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Redazione

 

Non pensarci
di Alessandra Bucci

E’ nelle sale l’ultimo film di Gianni Zanasi, una commedia che oscilla  tra ironia non convenzionale e conquistata saggezza.

 

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Non pensarci

 
Un film di Gianni Zanasi

Con Valerio Mastandrea, Anita Caprioli, Giuseppe Battiston, Caterina Murino, Paolo Briguglia.

109 minuti.

Produzione Italia 2007. - Distribuzione 01 Distribution

 

 

 


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Una delle cose difficili della vita è capire quando e quanto i sogni debbano essere perseguiti, non abbandonati, corteggiati a lungo, per portarli se non proprio alla  realizzazione, almeno ad una semi concretizzazione. Se ci si arrende troppo presto e’ sbagliato, se si continua pervicacemente in età troppo adulta, si e’ ridicoli e forse falliti. Quante persone sono riuscite a realizzare il proprio sogno oltre i 40 anni? Molti scrittori, tanto per citare un campo. Il caro Stefano Nardini (Valerio Mastandrea) di questa pellicola di Gianni Zanasi, ha 36 anni, vive a Roma, e ancora ama pensare, o fingere di farlo, che la sua vita è suonare in uno sconosciuto  gruppo rock, per arrivare a chissà quale successo. Certo, la sua età è lievemente più alta degli altri partecipanti, certo, a volte forse si sente incongruo e fuori posto, ma prosegue, sempre sull’orlo dell’incertezza. Quando la sua fidanzata lo tradisce, subisce un crollo, e decide che l’unica cosa sensata da fare sia andare a trovare la sua famiglia a Rimini. Famiglia che possiede una “fabbrichetta” di ciliegie sotto spirito.  Gli affari non vanno bene, il fratello Alberto (Giuseppe Battiston) sempre sull’orlo di una crisi isterica, tenta affannosamente di rimettere in piedi le sorti economiche dell’azienda, e sta per separarsi, la sorella Michela (Anita Caprioli) vive in suo mondo, magari neanche troppo malvagio, chiusa in un delfinario, la madre frequenta un seminario per non essere infelice, e al padre è nascosto tutto perché reduce da infarto. Tutti i guai e i problemi si nascondono con l’ausilio di sorrisi e discorsi ameni. Stefano si rende conto rapidamente della situazione e paradossalmente, lui, vissuto sempre ai margini di questa realtà di provincia, sempre lontano da Rimini e dalle ciliegie, prende in mano la situazione,  vuole fare di tutto per risolvere i problemi, sanare i debiti, vendere gli avanzi di un certo sciroppo di fragole che è stato un flop. Lui, alternativo e svagato, parla con i banchieri, si mette il camice e va in fabbrica, mantenendo però il suo stile, che e’ uno stile diretto, sarcastico e surreale.  Alla fine lui che aiuta gli altri, che si fa responsabile di cose inizialmente  estranee al suo mondo, finisce per ricevere aiuto e sostegno per se stesso, proprio  da questa vita di provincia ormai inusuale per lui, dall’affetto dei famigliari, e da una globale presa di coscienza. A una rivelazione piuttosto sconvolgente che gli fa la madre, risponde che era tanto più bello quando in famiglia si dicevano le bugie, quando la tranquillità che davano le omissioni e le piccole menzogne, creavano un guscio confortante. E’  proprio dal rendersi conto che non è più così che parte e vola la sua crescita.

Colonna sonora bellissima, suggestivo  finale con  “Agnese dolce Agnese” di Ivan Graziani,  interpretazione perfetta di Mastandrea,  battute fresche e pungenti, e un soffio di allegria e speranza: anche quando tutto sembra andare a rotoli, rimboccandosi le maniche ci si può reinventare parte della vita.

Alessandra Bucci a.notorius@libero.it

24 aprile 2008

 

 

 

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola