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Man
on the Moon
è la fedele ricostruzione della vita di Andy Kaufman,
comico e attore americano che negli anni '70 e '80
rivoluzionò l'arte della performance cabarettiscica prima, e
quella dell' intrattenimento televisivo, poi, avvicinandosi
così anche alle azioni delle avanguardie artistiche come
Dada e Fluxus.
Quanto la pazzia di un uomo è legata alla sua genialità?
Quanto la televisione può corrompere l'arte e l'originalità?
Quanto si può ingannare il pubblico, portando avanti il
travestimento e l' illusione? Di tutto questo ci parla
Miloš Forman, regista fra gli altri di
Qualcuno volò sul nido del cuculo, e Amadeus.
L' inizio del film comincia già a spiazzare gli spettatori,
proprio come Kaufman sapeva fare in tutte le sue
esibizioni. Come dice Andy "quella gente i Andy che non
lo avrebbe capito e che non avrebbe neanche tentato" non
può rimanere a guardare il film, la sua vita, non può amare
le sue canzoni degli animali, e viene così praticamente
scacciato dal protagonista, o dal suo alter ego Jim
Carrey, meraviglioso interprete di una delle figure
di riferimento della sua carriera, la cui mimeticità ha dato
luogo a improbabili quanto affascinanti leggende
metropolitane.
E cosa sono se non leggende, le apparizioni di Andy Kaufman?
Come quando in televisione durante uno sketch si stufò di
recitare lo stupido copione e si mise a litigare in diretta
con i colleghi attori: ancora adesso ci si chiede se era
tutto organizzato e preparato prima, come lo era invece lo
scontro con il wrestler Jerry Lawler, a cui
Andy tentò precedentemente di soffiargli il posto di
campione del mondo, nello show di David Letterman,
con tanto di cazzotti, parolacce di fronte a milioni di
spettatori e finto collare al collo del comico, per simulare
l'infortunio subito da Lawer nell' incontro storico tra i
due.
La magia che sottende L' uomo sulla luna è la sottile
linea di confine tra verità e finzione delle sue
performance; lasciava sempre dietro di sé un' ombra di
mistero e due domande nell' aria: sta scherzando? L' altra
ce la suggerisce invece Danny DeVito, nei
panni del manager: chi stava cercando di divertire Andy
Kaufman, il pubblico o se stesso? Qualunque sia la risposta,
quel che certo era la volontà di costruire un nuovo tipo di
spettacolo, che sarebbe stato poi il Carnegie Hall, basato
su degli elementi fino ad allora estranei al palcoscenico,
quali il silenzio, gli insulti e perfino la morte.
Ma per realizzare il suo one-man-show, Andy ha dovuto
aspettare una vita, scendendo spesso a compromessi, che gli
stavano stretti, strettissimi. Forse prima della
trasposizione in pellicola, non ci rendeva conto quanto la
sit-com Taxi e il personaggio Latka fossero stati per
lui e il suo originale repertorio, dei limiti: era un prezzo
che non avrebbe mai voluto pagare, e che rinnegherà più
avanti, quando dava al suo pubblico Francis Scott
Fitzgerald, e lui reclamava a gran voce ancora Latka.
Non lo aveva mai accettato, così come non lo aveva accettato
Tony Clifton, la sua seconda e scorbutica personalità
pubblica, interpretato da lui stesso o dal suo
collaboratore, giusto per confondere ancora di più le idee
degli spettatori. E chissà come aveva accolto Latka la terza
personalità di Andy, il timido imitatore dell' isola Caspiar.
Pazzo schizofrenico o geniale artista non-sense?
In ogni caso, Man on the moon è un' ottima occasione
per rivivere quei momenti che non abbiamo potuto vedere e ci
siamo persi della tv americana e della vita di Andy Kaufman,
probabilmente con quel tocco in più che solo una splendida
colonna sonoro firmata REM e solo il cinema riesce a dare a
una storia: non si può dimenticare la scena in cui Andy
scopre che il cancro che il guaritore poteva espiantargli a
mani nude era in realtà interiora di animale ingannando la
sua speranza, e esplode con una risata triste, amara ma
profondamente divertita di chi per tutta la vita ha cercato
di ingannare l' ingenuità della gente, facendola alzare da
quel divano di fronte al televisore per controllare che non
siano state interferenze nella trasmissione.
Le interferenze c'erano stato, e portavano il nome di Andy
Kaufman.
2 aprile 2008
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