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Redazione

Come cambia la fruizione cinematografica ai tempi del digitale

di Lucia Ferroni


Hollywood trasmetterà i film in uscita direttamente sulla tv di casa Per tutelarsi dalla pirateria, gli studios controlleranno però i nostri dispositivi home video; e la privacy?

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La recente decisione della FCC, l'organismo governativo che negli USA regola il settore della Comunicazione, apre le porte a grandi cambiamenti nel mondo dell'entertainment.

La Commissione infatti, dopo aver riflettuto per ben due anni, ha accettato la richiesta della MPAA che chiedeva di poter utilizzare il blocco selettivo delle uscite analogiche nei ricevitori via cavo e satellite installati nelle case degli americani.

Tutto è partito dall'idea di espandere l'attuale business cinematografico permettendo ai distributori di contenuti via cavo o satellite di trasmettere a pagamento i film in contemporanea o subito dopo la loro uscita in sala. Prima di dare il via a questa nuova forma di fruizione però, l'Organizzazione americana dei produttori cinematografici (MPAA) i cui membri rappresentano i sette studios americani più importanti, ha voluto tutelare i suoi diritti contro la pirateria. Permettere di registrare e copiare i film da casa a pochi giorni dalla loro uscita ucciderebbe le vendite di DVD, già adesso in difficoltà. Ecco perché la MPAA ha ha chiesto alla Commissione federale una deroga al divieto di usare questi sistemi di blocco a distanza (SOC, selectable output control), finora in vigore. L'idea è di bloccare le porte analogiche non protette dei dispositivi casalinghi che permetterebbero di registrare facilmente i contenuti trasmessi, per usare invece i segnali digitali forniti di un dispositivo di protezione.
Ora, dopo ventiquattro lunghi mesi di valutazione, la FCC ha concesso la deroga sostenendo che questo nuovo servizio arricchirà l'offerta dei consumatori e che dunque la decisione va a beneficio dell'interesse comune. Inoltre, sempre secondo la Commissione, questo potrà agevolare la transizione verso i sistemi digitali funzionando da incentivo ad aggiornare i propri sistemi home video.

 

E proprio questo è uno dei punti sui quali si sono appuntate le numerose critiche che provengono in particolare dai gruppi che si occupano di difendere i diritti dei cittadini nell'epoca della cultura digitale, affrontando le questioni che essa fa emergere Infatti bloccare le uscite analogiche per contrastare la pirateria significherà che chi possiede una televisione costruita prima del 2004, che si collega al ricevitore satellitare con una connessione analogica o che non ha una connessione digitale, dovrà probabilmente sostituire il suo apparecchio se vorrà usufruire di questo allettante servizio.
Ma le critiche investono anche un altro punto fondamentale della questione, cioè la violazione della privacy e il controllo a distanza dei dispositivi privati degli utenti a cui si è appena dato via libera, nonostante la FCC abbia posto qualche limitazione.

Infatti è stato stabilito che il blocco potrà essere attuato solo per la durata di 90 giorni dalla trasmissione del film oppure fino alla sua uscita su supporto fisso. Inoltre, la Commissione ha chiesto alla MPAA un rapporto a cadenza biennale per accertarsi che questa misura serva effettivamente a contrastare la pirateria. Un'ulteriore rischio per gli utenti è che questo blocco potrebbe impedire di effettuare registrazioni legali su alcuni registratori o altri dispositivi con connessioni analogiche.

 

Ma oltre ai singoli utenti, sarà soprattutto un'altra categoria a subire gli effetti di questa novità: quella degli esercenti cinematografici. La MPAA sostiene che la sua iniziativa non sostituirà affatto la fruizione cinematografica perché è rivolta soprattutto a chi non ha la possibilità di andare in sala: genitori con bambini piccoli, disabili e tutti colori che non hanno un cinema a portata di mano.

Ma sarà davvero così? Non sono pochi gli articoli in inglese riguardanti questa notizia che titolano sottolineando il danno per le sale. In effetti, se sarà possibile vedere i film da casa a breve distanza dalla loro uscita in sala, lasceremo lo stesso il divano per andare al cinema?

L'esperienza della sala e la dimensione sociale della fruizione cinematografica saranno argomenti sufficienti a convincerci? Una cosa è certa: il prodotto cinematografico si sta muovendo sempre più verso una dimensione individuale, solitaria e a domicilio. Proprio il fattore pigrizia è ciò che ha permesso ai sistemi di noleggio DVD via posta o in streaming come Netflix di dominare il mercato statunitense occupando il posto che negli anni '90 era delle catene come Blockbuster, ora in crisi.

E se anche l'ultimo ritrovato della tecnica, la tecnologia 3D che prima potevamo sperimentare solo in sala sta per spostarsi nel nostro salotto grazie ai nuovi sistemi home video presto in commercio, chi riuscirà più a farci alzare dal divano?

 

Lucia Ferroni

14 maggio 2010

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola