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Editoria e rivoluzione digitale

di Elisa Bistoni

L'editoria e il giornalismo davanti ai New Media.

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Siamo oramai nell’era di Internet e anche l’editoria deve fare i conti con questa realtà. La rivoluzione digitale ha dato la possibilità al mondo dell’informazione di rinnovarsi e al lettore di usufruire di nuovi modi di consumo della notizia. Il giornalismo ha così potuto rigenerarsi e sviluppare nuove forme come il blog journalism o il giornalismo partecipativo.

Tutto ciò non può non far riflettere e far nascere considerazioni sul futuro dei tradizionali media e su quello del mestiere del giornalista.

Oramai quotidianamente ci si informa attraverso la rete, cercando notizie sulle versioni on line dei tradizionali quotidiani cartacei. Repubblica, Corriere della sera, La stampa e tutti gli altri giornali che troviamo ogni mattina in edicola hanno una loro versione elettronica.

Ma quali sono i vantaggi del giornale on line? Il primo è senz’altro la tempestività. La redazione può aggiornare continuamente la pagina web e la notizia arriva immediatamente al pubblico. Una tempestività anche maggiore di quella dei telegiornali, vincolati comunque dai palinsesti televisivi.

Inoltre, grazie al fatto che on line non si hanno limiti di spazio, è possibile approfondire la notizia, usare maggiormente le immagini, fare statistiche, dare link ad altri siti e utilizzare tutte quelle possibilità che permettono di differenziare il prodotto elettronico dalla versione cartacea.

L’ editoria oramai si muove su diverse piattaforme. Ha quindi sviluppato nuovi linguaggi e nuovi modelli di giornalismo: dal giornale on line al weblog, dal videomaking al giornalismo partecipativo.

I weblog sono una nuova forma editoriale nata grazie ad internet. Hanno la caratteristica di essere molto specializzati, di trattare un tema specifico. Di solito si creano dei network a cui appartengono diversi blogs che si occupano di differenti temi: dalla moda all’economia, dalla pesca al gossip.

L’utente che ha un particolare interesse ha così la possibilità di avere a disposizione un’informazione mirata, aggiornata quotidianamente che ha lo scopo di creare un audience affezionato.

Ma l’aspetto peculiare e forse il più dibattuto di questi nuovi tipi di informazione è la partecipazione del lettore, che da spettatore passivo è diventato parte attiva nella creazione delle notizie.

Grazie alla creazione di pagine dedicate agli utenti, questi hanno infatti la possibilità di commentare una notizia, di valutarla, di aggiungere e talvolta correggere un’informazione, di dialogare direttamente con la redazione, dando così indicazioni sulla linea editoriale. Sicuramente il web permette un’informazione molto più libera e democratica, aperta a più punti di vista, al consenso e al dissenso, stimolando il dialogo e la crescita del senso civico. Ognuno ha l’opportunità di dare la propria opinione, di condividere con gli altri utenti le proprie conoscenze, di essere parte attiva della società in cui vive.

Ci si chiede però se sia giusto che il pubblico abbia questo grande potere decisionale, e se sia consapevole e in grado di esercitare questo potere. Ci si chiede dove porterà questo tipo di giornalismo partecipativo. Nell’era del post-journalism che ruolo avrà il giornalista?

In realtà mai come ora il giornalista ha un ruolo importantissimo. Nell’immensità delle informazioni reperibili in rete e nelle diverse indicazioni date dai lettori, il giornalista ha il compito di controllare e selezionare quelle più idonee e di decidere se una fonte sia attendibile o meno. Soprattutto un comune cittadino, per quanto autorevole, non potrà mai avere gli strumenti che un buon giornalista professionista possiede. È la professionalità che garantirà sempre una ricerca giornalistica approfondita, pacate e soprattutto la credibilità della testata.

Il giornalista deve comunque tener presente che il mondo dell’informazione, grazie alle nuove tecnologie sta cambiando. La notizia non arriva già  formata e il lettore può svolgere un importante ruolo nella creazione dell’informazione. Può essere una fonte importante e una voce da tenere presente, essendo colui a cui si rivolge il prodotto editoriale. Ma mai come ora la funzione del giornalista di gate keeper, cioè di mediatore tra il fatto e l’opinione pubblica, ha un ruolo di primaria importanza.

Elisa Bistoni

20 aprile 2009

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola