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Basilicata coast to coast di Rocco Papaleo

di Lucia Ferroni

 

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Lo scopo principale di un film come Basilicata coast to coast è quello di far scoprire e promuovere una parte d'Italia poco conosciuta. Uno scopo legittimo e dichiarato dalle tante immagini del film che indugiano su paesaggi e vedute da cartolina. E da questo punto di vista il primo lungometraggio di Rocco Papaleo centra senza dubbio il suo obbiettivo perché si muove attraverso panorami di grande fascino.

Un altro aspetto interessante del film è la musica, il collante che lega la scombinata carovana di amici di questo viaggio. A decidere di attraversare la Basilicata a piedi sono infatti quattro musicisti dilettanti guidati da un professore di matematica, interpretato da Rocco Papaleo.

Selezionati per la serata finale del Festival del Teatro-Canzone di Scanzano Jonico, i quattro decidono di trasformare il breve percorso per raggiungere questa località in un vero e proprio viaggio, percorrendolo a piedi attraverso strade secondarie di montagna. Nati come idea promozionale, questi dieci giorni un po' campeggio e un po' jam session saranno l'occasione per ognuno di capire qualcosa su se stessi.

La musica è dunque il filo rosso del loro percorso e assieme ad alcuni buoni spunti comici è uno degli aspetti migliori del film. Ad essere deboli sono invece la storia e i personaggi, dunque la sceneggiatura, scritta da Papaleo assieme a Valter Lupo.

L'idea del viaggio alla scoperta di se stessi avrebbe potuto infatti essere sfruttata per imbastire un percorso di maggior spessore, mentre la costruzione dei vari personaggi si riduce a pochi tratti. Per tutti alla fine del viaggio c'è una sorta di chiusura, a volte piuttosto semplicistica, rispetto ai problemi coi quali erano partiti.

Dunque se l'idea di un road movie a sfondo musicale nei paesaggi dell'Italia del sud è una buona base di partenza che riesce anche a far sorridere con alcuni spunti divertenti, alla fine dei conti allo spettatore resta la delusione per i tanti elementi della storia non approfonditi. Alle azioni dei personaggi quello che manca sono spesso proprio le motivazioni, la sostanza dietro le vicende. Emblematico in questo senso è il personaggio interpretato da Giovanna Mezzogiorno che rimane un rompicapo per chi guarda il film. Si tratta di una giovane giornalista, figlia di un importante politico che lavora in un piccolo giornale di provincia e accetta con riluttanza l'incarico di seguire il viaggio della scombinata carovana per documentarlo. Di lei non capiamo né cosa l'abbia portata a fare quel lavoro, né il rancore verso il padre, né il repentino cambiamento di atteggiamento verso il resto del gruppo.

Dopo una iniziale fase di freddezza infatti, la giornalista decide di unirsi al viaggio e documentarlo lei stessa con la telecamera, scoprendo che quella che all'inizio le sembrava una scena monotona può rivelarsi un buon materiale da filmare, come lo è per il regista del film.

Basilicata coast to coast è dunque una buona idea che poteva essere sviluppata meglio ma che riesce lo stesso a far passare una serata piacevole ma non esilarante a tutti; quelle risate sonore e a pieni polmoni che avete sentito in sala e non riuscivate a spiegarvi venivano molto probabilmente da un pubblico di parte, magari con le stesse origini lucane di Papaleo.

Lucia Ferroni

28 aprile 2010

 

 

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola