Infuriano
le polemiche sulla nomina di
Fabiani a nuovo consigliere Rai, il centro destra si
abbandona a dichiarazioni sdegnate e propone uno
sciopero del canone, la televisione pubblica lascia
spazio solo agli interventi del centro destra (ma non
era diventata un covo di comunisti la Rai? e nei
corridoi di Viale Mazzini non si erano già avvistati
loschi cannibali mangiare bambini?). I telegiornali
delle reti occupate dalla sinistra hanno permesso a
tutti i rappresentanti del centro destra di pontificare
che Petroni è stato sostituito senza alcun motivo. Senza
lasciar spazio a una vera replica del centro sinistra.
E oggi al
mosaico della vicenda
Petroni e sulla
nomina Meocci
si aggiunge un nuovo tassello, come se non fossero
sufficienti la multa di 14 milioni di euro dell'Autorità
garante per le comunicazioni, e il rinvio a giudizio per
i consiglieri in quota alla Cdl per abuso di ufficio
continuato e aggravato! La Corte dei conti ha chiuso
l'inchiesta sul caso Meocci ed ha inviato una richiesta
di risarcimento danni per 50 milioni di euro ai 5
consiglieri Rai che votarono Meocci, all'allora Ministro
del Tesoro Domenico Siniscalco, al Direttore Generale
del Dicastero e ad altri due funzionari coinvolti. Le
persone coinvolte ora dovranno consegnare le memorie
difensive.
I cinque
consiglieri sono
Giovanna
Bianchi Clerici, Marco Staderini, Gennaro Malgieri e
Giuliano Urbani e Angelo Maria Petroni, appunto,
destituito nei giorni scorsi e sostituito da Fabiani.
Dopo questa
ennesima prova dell'inadeguatezza dell'operato del
consigliere Petroni, rappresentante del Tesoro
all'epoca, non si capisce come a cuor leggero si possa
lasciar spazio esclusivamente a coloro che per difendere
interessi di parte e di partito urlano allo scandalo e
denunciano un'epurazione in Rai.
12
settembre
2007
Tommaso
Martini
tommasomartini@sindromedistendhal.com