Arte

Mostre in corso

Televisione

Musica

Film

Sindrome di Alzheimer

Teatro

Libri

Links

Redazione

La bella addormentata nel bosco

di Elisa Bistoni

La principessa Disney compie cinquan'tanni.

 

 Iscriviti alla newsletter


iscriviti cancellati

 

 

 

 

 

 

My status

Locations of visitors to this page

 

 

 

 

 

Chi direbbe che Aurora, ”La bella addormentata nel bosco”, stia per compiere 50 anni? Sempre bellissima, con la sua chioma di capelli biondi, gli occhi blu e il dolce sorriso, incarna perfettamente l’immaginario della principessa. Forse per questo è la più amata tra le principesse Disney. Qual è la bambina che non ha  mai immaginato di essere la bella Aurora che, caduta in un sonno profondo a causa del maleficio della terribile Malefica, aspetta di essere risvegliata dal bacio del vero amore?

La bella addormentata nel bosco” è forse una delle più classiche fiabe, con la bella principessa, il principe pronto a salvarla dalle insidie del male incarnato dalla strega e con l’aiuto della magia delle fate buone. É proprio alla sua versione classica, la fiaba di Perrault, che la storia della Disney si ispira, portando il lungometraggio animato sul grande schermo nel 1959.

C’è da dire che la storia in alcuni particolari ricorda la versione dei fratelli Grimm in cui non compare la figura della madre  orchessa del principe e in cui la principessa si chiama Rosaspina. Rosaspina verrà infatti chiamata Aurora negli anni che trascorre nel bosco, allevata dalle tre fatine buone che cercano di tenerla lontano dalla maledizione che la strega Malefica ha gettato su di lei il giorno della sua nascita.

Nel 1959, quando uscì nelle sale, “La bella addormentata nel bosco”  fu il più caro film Disney creato fino allora con un costo di 6.000.000 di dollari. Costo giustificato dal lungo periodo, quasi tutta l’intera decade degli anni 50, che occorse per la sua realizzazione.

Walt Disney definì questo capolavoro come “l’arte dei dipinti animati”, riferendosi allo stile che lo scenografo Eyvind Earle decise di dargli, cercando di accontentare le richieste di Walt Disney che volle che questa favola si differenziasse dalle precedenti “Biancaneve” e “Cenerentola”. Il genio di Earl riuscì ad ottenere questo effetto abbandonando le forme rotonde e puntando alla loro stilizzazione,rievocando nella mente di chi guarda dei dipinti. Non è un caso che la scena iniziale, sia stata ripresa da degli arazzi del ‘400 e che l’ispirazione per i fondi arrivò ad Earl dai dipinti esposti in una mostra al Metropolitan di New York.

Aurora, oltre  ad essere  esempio dello stile stilizzato che caratterizza il film, è anche la principessa che meno agisce per la realizzazione del suo futuro e quella che ha minor tempo nella scena.  Anche Filippo è diverso dai suoi predecessori. Innanzitutto è il primo principe ad avere un nome, ed è anche il primo a comparire fino dalla prima scena  e ad agire nello sviluppo della trama, fino ad arrivare alla scena della lotta con Malefica trasformata in drago.

La magia entra nel film sia come forza benigna, grazie alle tre fatine buone Flora Fauna e Serenella, sia come forza maligna incarnata dalla strega Malefica.

Walt Disney avrebbe voluto che le tre fatine, che all’inizio dovevano essere sette nella versione della favola di Perrault, fossero state identiche. Gli animatori Frank Thomas e Ollie Johnston invece decisero di renderle diverse sia nei colori  e nelle forme che nelle personalità.

L’altra faccia della magia, quella oscura, è invece Malefica, personaggio che incarna il male assoluto, tanto terribile quanto affascinante. Elegante e senza sfumature, integra, nella sua cattiveria non lascia spazio all’elemento goffo e leggero di altri “cattivi” Disney.

La colonna sonora, su richiesta specifica di Walt Disney, è una rielaborazione di George Bruns delle musiche che Tchaikovsky compose per il balletto ispirato alla favola.

In occasione dei 50 anni dall’uscita nelle sale, “La bella addormentata nel bosco” è stato rimasterizzato, restaurato e sarà  il primo classico Disney ad uscire in formato Blu-Ray disc. Grazie a questo lavoro, che ha interessato 12 km di pellicola, è stato anche possibile recuperare fotogrammi che erano andati persi, oltre al formato panoramico originale, lo stesso che aveva quando nel 1959 fu il primo film Disney in Technirama 70. Formato  che  da maggior risalto ai magnifici sfondi.

Il Dvd contiene anche giochi, filmati speciali e la versione della canzone “Io lo so” cantata da Lola Ponce e Giò di Tonno.

All’uscita nelle sale cinematografiche “La bella addormentata nel bosco” non ebbe il successo sperato, ma distanza  di 50 anni è oramai diventato un classico e giudicato un capolavoro dell’animazione.

La magia, nata grazie all’incontro tra la favola e il genio degli animatori Disney è arrivata fino a noi e ha permesso che generazioni di bambine sognassero il bacio del vero amore.

Elisa Bistoni

16 novembre 2008

 

 

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola