso proprio le motivazioni, la
sostanza dietro le vicende. Emblematico in questo senso è il
personaggio interpretato da Giovanna Mezzogiorno che rimane
un rompicapo per chi guarda il film. Si tratta di una
giovane giornalista, figlia di un importante politico che
lavora in un piccolo giornale di provincia e accetta con
riluttanza l'incarico di seguire il viaggio della scombinata
carovana per documentarlo. Di lei non capiamo né cosa
l'abbia portata a fare quel lavoro, né il rancore verso il
padre, né il repentino cambiamento di atteggiamento verso il
resto del gruppo.
Dopo una iniziale
fase di freddezza infatti, la giornalista decide di unirsi
al viaggio e documentarlo lei stessa con la telecamera,
scoprendo che quella che all'inizio le sembrava una scena
monotona può rivelarsi un buon materiale da filmare, come lo
è per il regista del film.
Basilicata coast to coast è dunque
una buona idea che poteva essere sviluppata meglio ma che
riesce lo stesso a far passare una serata piacevole ma non
esilarante a tutti; quelle risate sonore e a pieni polmoni
che avete sentito in sala e non riuscivate a spiegarvi
venivano molto probabilmente da un pubblico di parte, magari
con le stesse origini lucane di Papaleo.
Lucia Ferroni
28 aprile 2010
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