Arte

Mostre in corso

Televisione

Musica

Film

Sindrome di Alzheimer

Teatro

Libri

Links

Redazione

Paul Newman: ciao blue eyes!

di Danila Barra

25 gennaio 1925-26 settembre 2008: morto il grande mito del cinema hollywoodiano.

 Iscriviti alla newsletter


iscriviti cancellati

 


My status

Locations of visitors to this page

Si è spento all’età di 83 anni una delle più grandi icone di Hollywood.

Paul Newman era malato da tempo di cancro ai polmoni e aveva fatto richiesta di lasciare la clinica di New York per trascorrere le sue ultime ore nella sua casa di Westport in Connecticut con i suoi cari.

Le ultime immagini di lui in carrozzella hanno fatto il giro del mondo, ma il ricordo che resterà in tutti noi non è l’immagine di un uomo malato, bensì, di un grande attore, di un uomo che ha fatto grande il cinema americano.

Paul Leonard Newman, è cresciuto in un paesino nei pressi di Cleveland (Ohio), figlio di genitori di origini ungheresi, tedesco-ebrei e slovacchi.

Tentò la carriera di pilota nella marina ma un problema alla vista glielo impedì.

Dopo la Seconda guerra mondiale si occupò del negozio di articoli sportivi del padre, e nel 1949 decise di intraprendere la carriera cinematografica e sposò Jackie Witte dalla quale ebbe tre figli, due femmine e un maschio, che morì nel 1978’ per overdose.

Si iscrisse all’Actor’s studio di New York e nel 1953debuttò a Broadway in Picnic”.

Nel ‘54 ebbe il suo grande esordio cinematografico in: Il calice d’argento ma la sua interpretazione non fu ben accolta. Due anni più tardi interpretò il film: Lassù qualcuno mi ama, che lo fece balzare all’attenzione di critica e pubblico.

Il suo matrimonio intanto era naufragato e nel 1958, a Las Vegas, sposò l’attrice Joanne Woodward, con la quale è stato sposato sino alla fine. Ebbero tre figlie.

Recitarono insieme in: “Missili in giardino”, “La lunga estate calda”, “Dalla terrazza”, “Paris Blues”, “Il mio amore con Samantha”, “Indianapolis, sfida infernale”, “Un uomo oggi”, “Detective Harper: acqua alla gola”, “Detective’s story”, “Mr. and Mrs. Bridge” .

Newman diresse anche la moglie in film come: ”Gli effetti dei raggi gamma su fiori di Matilde”, “Harry & Son” e “Lo zoo di vetro”.

Tra gli anni Cinquanta e Settanta, interpretò film che lo consacrarono come star: ”La gatta sul tetto che scotta”; “Intrigo a Stoccolma”; “Nick mano fredda”; “Butch Cassidy”; “La Stangata”; e “L’inferno di Cristallo”.

Nell’1986 ebbe l’Oscar alla carriera e nell’87’ ebbe l’Oscar come migliore attore in: “Il colore dei soldi.”

Grandissima la sua passione per le corse automobilistiche, infatti, nel 1979,  partecipò alla 24 ore di Le Mans, con una Porsche 935, che si classificò seconda. Nel 1995, vinse la 24 ore di Daytona per la classe GT1.

Nel 1983, insieme a Carl Haas fondò la Newman-Haas-Lanigan Racing,  per corse in formula Indy,  mentre, per le corse nel Champ Car Atlantic Championship,  fondò insieme a Eddie Wachs, la Newman Wachs Racing.

Con lo scrittore Aaron Edward Hotchner,  fondò invece la “Newman’s own”, azienda alimentare di produzioni biologiche,  i cui proventi vanno devoluti in beneficenza per scopi umanitari ed educativi.

Dopo una lunga pausa,  tornò sul grande schermo nel 1994 in un film dei fratelli Coen: Mister Hula Hoop”.

Nel 1995, fu premiato a Berlino con l’Orso d’argento per: “La vita a modo mio”.

Nel 1999, ha interpretato il padre di Kevin Kostner in: “Le parole che non ti ho detto”.

L’ultima grande sua interpretazione è stata nel 2002, nel magnifico: Era mio padre”, di Sam Mendes con Tom Hanks.

Nel maggio 2007, in un intervista alla ABC, annunciò il suo ritiro dal mondo del cinema.

In Italia, Newman è venuto solo una volta, nel lontano 1988, per l’inaugurazione della sezione italiana della fondazione “Dynamo Camp”, e per partecipare a due programmi tv: “Il pranzo è servito” con Corrado e il “Raffaella Carrà Show” con Raffaella Carrà.

Mi mancherà Paul Newman, mancherà a ognuno di noi, non c'era nessuno come lui. Ha avuto una vita di cui andare orgogliosi, per la sua famiglia, il suo impegno benefico. Per tutta la vita ha dato milioni milioni e milioni di dollari a tante comunità. E poi c'è la sua carriera, che è indelebile".

 Così Meryl Streep, a Roma per la promozione del film "Mamma mia!", commenta la scomparsa dell'attore.

Una vera stella del cinema, una che come poche,  ha donato la sua vita alla famiglia, al cinema e alla beneficenza, un attore, ma soprattutto un grande uomo.

Ciao blu eyes.

Danila Barra

1 ottobre 2008 

 

 

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola