Il progetto di Riforma
Gentiloni (Ddl n.1825)
inizierà il suo cammino parlamentare dopo l’approvazione della legge
finanziaria e l’approvazione congiunta della Commissione Cultura e
Trasporti.
Per quanto riguarda la riforma della RAI e del sistema di
rilevamento degli ascolti, le uniche novità provengono dalla pagine dei
giornali a cui il Ministro Paolo Gentiloni ha rilasciato
interviste (ciò ha suscitato reazioni sdegnate da parte dell’opposizione che
hanno accusato il ministro di parlare ai giornalisti invece che nelle sedi
politiche).
Nel campo dell’Auditel, il Ministro è intervenuto
sulle pagine di Repubblica (domenica 19 novembre ’06) dopo le
proteste sollevate da Sky. L’emittente satellitare ha infatti
lamentato la sua condizione svantaggiosa, che la esclude dall’organisimo che
rileva i dati di ascolto. E, in vista delle novità relative all’Auditel,
ha auspicato la creazione di un istituto veramente autonomo dalle emittenti,
come avviene in America. La dimostrazione del peso che hanno RAI e,
soprattutto Mediaset, sull’Auditel è dimostrato da un episodio
di qualche mese fa. Mediaset ha infatti ottenuto di limitare la
popolazione da considerarsi nel calcolo degli ascolti, nella fascia di età
compresa tra i 15 e i 64 anni. Una decisione unidirezionale che premia
l’azienda duopolista. Il Ministro sostiene che se non si riusciranno a
correggere alcune evidenti e gravi anomalie del sistema Auditel
oppure il rilevamento dei dati d’ascolto verrà affidato all’Authority.
Alla base della disfunzione dell’Auditel vi è infatti un forte
conflitto di interessi, visto che è controllato dagli stessi operatori del
settore in rapporto al peso che acquistano proprio in base ai dati
Auditel. Altro grande cambiamento auspicato dal Ministro è una maggiore
attenzione verso la qualità, riuscire a creare un sistema di rilevamento del
valore pubblico (proposta che rientra nella bozza del Contratto
Nazionale di Servizio).
Per quanto riguarda la Rai, se la riforma
dell’amministrazione sembra ancora lontana da venire, nei prossimi giorni
sarà firmato il nuovo Contratto Nazionale di Servizio. Sono molte le
novità del testo proposto dal Ministro alla Rai.
L’idea più innovativa è quella di far divenite anche il campo
multimediale Rai servizio pubblico, per valorizzare tutte le
piattaforme di trasmissione di cui dispone la RAI. Probabilmente si
interverrà anche sul canone, che è bloccato da anni, adattando il
costo annuale all’aumento generale dei costi e alle medie europee.
Ci si impegna anche nel sostegno all’audiovisivo a
livello europeo. Per il Ministero dovranno esservi investiti i 15% dei
ricavi, sia televisivi che radiofonici. Sarebbero disponibili così
400milioni di euro, di cui il 20% da destinare al cinema e il 5% al cinema
di animazione.
Ampia la sezione dedicata alla tutela dei minori, in
cui il Ministero ha delle richieste molto precise e maggiormente
restrittive. Innanzitutto si vuole vietare di pubblicizzare nelle fasce
protette programmi non adatti a un pubblico non adulto. Si vuole inoltre
limare la pubblicità nei cartoni animati. E si stabilisce una percentuale
del 10% delle ore di trasmissione tra le 7 e le 22.30 da dedicare ai minori.