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Redazione

San Valentino di sangue in 3D

di Danila Barra

L'horror diventa sempre più reale.

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La festa degli innamorati più insanguinata della storia del cinema torna a distanza di anni, il primo risale al 1981, e ritorna più vero e più sanguinolento di prima.

Siamo ad Harmony, una cittadina americana, dove il giorno di San Valentino non è solo la festa dell’amore ma anche quello della morte.

A distanza di dieci anni dalla sua prima tragedia, il killer della miniera torna in città a mietere vittime strappando loro il cuore dal petto con il suo piccone, ma questa volta ha in mente delle vittime ben precise, quelle stesse vittime che gli erano sfuggite dieci anni prima nella sua prima grande carneficina.

Sebbene già definito al tempo uno dei più grandi capolavori del cinema horror, rispolverato in questa chiave tridimensionale è ancor più adrenalinico che mai, forse uno dei più grandi horror degli ultimi anni.

Un film che come sostiene anche il regista Patrick Lussier segna il passaggio tra gli horror della vecchia scuola e le nuove tecnologia, ma non abbandonando i vecchi insegnamenti che hanno reso il genere horror uno dei più famosi e ricercati generi cinematografici.

Sebbene il film sia un remake, non è l’ennesima copia del precendente come spesso accade nei remake bensì, mantiene tutti i lati positivi del primo ampliandoli e ottenendo quella spettacolarità e quello shock che lo spettatore cerca, quando vuole vedere un ottimo film horror, inchiodando lo spettatore alla poltrona e in questo caso con l’aiuto dell’effetto tridimensionale, l’obbiettivo terrore è colto in pieno.

Sensazionali gli effetti che danno le scene nelle quali gli oggetti scenici sono lanciati nel vuoto come se uscissero dallo schermo oppure l’effetto che può dare la luce di una torcia che se mossa può direttamente illuminare lo spettatore, regalando uno stato di adrenalina pura che entusiasma e spaventa al contempo stesso.

Un film grandioso che si contraddistingue dai soliti Saw o Hostel a cui il cinema ormai ci ha abituati, film che puntano alla sadicità e alla perversione, convinti che ormai un buon film può terrorizzare solo se ci sono mutilazioni e violenze gratuite, ma che in realtà hanno scarsa competizione con un genere più classico che invece convince sempre più.

Un cast ricco di stelle del piccolo schermo: da Jensen Ackles (Supernatural); Kerr Smith (Dawson’s Creek) e un celebre Edi Gathegi che deve la sua fama al film Twilight nel quale interpreta il vampiro Laurent.

 Il ragista Patrick Lussier per anni ha lavorato con il padre del genere horror made in USA, Wes Craven, padre di film cult come Nightmare e Scream, ha definito il film geniale, forse il migliore del genere da anni.

Anche Quentin Tarantino, altro grande genio del cinema e attento osservatore delle vecchie pellicole l’ha definito uno dei migliori splatter di tutti i tempi.

Ormai con la nuova era anche il mondo del cinema man mano si adatta alla nuova tecnologia producendo sempre più film in 3D, ma la domanda da porsi è: il 3D è il futuro del cinema?eliminerà la vecchia e tanto amata pellicola, o è solo una moda momentanea che riuscirà a convivere con il classico, vecchio e tanto amato 2D?

Staremo a vedere.

Danila Barra

18 maggio ’09.

 

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola