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Redazione

Sundance Film Festival 2010

di Lucia Ferroni

Vincitori, titoli da non perdere e nuove forme di condivisione direttamente da Park City, Utah

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Si è recentemente conclusa l'ultima edizione del Sundance Film Festival, tenutasi a Park City, nello stato dello Utah. Nonostante se ne senta parlare poco in Italia, il Festival cresciuto sotto l'egida di Robert Redford come spazio di visibilità per il cinema indipendente, spesso scopre degli ottimi titoli di giovani registi che poi arrivano anche al grande pubblico (un esempio per tutti: Juno).

Diamo allora un'occhiata ad alcuni film presentati quest'anno, per sapere quali saranno le pellicole da tenere d'occhio, nella speranza che vengano acquistati e distribuiti in Italia.

Cominciamo con i premiati ufficiali: secondo il voto della giuria il miglior film di fiction è stato Winter's Bone, diretto da Debra Granik, mentre nella sezione documentari Restrepo, di Tim Hetherington e Sebastian Junger ha sbaragliato la concorrenza.

Winter's Bone è la storia di una adolescente di 17 anni che si ritrova ad occuparsi dei suoi fratelli gemelli più piccoli mentre cerca di ritrovare il padre, uno spacciatore scomparso dopo aver venduto la loro casa. Tratto dall'omonimo romanzo di Daniel Woodrell, il film ambienta questa ricerca sullo sfondo della foresta di Ozark, nel Missouri.

Restrepo è invece il debutto alla regia del duo composto da Tim Hetherington, già operatore cinematografico e Sebastian Junger, giornalista con esperienza di reportage da zone di guerra.

Con questo documentario i due hanno cercato di rappresentare la guerra dal punto di vista dei soldati, trascorrendo un intero anno di vita assieme ad un plotone nella valle di Korengal, roccaforte dei Talebani nella zona est dell'Afghanistan.

Il premio del pubblico è invece andato a HappyThankYouMorePlease, una commedia sentimentale fuori dagli schemi del classico modello hollywoodiano che intreccia le storie di tre coppie sullo sfondo della città di New York. Il film è stato scritto, diretto e interpretato, nel ruolo del protagonista, da Josh Radnor, già noto per la serie How I Met Your Mother.

Nella sezione documentari la valutazione popolare ha premiato Waiting for Superman, diretto da Davis Guggenheim, regista di An Inconvenient Truth. Questa volta sotto accusa è il sistema educativo americano, del quale viene messa a nudo la situazione drammatica; il film è già stato acquistato dalla Paramount.

Oltre a non perdere di vista i titoli vincitori, altri suggerimenti di film da vedere arrivano dai tanti critici e blogger che hanno commentato il festival online. In particolare il parere di molti di loro è stato raccolto in un sondaggio realizzato da IndieWire, il cui risultato vede al primo posto tra i film in concorso GasLand, segnalato con un premio speciale anche dalla giuria, seguito da 12th & Delaware e Blue Valentine.

Partiamo da GasLand: firmato dal regista Josh Fox, questo documentario si occupa di ecologia, in particolare dello scontro tra gli interessi delle multinazionali e quelli della popolazione americana, sul fronte dell'estrazione del gas naturale. Tutto è cominciato da un'esperienza diretta del regista: una compagnia di estrazione gli aveva offerto una grossa somma per una proprietà di famiglia in  Pennsylvania ma prima di vendere Josh Fox voleva capire quale sarebbe stato l'impatto di questo genere di attività sull'ambiente e così è nato il suo documentario.

12th & Delaware, di Rachel Grady e Heidi Ewing, si occupa invece del controverso tema dell'aborto, esplorando, in senso letterale, entrambi i lati della questione. Le registe hanno infatti filmato per la prima volta dall'interno uno dei 4000 centri degli USA che si occupano di convincere le donne a non interrompere le loro gravidanze. Questi centri si presentano in tutto e per tutto come delle cliniche e spesso vengono scambiati proprio per quelle cliniche per aborti vicino alle quali sorgono, approfittando dello stato emotivo delle donne che stanno per fare questa difficile scelta. Per rendere giustizia alla complessità del problema le registe hanno deciso di includere nel loro documentario anche l'altro punto di vista, cioè quello della clinica per aborti che si trova dall'altro lato della strada rispetto a questo centro. Girato per la HBO Documentaries, il film ha fatto capire alle due registe che negli USA, dove ormai più della metà della popolazione si dichiara in favore della difesa della vita, l'aborto, pur se legale, è diventato una sorta di tabù per le donne.

Blue Valentine di Derek Cianfrance è invece una storia d'amore tutta giocata sull'intensità dei personaggi protagonisti, interpretati da Ryan Gosling e Michelle Williams. Il film si sviluppa tra il presente della loro vita matrimoniale, con una figlia e il passato del loro primo incontro, per capire in che punto l'amore nato tra di loro si sia deteriorato.

Ma oltre a questi anche altri film si sono guadagnati recensioni molto positive.

Vediamone alcuni, cominciando da Four Lions, un film probabilmente destinato a suscitare molte polemiche. La storia mette in scena infatti il tentativo di preparare un attentato da parte di quattro estremisti islamici, sul suolo di Inghilterra. Debutto cinematografico di Chris Morris, personaggio particolarmente noto nel Regno Unito per i suoi show televisivi più che controversi, il film è stato descritto usando il termine “umorismo nero” dai commentatori e “tragicomico” dal suo stesso autore. In effetti si tratta di una commedia che racconta il tentativo di realizzare un'azione estremamente seria portato avanti però con poca perizia e maldestramente, generando così abbondanti risate. Il messaggio dell'autore, che ha studiato a fondo la comunità musulmana inglese prima di realizzare il film, è molto semplice: i terroristi sono persone e in quanto tali a volte possono anche risultare divertenti.

Già passato in Italia come film di apertura dell'edizione 2009 del Torino Film Festival, Nowhere Boy racconta invece gli anni giovanili di John Lennon nella Liverpool degli anni '50. Tratto dal libro Imagine: Growing Up with My Brother John Lennon, il film è l'opera prima dell'artista Sam Taylor-Wood e vede a fianco del protagonista Aaron Johnson le attrici Kristin Scott Thomas nel ruolo della zia e Anne-Marie Duff in quello della madre di Lennon.

Molto interessante è anche The kids are alright, una storia ambientata nella Los Angeles contemporanea che mescola umorismo e realtà. Julianne Moore e Annette Bening sono una coppia lesbica con due figli adolescenti, interpretati da Mia Wasikowska (già vista in In Treatment e prossimamente nell'Alice di Burton) e Josh Hutcherson. La voglia del fratello minore di conoscere l'identità del padre, porta la famiglia a venire in contatto con il donatore di sperma dal quale sono nati i due figli. Paul, interpretato da Mark Ruffalo, entrerà così in scena trovandosi man mano sempre più coinvolto nella vita di questa famiglia, afflitta dai classici problemi nel rapporto genitori-figli.

Arriviamo poi a Catfish, un film a budget ridottissimo diretto da Henry Joost e Ariel Schulman. La storia è quella di un fotografo 24enne di New York che si metterà in viaggio per il Michigan per risolvere un mistero nato da una relazione sul social network MySpace.

Cyrus, scritto e diretto dai fratelli Duplass, è invece la storia di due single che iniziano una relazione: lui è solo già da un po' dopo aver divorziato dalla sua prima moglie e non riesce a credere di aver trovato una compagna tanto perfetta. I problemi inizieranno a causa della gelosia del ventunenne figlio di lei che tenterà di sabotare il loro rapporto.

La filosofia che ha guidato questa edizione del Sundance è stata quella di un ritorno alle origini, all'idea di uno spazio che, tenendosi alla larga dalle star e dalle grandi produzioni, potesse promuovere film realizzati a basso budget da registi emergenti, alla ricerca di una distribuzione.

Il Festival si è però anche aggiornato, dando il via ad alcune nuove iniziative volte ad ampliare la visibilità dei titoli presentati a Park City.

Infatti, oltre al Sundance Channel, sito web dal quale è possibile seguire la manifestazione attraverso interviste e servizi vari, è nata anche Sundance Selects. Inaugurata lo scorso agosto, questa è un'etichetta cinematografica che si occuperà di distribuire titoli indipendenti attraverso i canali del video on-demand e sarà disponibile sui maggiori sistemi di tv via cavo statunitensi.

L'altra iniziativa di rilievo è stato il lancio del servizio di noleggio online di YouTube, di cui già si vociferava l'anno scorso, proprio in occasione del Sundance. Per cominciare, sono stati resi disponibili 5 titoli scelti dall'edizione di quest'anno e da quella passata, ognuno al prezzo di 3.99 dollari: The Cove, Bass Ackwards, One Too Many Mornings, Homewrecker e Children of Invention.

Lucia Ferroni

10 febbraio 2010

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola