La
festa degli innamorati più insanguinata della storia del
cinema torna a distanza di anni, il primo risale al 1981, e
ritorna più vero e più sanguinolento di prima.
Siamo ad Harmony, una cittadina americana,
dove il giorno di San Valentino non è solo la festa
dell’amore ma anche quello della morte.
A distanza di dieci anni dalla sua prima
tragedia, il killer della miniera torna in città a mietere
vittime strappando loro il cuore dal petto con il suo
piccone, ma questa volta ha in mente delle vittime ben
precise, quelle stesse vittime che gli erano sfuggite dieci
anni prima nella sua prima grande carneficina.
Sebbene già definito al tempo uno dei più
grandi capolavori del cinema horror, rispolverato in questa
chiave tridimensionale è ancor più adrenalinico che mai,
forse uno dei più grandi horror degli ultimi anni.
Un film che come sostiene anche il regista Patrick Lussier segna il passaggio tra gli horror
della vecchia scuola e le nuove tecnologia, ma non
abbandonando i vecchi insegnamenti che hanno reso il genere
horror uno dei più famosi e ricercati generi
cinematografici.
Sebbene il film sia un remake, non è
l’ennesima copia del precendente come spesso accade nei
remake bensì, mantiene tutti i lati positivi del primo
ampliandoli e ottenendo quella spettacolarità e quello shock
che lo spettatore cerca, quando vuole vedere un ottimo film
horror, inchiodando lo spettatore alla poltrona e in questo
caso con l’aiuto dell’effetto tridimensionale, l’obbiettivo
terrore è colto in pieno.
Sensazionali gli effetti che danno le scene
nelle quali gli oggetti scenici sono lanciati nel vuoto come
se uscissero dallo schermo oppure l’effetto che può dare la
luce di una torcia che se mossa può direttamente illuminare
lo spettatore, regalando uno stato di adrenalina pura che
entusiasma e spaventa al contempo stesso.
Un film grandioso che si contraddistingue dai
soliti Saw o Hostel a cui il cinema ormai ci
ha abituati, film che puntano alla sadicità e alla
perversione, convinti che ormai un buon film può
terrorizzare solo se ci sono mutilazioni e violenze
gratuite, ma che in realtà hanno scarsa competizione con un
genere più classico che invece convince sempre più.
Un cast ricco di stelle del piccolo schermo:
da Jensen Ackles (Supernatural);
Kerr Smith(Dawson’s Creek) e un celebre Edi Gathegi che deve la sua fama al film
Twilight nel quale interpreta il vampiro Laurent.
Il ragista Patrick Lussier per
anni ha lavorato con il padre del genere horror made in USA,
Wes Craven, padre di film cult come
Nightmare e Scream, ha definito il film geniale,
forse il migliore del genere da anni.
Anche QuentinTarantino,
altro grande genio del cinema e attento osservatore delle
vecchie pellicole l’ha definito uno dei migliori splatter di
tutti i tempi.
Ormai con la nuova era anche il mondo del
cinema man mano si adatta alla nuova tecnologia producendo
sempre più film in 3D, ma la domanda da porsi è: il 3D è il
futuro del cinema?eliminerà la vecchia e tanto amata
pellicola, o è solo una moda momentanea che riuscirà a
convivere con il classico, vecchio e tanto amato 2D?
Staremo a vedere.
Danila Barra
18 maggio ’09.
Periodico registrato
il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
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Semmola