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Redazione

Intervista a Silvio Orlando

di Martina Manescalchi

 

Intervista a Silvio Orlando, che in "Caos calmo" interpreta un personaggio nuovo e insolito nella sua carriera.
 

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Caos Calmo

di Martina Manescalchi

 

Dal prossimo 8 febbraio in sala uno dei prodotti cinematografici più convincenti degli ultimi anni, la storia di un uomo alla ricerca delle proprie emozioni.


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Incontriamo Silvio Orlando al cinema "Nuovo Sacher" di Roma, in occasione della conferenza stampa che segue l'anteprima di "Caos Calmo", il film di Antonello Grimaldi in cui interpreta il collega riflessivo e religioso del protagonista Nanni Moretti.

Un Orlando insolito, a dire  la verità, in un ruolo molto diverso da quelli a cui ci ha abituati in oltre vent'anni di cinema e la cui interpretazione ci dimostra ancora una volta la qualità del suo livello artistico.

Faccia simpatica e sorriso cordiale come ci si aspetta che sia, l'attore partenopeo risponde ad alcune nostre domande. 

D. Sig. Orlando, a dodici anni da "Il cielo è sempre più blu" torna sul grande schermo con Antonello Grimaldi. Qual è il Suo rapporto con questo regista? 

S.O.: In entrambi i film ho interpretato ruoli piccolissimi, per cui ho lavorato poco con Antonello sul set. L'ho però frequentato molto fuori dal set perchè è una persona adorabile. E' capace di trasferire queste sue qualità umane anche agli attori, quindi lavorare con lui è sempre un piacere, una sorta di gioco. 

D. Con Samuele, il collega di Nanni Moretti che Lei interpreta in "Caos Calmo", si allontana molto dall'ironia che lo ha sempre contraddistinto sia al cinema che sul piccolo schermo. Come è stato l'approccio con un personaggio così diverso e, se vogliamo, particolare? 

S.O.: Chiamarlo “personaggio” forse è una parola grossa. All'interno di questo film, che può essere definito come una favola, è un personaggio funzionale a quello che sta succedendo. La sua visione delle cose all'interno di ciò che riguarda la vita pubblica del personaggio di Moretti diventa però molto importante ai fini della storia. La sua intuizione alla fine è quella vincente. E' lui che riesce ad individuare per primo il bandolo della matassa circa sua vicenda lavorativa.  

D. In questi giorni i giornali hanno dato molto spazio alla scena di sesso tra Isabella Ferrari e Nanni Moretti, più che al film. Secondo Lei perché Raoul Bova che fa sesso con una – almeno sul copione - minorenne ("Scusa ma ti chiamo amore", ndr) viene acclamato, mentre un amplesso fra due attori adulti, inserito nella sceneggiatura a completamento di un percorso psicologico del protagonista, rischia la censura? 

S.O.: (ride) mah, dipende forse dalle biografie dei personaggi. La biografia di Raoul Bova è anche naturale che sfoci lì, quella di Nanni forse un po' meno. Non ci si aspetta una cosa del genere. Dovendo sintetizzare la parte per il tutto posso dire che è un po' quello che è successo anche per “Il Caimano” per cui alla fine si è parlato per lo più dell'ultimo quarto d'ora del film, mentre il film conteneva anche tante altre cose.  Purtroppo per comunicare oggi c'è bisogno di semplificare e la scena di sesso, indubbiamente, colpisce molto l'immaginazione. E' una cosa che non ci si aspetta per cui si tende molto a puntare su quello. 

Può parlarci dei suoi progetti futuri? 

S.O.: Ho appena terminato le riprese dell'ultimo film di Pupi Avati “Il padre di Giovanna” e sto preparando qualche lavoro per il teatro.

Martina Manescalchi martinamanescalchi@sindromedistendhal.com

1 febbraio 2008

 

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola