1 dicembre 2006

Nuova Auditel e contratto di servizio RAI

Mentre si attende l'avvio dell'iter parlamentare del ddl Gentiloni, aggiornamenti sulle novità delle ultime settimane nel campo televisivo.

Archivio Televisione

1) 7 aprile 2006 - Il Caimano

2) 14 novembre 2006 - Legge Gasparri e Riforma Gentiloni

3) 1 dicembre 2006 - News: Auditel e Contratto RAI

4) 18 dicembre - Preoccupante revisione della direttiva "Tv senza frontiere"

 

 

Il progetto di Riforma Gentiloni (Ddl n.1825) inizierà il suo cammino parlamentare dopo l’approvazione della legge finanziaria e l’approvazione congiunta della Commissione Cultura e Trasporti.

Per quanto riguarda la riforma della RAI e del sistema di rilevamento degli ascolti, le uniche novità provengono dalla pagine dei giornali a cui il Ministro Paolo Gentiloni ha rilasciato interviste (ciò ha suscitato reazioni sdegnate da parte dell’opposizione che hanno accusato il ministro di parlare ai giornalisti invece che nelle sedi politiche).

Nel campo dell’Auditel, il Ministro è intervenuto sulle pagine di Repubblica (domenica 19 novembre ’06) dopo le proteste sollevate da Sky. L’emittente satellitare ha infatti lamentato la sua condizione svantaggiosa, che la esclude dall’organisimo che rileva i dati di ascolto. E, in vista delle novità relative all’Auditel, ha auspicato la creazione di un istituto veramente autonomo dalle emittenti, come avviene in America. La dimostrazione del peso che hanno RAI e, soprattutto Mediaset, sull’Auditel è dimostrato da un episodio di qualche mese fa. Mediaset ha infatti ottenuto di limitare la popolazione da considerarsi nel calcolo degli ascolti, nella fascia di età compresa tra i 15 e i 64 anni. Una decisione unidirezionale che premia l’azienda duopolista. Il Ministro sostiene che se non si riusciranno a correggere alcune evidenti e gravi anomalie del sistema Auditel oppure il rilevamento dei dati d’ascolto verrà affidato all’Authority. Alla base della disfunzione dell’Auditel vi è infatti un forte conflitto di interessi, visto che è controllato dagli stessi operatori del settore in rapporto al peso che acquistano proprio in base ai dati Auditel. Altro grande cambiamento auspicato dal Ministro è una maggiore attenzione verso la qualità, riuscire a creare un sistema di rilevamento del valore pubblico (proposta che rientra nella bozza del Contratto Nazionale di Servizio).

Per quanto riguarda la Rai, se la riforma dell’amministrazione sembra ancora lontana da venire, nei prossimi giorni sarà firmato il nuovo Contratto Nazionale di Servizio. Sono molte le novità del testo proposto dal Ministro alla Rai.

L’idea più innovativa è quella di far divenite anche il campo multimediale Rai servizio pubblico, per valorizzare tutte le piattaforme di trasmissione di cui dispone la RAI. Probabilmente si interverrà anche sul canone, che è bloccato da anni, adattando il costo annuale all’aumento generale dei costi e alle medie europee.

Ci si impegna anche nel sostegno all’audiovisivo a livello europeo. Per il Ministero dovranno esservi investiti i 15% dei ricavi, sia televisivi che radiofonici. Sarebbero disponibili così 400milioni di euro, di cui il 20% da destinare al cinema e il 5% al cinema di animazione.

Ampia la sezione dedicata alla tutela dei minori, in cui il Ministero ha delle richieste molto precise e maggiormente restrittive. Innanzitutto si vuole vietare di pubblicizzare nelle fasce protette programmi non adatti a un pubblico non adulto. Si vuole inoltre limare la pubblicità nei cartoni animati. E si stabilisce una percentuale del 10% delle ore di trasmissione tra le 7 e le 22.30 da dedicare ai minori.

 

Sito curato da Tommaso Martini (spleen85@yahoo.it;)
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