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Nel panorama attuale sempre più spesso troviamo il cinema
fuori dalle sale: in case attrezzate con dolby surround,
alta definizione e schermi giganti, sul Web grazie a siti
che offrono noleggio di copie digitali e streaming online. E
se una parte del cinema casalingo è pirata, ultimamente una
buona parte è anche perfettamente legale. Infatti sono state
le stesse major, seguendo l'esempio del mercato musicale e
dopo aver difeso i loro copyright dalla rivoluzione del Web,
a decidere di cambiare strategia. Un esempio è l'accordo
stretto dalle principali case di produzione con la Apple che
ha permesso ad iTunes di offrire già da febbraio
numerosi titoli per il noleggio online.
Se dunque l'oggetto della visione è ormai disponibile a casa
propria, è necessario che l'esperienza cinematografica offra
qualcosa di più per convincere gli spettatori ad uscire di
casa e vedere il film al cinema; è necessario qualcosa che
si può avere soltanto in sala.
Ecco allora che la visione sul grande schermo si trasforma
sotto vari aspetti, con novità che per ora riguardano
soprattutto gli U.S.A. Un esempio sono le proposte di
cinema extra-lusso: sale da circa 40 posti ciascuna, con
poltrone enormi in cui è possibile sdraiarsi e ordinare da
mangiare senza muoversi dal proprio posto, per la modica
cifra di 35 dollari. Un'altra novità riguarda invece la
tecnologia di proiezione e la dimensione dello schermo: si
tratta dell'IMAX. Filmando con una pellicola più
larga e con una maggiore risoluzione della tradizionale 35
mm, si ottiene un'immagine 4 volte più grande degli schermi
a cui siamo abituati. L'IMAX porta così al massimo
compimento i tentativi del passato di aumentare la
dimensione della proiezione, come il Cinemascope, ottenendo
una totale immersione dello spettatore nel film. Per ora
queste sale si trovano più che altro in musei e parchi
tematici ma un assaggio di quello che si può ottenere con
questa tecnologia si è avuto con l'uscita del film The
Dark Knight. Il regista ha infatti girato alcune
sequenza aggiuntive del film in formato IMAX e i biglietti
per queste proiezioni nelle apposite sale U.S.A. sono andati
a ruba. Questo è soltanto un esempio di come le novità
tecnologiche possono avere un futuro se vengono usate in
maniera creativa, sfruttandone le peculiarità, mentre finora
l'IMAX è rimasto soprattutto un'attrazione, come nel caso
dei film tradizionali allargati artificialmente a questo
nuovo formato.
La capacità dell'IMAX di impegnare l'intero campo di
visibilità dello spettatore lo rende il compagno perfetto
dell'altra grande novità tecnologica per cui il cinema
hollywoodiano sembra ormai aver perso la testa: la
proiezione stereoscopica in 3D. Già da marzo era sulla
bocca di tutti, quando allo ShoWest, la convention
dell'industria cinematografica, si annunciavano 10.000 sale
nei prossimi tre anni e numerosi titoli in uscita. Adesso è
la DreamWorks la casa di produzione che più sta lavorando
per portare il 3D ad un livello superiore e renderlo un vero
e proprio strumento al servizio del racconto
cinematografico. Di nuovo, non un'attrazione ma
un'innovazione che diventa strumento creativo.
Ma a delineare il futuro del cinema non ci sono soltanto
innovazioni tecniche: sul piano drammaturgico, cioè
della strategia del racconto, c'è da segnalare un'operazione
che, anche se non è una novità assoluta, riporta in primo
piano l'influenza dei nuovi media sulla più anziana settima
arte. Si tratta di Late Fragment, il primo film
interattivo del Nord America, prodotto da una
istituzione di ricerca canadese che si occupa di spettacolo
e new media (www.cfccreates.com).
Il cinema ci ha già abituato a film che, facendo proprio il
principio di frammentazione e non-linearità tipiche della
forma ipertestuale e del digitale, lasciano allo spettatore
il compito di rimettere in ordine i frammenti della storia
raccontata. Qui però si fa di più permettendo allo
spettatore stesso, nella versione in DVD, di decidere come
far avanzare la storia cliccando sul telecomando. Il cinema
conferma così il ruolo sempre più attivo dello spettatore,
già utente attivo grazie ai new media e, nell'era di
YouTube, anche vero e proprio produttore di contenuti oltre
che consumatore.
Possiamo dunque cercare di comporre tutti questi indizi per
farci un'idea di quale sarà il cinema del futuro:
all'orizzonte sembra profilarsi un'esperienza immersiva
unita al potere di controllare lo sviluppo del racconto,
in un risultato che può far venire in mente la realtà
virtuale, confermando le tesi secondo cui i nuovi media
hanno rimodellato i vecchi. L'esperienza dello schermo si
allontana sempre più da una dimensione di condivisione
sociale, per diventare un'immersione in soggettiva. Del
resto già oggi nei multisala le poltrone sono così grandi
che ci si può facilmente dimenticare delle altre persone e
tanto più si avrà la sensazione di essere soli quando il
nostro campo visivo sarà completamente saturato da uno
schermo gigante e da immagini che sembrano inghiottirci.
Lucia Ferroni
luciaferoni@libero.it
10 settembre
2008
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