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No impact man

di Lucia Ferroni

Un film, un libro (ora anche in italiano) e u progetto al quale ognuno di noi può contribuire.

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È possibile consumare meno rinunciando a ciò che effettivamente nella nostra vita è superfluo?

Possiamo soddisfare le nostre necessità senza nel frattempo uccidere la Terra?

Da alcune domande come queste è partita l'idea di un ingegnere elettronico, consulente di organizzazioni no profit, blogger e scrittore che cercando di mettere insieme il materiale per un nuovo libro dal taglio impegnato, nel Novembre 2006 ha deciso di dedicarsi per un anno ad un interessante esperimento: vivere in piena New York azzerando l'impatto ambientale della sua famiglia.

Questo percorso è stato raccontato da Colin Beavan sul suo blog e nel libro pubblicato un anno dopo, uscito da poco in Italia con il titolo Un anno a impatto zero, ma anche attraverso un bel documentario.

No impact man, ad oggi disponibile in DVD, è stato proiettato nel Gennaio 2009 al Sundance Film Festival, per poi uscire negli USA, mentre in Italia è comparso come evento speciale al recente Festival Cinemambiente di Torino. Il film, girato anch'esso secondo la filosofia di risparmio energetico e rispetto dell'ambiente, ci racconta come Colin, sua moglie e la loro bimba di 2 anni, abbiano gradualmente eliminato dalla loro vita lo shopping, la tv, i prodotti usa e getta, il caffè, l'ascensore, la lavatrice e l'auto fino ad arrivare a staccare l'interruttore generale dell'elettricità nella loro casa. Colin è partito dalle cose più ovvie ed evidenti, come cercare di produrre meno rifiuti per poi passare, attraverso una serie di fasi, ad eliminare in maniera radicale e profonda, tutte quelle attività umane che si ripercuotono sull'ambiente in termini di emissioni nocive e produzione di scorie.

I vantaggi più evidenti e immediati ottenuti dalla famiglia di Colin hanno riguardato la loro salute: gli spostamenti a piedi e in bicicletta e l'alimentazione basata sui prodotti freschi acquistati nel mercato locale direttamente dai produttori hanno migliorato la qualità della loro vita.

Visto nel contesto delle abitudini, alimentari e non solo, dell'americano medio questo aspetto è quanto mai rilevante perché partendo dal fare qualcosa per la natura si finisce per fare del bene a se stessi, anche se di fatto le implicazioni di una vita ad impatto zero sono molto più ampie.

La cosa che colpisce poi è come i Beaver siano riusciti ad affrontare questo impegno come famiglia, mettendo in gioco sia le esigenze di chi deve allevare un bambino piccolo sia il loro legame sentimentale che alla fine dell'esperienza hanno scoperto rafforzato.

Il progetto di Colin, raccontato sul suo blog attraverso un pc alimentato ad energia solare, non è passato inosservato: a partire dallo scetticismo e dall'ironia di amici, commentatori del blog ma anche dei media, fino ad arrivare alle critiche di chi lo ha considerato un fanatico, di lui si è parlato molto.

Certo, l'impegno a tempo pieno che Colin Beavan si è preso è di sicuro irrealizzabile per chiunque debba conciliare nella sua vita famiglia e lavoro, ma il suo scopo non è mai stato quello di farsi imitare integralmente. Con il suo tentativo estremo ha voluto dimostrare che consumare meno e soddisfare le proprie necessità in maniera eco-friendly è possibile, sperando che questo stimoli quelli che guarderanno il film o sentiranno parlare del suo progetto a riflettere e magari cambiare anche solo un aspetto della loro vita.

Si tratta senza dubbio di un'idea nata come operazione collaterale alla scrittura di un libro e l'autore non ha mai nascosto che questa fosse una motivazione di base tanto quanto l'intenzione di fare qualcosa di buono per il mondo. Ciononostante, il suo tentativo ha contagiato in maniera positiva molte persone, portando la sua iniziativa individuale a diventare qualcosa di più grande.

Basta cercare No impact man in rete per capire che oggi non si tratta solo di un qualunque libro o  film.

A partire dal blog di Colin, ancora è attivo a aggiornato, sono nati  una serie di siti collaterali che spiegano la sua idea, promuovono sì il libro e il film ma ci dicono anche che cosa possiamo fare per cercare di ridurre il nostro impatto sul pianeta.

Ecco allora il sito del documentario No impact man e quello del progetto senza scopo di lucro nato per proseguire l'opera di divulgazione. Proprio qui, oltre a raccogliere le testimonianze di chi si impegna ogni giorno a modo suo a diminuire il proprio impatto ambientale, viene proposto anche di provare per una settimana a seguire le orme di Colin, eliminando gradualmente grazie ai consigli di una guida step-by-step, ciò che delle nostre attività fa male all'ambiente.

 

Lucia Ferroni

 

 

 

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola