Arte

Mostre in corso

Televisione

Musica

Film

Sindrome di Alzheimer

Teatro

Libri

Links

Redazione

Buio in sala:
si è spento Dino Risi

di Antonella Fontanella

Il 7  giugno, a  Roma, è scomparso un grande Maestro della Commedia all’italiana.

 Iscriviti alla newsletter


iscriviti cancellati

 


My status

Locations of visitors to this page

 

 

 

 

 

 

 

 

"Il vedovo" - 1959

"Una vita difficile" - 1961

 

 

"I mostri" -1963

 

 

 

 

"Il sorpasso" - 1962

L'epilogo: la morte entra nella Commedia all'Italiana

 

 

 

 

"In nome del popolo italiano"     - 1971

Il cinema è  una donna nuda e un uomo con la pistola. Qualcosa a metà tra l’orologeria di precisione e la tratta delle bianche.

Dino Risi

Spensieratezza, risate amare e satira di costume sono gli elementi tipici dei film di Dino Risi, che scomparso a Roma il 7 giugno, è l’ indimenticabile regista e sceneggiatore di commedie che hanno il pregio di ritrarre i mutamenti repentini di una società italiana costellata di personaggi caratterizzati in modo ironico e sagace, senza mai cercare rifugio nella banalità dello stereotipo.

Risi nasce a Milano il 23 dicembre 1916. Si laurea in Medicina ma preferisce lavorare nel mondo del cinema come assistente di Mario Soldati per “Piccolo mondo antico”(1940).

 Partecipa alle sceneggiature di “Anna” di Lattuada ( 1952), “Totò e i re di Roma” di Steno e Monicelli (1951), “Gli eroi della domenica” di Camerini (1952).

Gira una serie di cortometraggi come “Barboni” (1946) e il famoso “Buio in sala” ( 1948), prodotto da Carlo Ponti.

 Il suo primo lungometraggio è “Vacanze col gangester” (1951) ma ad inaugurare il genere della commedia di costume, che caratterizza gran parte della sua produzione, è un  episodio di “L’amore in città”(1953).

Il successo arriva con Pane, amore e …”, ( 1955) interpretato da Sofia Loren e Antonio Cifariello, e “Poveri ma belli” (1956),  grazie al quale scopre la bravura di attori sconosciuti come Marisa Allasio, Renato Salvatori e Maurizio Arena. Con questo film il neorealismo si tinge di rosa  poiché sono raccontate le vicende amorose di un gruppo di giovani romani, semplici e bonari.

Nel 1959, con “Il vedovo”,  la leggerezza della commedia è sostituita dalla satira graffiante. È narrata la storia di un piccolo industriale (Alberto Sordi) che, oberato di debiti, tenta di uccidere la moglie per ottenerne l’eredità. Con “Una vita difficile” (1961), commedia amara con risvolti comico- grotteschi, il regista libera da un cliché cinematografico Alberto Sordi cui non affida il solito ruolo di uomo vile e qualunquista ma quello di un ex partigiano comunista che si è battuto con spirito rivoluzionario.

 Satirico e è anche “I mostri”, dove Gassmann e Tognazzi recitano per la prima volta insieme. Con questo film il regista volge uno sguardo cinico e pungente sulle meschinità dell’Italia del Boom economico. I personaggi sono caricaturali per sottolineare l’inettitudine morale e sociale dell’uomo italiano.

 Vittorio Gassman, suo grande amico, è il protagonista di  ben quindici film, tra cui “Il mattatore” ( 1960), “Il Sorpasso”( 1962), “Il tigre”( 1967),Il profeta”( 1968)e “Profumo di donna”( 1974), che ottiene due nomination all’Oscar.

 “Il sorpasso” (1962), film all’epoca  non apprezzato dalla critica, è oggi considerato il capolavoro del regista. L’Italia del benessere economico è dipinta con toni corrosivi, trapela la sua pessimistica sfiducia nell’uomo. I personaggi non sono però caricaturali come nella commedia all’italiana ma ritratti  con sfumature psicologiche molto intense. L’automobile è  il simbolo della voglia di superfluo conseguente alla crescita economica.

 Negli anni Sessanta Risi si specializza nei film ad episodi e dirige grandi attori come Monica Vitti, Nino Manfredi, raccontando piccole vicende quotidiane. Negli anni Settanta  realizza “La moglie del prete”(1970), con Loren e Mastroianni, “In nome del popolo italiano”(1971) “Sesso matto”(1973), con Giancarlo Giannini e Laura Antonelli,.“Telefoni bianchi”(1976) il thriller “Anima persa”, “La stanza del vescovo” e “I nuovi mostri” (1977), “Primo amore” ( 1978).

Del 1981 è “Fantasma d’amore” e del 1985 “Scemo di guerra”.

Negli anni Novanta gira “Tolgo il disturbo”, ultimo film con Gassman, e “Giovani e belli (1996). Nel 2002 riceve il Leone d’oro alla carriera, mentre nel 2004 il Festival di Cannes gli dedica una retrospettiva.

Risi, artista  dalla personalità sarcastica e pungente, amava valorizzare il talento dei grandi attori. Molto amato dal pubblico, era spesso snobbato dai giornalisti cinematografici ai quali non risparmiò una battuta mordace: «I critici vorrebbero che noi facessimo i film che loro farebbero se li sapessero fare.»

Restano memorabili le sue opere contraddistinte dalla semplicità dei buoni sentimenti e dalla fine capacità di descrivere con sguardo disilluso la perdita dei valori causata dallo slancio nel vuoto di una società consumistica.

 

Antonella Fontanella antofonta@gmail.com

23 giugno 2008

 

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola