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Incontriamo
Silvio Orlando al cinema "Nuovo Sacher" di Roma, in
occasione della conferenza stampa che segue l'anteprima di "Caos
Calmo", il film di Antonello Grimaldi in
cui interpreta il collega riflessivo e religioso del
protagonista Nanni Moretti.
Un Orlando
insolito, a dire la verità, in un ruolo molto diverso da
quelli a cui ci ha abituati in oltre vent'anni di cinema e
la cui interpretazione ci dimostra ancora una volta la
qualità del suo livello artistico.
Faccia simpatica e
sorriso cordiale come ci si aspetta che sia, l'attore
partenopeo risponde ad alcune nostre domande.
D. Sig.
Orlando, a dodici anni da "Il cielo è sempre più blu"
torna sul grande schermo con Antonello Grimaldi. Qual
è il Suo rapporto con questo regista?
S.O.: In entrambi
i film ho interpretato ruoli piccolissimi, per cui ho
lavorato poco con Antonello sul set. L'ho però
frequentato molto fuori dal set perchè è una persona
adorabile. E' capace di trasferire queste sue qualità umane
anche agli attori, quindi lavorare con lui è sempre un
piacere, una sorta di gioco.
D. Con
Samuele, il collega di Nanni Moretti che Lei
interpreta in "Caos Calmo", si allontana molto dall'ironia
che lo ha sempre contraddistinto sia al cinema che sul
piccolo schermo. Come è stato l'approccio con un personaggio
così diverso e, se vogliamo, particolare?
S.O.: Chiamarlo
“personaggio” forse è una parola grossa. All'interno di
questo film, che può essere definito come una favola, è un
personaggio funzionale a quello che sta succedendo. La sua
visione delle cose all'interno di ciò che riguarda la vita
pubblica del personaggio di Moretti diventa però molto
importante ai fini della storia. La sua intuizione alla fine
è quella vincente. E' lui che riesce ad individuare per
primo il bandolo della matassa circa sua vicenda lavorativa.
D. In
questi giorni i giornali hanno dato molto spazio alla scena
di sesso tra Isabella Ferrari e Nanni Moretti, più che al
film. Secondo Lei perché Raoul Bova che fa sesso con una –
almeno sul copione - minorenne ("Scusa ma ti chiamo amore",
ndr) viene acclamato, mentre un amplesso fra due attori
adulti, inserito nella sceneggiatura a completamento di un
percorso psicologico del protagonista, rischia la censura?
S.O.: (ride) mah,
dipende forse dalle biografie dei personaggi. La biografia
di Raoul Bova è anche naturale che sfoci lì, quella di Nanni
forse un po' meno. Non ci si aspetta una cosa del genere.
Dovendo sintetizzare la parte per il tutto posso dire che è
un po' quello che è successo anche per “Il Caimano”
per cui alla fine si è parlato per lo più dell'ultimo quarto
d'ora del film, mentre il film conteneva anche tante altre
cose. Purtroppo per comunicare oggi c'è bisogno di
semplificare e la scena di sesso, indubbiamente, colpisce
molto l'immaginazione. E' una cosa che non ci si aspetta per
cui si tende molto a puntare su quello.
Può
parlarci dei suoi progetti futuri?
S.O.: Ho appena terminato le riprese
dell'ultimo film di Pupi Avati “Il padre di
Giovanna” e sto preparando qualche lavoro per il teatro.
Martina
Manescalchi
martinamanescalchi@sindromedistendhal.com
1 febbraio 2008
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