7 aprile 2006

Il Caimano

Un film su Berlusconi? Sull'Italia berlusconiana e sugli italiani? Ma anche un film sull'impossibilità di fare cinema, di fare un certo tipo di cinema che fu della stagione d'oro del cinema italiano.

Archivio Televisione

1) 7 aprile 2006 - Il Caimano

2) 14 novembre 2006 - Legge Gasparri e Riforma Gentiloni

3) 1 dicembre 2006 - News: Auditel e Contratto RAI

4) 18 dicembre - Preoccupante revisione della direttiva "Tv senza frontiere"

 

 

Dopo aver visto il film “Il Caimano”, ho pensato per dieci giorni se mi era piaciuto o meno, cosa non mi era piaciuto, cosa sì, insomma cosa ne pensavo del film, arrivando alla conclusione che il film non mi era piaciuto: non ho sopportato come si amalgamavano male le due storie: quella del divorzio di Bruno Bonomo ( Silvio Orlando) e la moglie Paola (Margherita Buy) e quella del tentativo di fare il film “Il Caimano” a partire dalla fortuita consegna della sceneggiatura di Teresa (Jasmine Trinca) nelle mani di Bonomo, produttore ormai alla fine della propria carriera. Il film è equilibrato come tempi tra le due vicende parallele: ma non vi riuscivo a trovare una connessione, appunto vicende parallele, che forse si incontreranno, all’infinito però (quando ormai non gliene frega più niente?). Volontà di rappresentare una famiglia tipo? Crisi della famiglia uguale crisi della società? Speravo di no, metafore abusate e sulle quali non si può dire ormai nulla di nuovo..

Ma poi ecco che mi arriva nel cuore della notte la soluzione al mio dubbio.

Moretti ci vuole raccontare dell'impossibilità di fare un film su Berlusconi (E su questo siamo tutti d'accordo, nel film è esplicito). I motivi?  Sopratutto l'autocensura, i blocchi che attori (vedi Placido), produttori (vedi la Rai ) si pongono da soli, più o meno consciamente. Questo film nel film ha (ovviamente tra i diversi significati, il più evidente dei quali è quello politico) un messaggio e un significato metacinematografico.

Forse allora si può leggere metacinematograficamente, come discorso sul cinema anche la vicenda del divorzio Orlando-Buy. Moretti infatti ci mostra un film come lo sono i tanti film che invece si riescono a fare, i film che si fanno in Italia - che infatti son tutti sulla falsa riga di quello che occupa così gran spazio ne “Il Caimano”: coppia in crisi, personaggi che vivono nel mondo del cinema, quindi fuori dalla realtà, divorzio, figli, ecc.. ecc... decine di film italiani così. I film che non pongono problemi morali, etici, politici, di censura e autocensura, di presa di posizione, ma soltanto uno sterile raccontare una storia già vista, sentimentale, poco impegnativa. E, volendo forzare l’interpretazione,  anche questo modo di fare film è causato dal Caimano, dalla televisione commerciale e dal suo essere prenotata come un virus nel cinema e nei gusti del pubblico. Uno degli ambiti in cui, come si dice nel film, Berlusconi ha già vinto, perché ha cambiato la mente degli italiani. Ed infatti ha cambiato un pubblico di spettatori, divenuti distratti, poco esigenti e manipolabili automi televisivi.

Questa riflessione metacinematografica avviene quindi su due piani diversi: quello del reale (“storia del divorzio”) e quello invece del “film nel fillm”: ma, poiché anche il piano del reale si inserisce in un film, quindi già un primo livello di finzione, un fare film, un film in poche parole. Ed essendo entrambi livelli (di primo grado e di secondo grado) di finzione, posso prenderli e interpretarli in un blocco unico e dare questa interpretazione.

 

Sito curato da Tommaso Martini (spleen85@yahoo.it;)
per collaborare con www.sindromedistendhal.com scrivimi info@sindromedistendhal.com o contattami con Skype:

My status