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È
stato presentato da un ospite d’eccezione il progetto di
Current TV Italia. Ieri al teatro Ambra Jovinelli di
Roma centinaia di bloggers proveniente da tutta
Italia hanno incontrato il presidente di Current TV,
Al Gore. Ex vicepresidente americano ed ex
candidato alla Casa Bianca, premio Nobel per la pace, Oscar
per il miglior documentario e fondatore, nel 2005, insieme a
Joel Hyatt, del primo network televisivo i cui
contenuti sono generati e gestiti direttamente dagli utenti.
Il progetto è sbarcato in Europa nel marzo 2007, in
Inghilterra e Irlanda e da ieri, 8 maggio 2008, Current
Tv trasmette anche sul canale 130 di Sky.
Al canale televisivo si associa il vero cuore del progetto,
il sito internet
www.current.com. Qui qualunque internauta può
partecipare alla creazione del palinsesto televisivo. Ogni
utente può inviare i propri video, chiamati pod. Una
traccia di qualche minuto (dai 2 ai 7-8 minuti) in cui
l’utente potrà raccontare una storia, fare informazioni,
condividere idee. Si tratta quindi di VC2, Video
Creati dalla Comunità. L’utente potrà scegliere di far
partecipare il proprio pod al Collective
Journalism Program dove potranno accedere, dopo una
valutazione del team di Current TV, alla sezione
dedicata ai video con un alto standard giornalistico,
ricondotto anche ad un codice etico.

Sul sito internet verranno votati dagli utenti i
programmi migliori che saranno messi in onda sul canale
televisivo. I video più seguiti ed apprezzati potranno
essere acquistati da Current TV, pagando i diritti
direttamente all’utente. Il sito di Current sarà
anche un social news site, in cui sarà possibile
caricare testi ed immagini, creando un flusso di
informazioni sempre user generated. Dalle 18 alle 24
Current TV trasmetterà delle dirette dal proprio
studio, un set in vetrina sulla strada, basate sul dialogo
continuo tra gli utenti a casa e gli utenti ospiti in tv.
Per Al Gore questa televisione può costituire uno dei
modi per «salvare la democrazia». Le problematicità
del controllo dei media e della comunicazione nel panorama
politico attuale sono sempre state al centro dell’attività
di studio e politica dell’ex vice Presidente americano, a
partire dalla sua tesi di laurea a Harvard sul rapporto tra
televisione e istituzioni americane e le ripercussioni sul
pubblico. Anche nel suo ultimo libro, “L’assalto alla
ragione”, Al Gore dedica molte pagine al problema
della comunicazione e della televisione. Un nuova mass media
che ha messo in pericolo i fondamenti della Costituzione
Americana, che era stata scritta basandosi sulla possibilità
di dibattito pubblico che i giornali settecenteschi potevano
offrire. La televisione invece è un mezzo che non permette
nessun tipo di interazione, «l’utente è un fruitore
passivo – ha ricordato ieri Al Gore - che consuma
prodotti realizzati in pochi grandi studi», informazioni
create da potentissime elite, molto spesso nelle mani del
potere. Current Tv vuole proprio invertire questo
processo: «L’individuo fa le notizie, ne dà la sua
visione, le invia tramite internet per creare la tv».
L’obiettivo è quello di rendere finalmente democratica la
tv. Un tema molto caldo nel nostro Paese ma anche negli
Stati Uniti, dove l’intero paese è stato condotto nella
tragica guerra in Iraq proprio a causa del fatto che
«i dati non erano resi disponibili o venivano modificati».
Il controllo e la
connivenza dei media ha permesso all’amministrazione
Bush di mentire spudoratamente sulla costruzione delle armi
di distruzione di massa da parte di Saddam Hussein e di
identificare quest’ultimo come responsabile degli attentati
dell’11 settembre.
Al Gore
è ben consapevole anche della
situazione dei media italiana (classificata 64esima
nella classifica mondiale sulla libertà di stampa). Al
Gore si è voluto richiamare alla fama del nostro Paese
come fucina della creatività, soprattutto in termini
cinematografici, decisamente in declino però negli ultimi
decenni: «Current Tv – dice Al Gore – è un
mezzo per far sentire la vostra voce non solo in Italia ma
anche nel resto del mondo». E il tutto nella piena
libertà da condizionamenti. Al Gore ha assicurato che
Current Tv è un network assolutamente indipendente
e lo resterà sempre, rispondendo solo alla propria coscienza
e agli utenti. Davanti alle critiche che molto spesso
provengono dalla stampa tradizionale a questo tipo di
iniziative, Al Gore ha voluto ricordare che negli
ultimi anni sono state proprio le nuove forme di
informazione a smascherare errori e menzogne dei grandi mass
media e che è fiducioso che il sistema di votazioni degli
utenti costituirà un filtro sociale più efficace e
rigido della volontà degli editori. Davanti a possibili
censure Al Gore assicura: “We’ll show it anyway! – Lo
mostreremo in ogni modo”.
All’incontro ha partecipato anche il Direttore Operazioni di
Current Tv, Marc Goldman che ha affermato che
questo canale ha costruito una «Global conversation»,
un dialogo che ad oggi può coinvolgere 56 milioni di case in
tutto il mondo. La direzione della programmazione italiana è
affidata a Tommaso Tessarolo. Bloger già
famoso nella comunità internet italiana con il suo sito
www.tommaso.tessarolo.it - Net Television, fondatore
della prima net television generalista italiana
(N3TV) e autore del libro “NET TV - come Internet
cambierà la televisione per sempre”. Tessarolo ha
sottolineato il merito di Current TV di aver
intercettato il paradigma di riferimento delle giovani
generazioni, dei giovani adulti che spendono il loro
tempo, socializzano, si informano nella rete.
La presentazione si è aperta poi alle domande dei bloggers,
secondo una logica ancora una volta democratica. Le domande
rivolte ad Al Gore sono risultate le più votate nei
giorni precedenti all’incontro, che è stato trasmesso in
diretta da Skytg24, anche sul proprio sito Internet.
Non sono mancate le polemiche e le critiche verso il
progetto. In particolare insospettisce molto il legame con
Sky di Rupert Murdoch. Al Gore ha
assicurato che SKY assicura la massima libertà e autonomia
ma va ricordato che il grande tycoon dei media è stato uno
dei più fedeli sostenitori della guerra in Iraq e
dell’amministrazione Bush con le sue televisioni
statunitensi.
Indubbiamente però Current TV sarà un esperimento
innovativo che sembra superare le maggiori limitazioni che
caratterizzano gli altri siti che utilizzano user
generated content come Youtube. Current sembra
garantire una standard di qualità, anche se permane i limiti
della durata. I pod di massimo 7-8 minuti non
potranno costituire dei mezzi per informazioni approfondite
e articolate ma rischieranno di essere brevi spot. Comunque
Current potrà offrire un punto di vista privilegiato
e diretto sulla realtà, aperto a tutti, anche a coloro che
non sono esperti di tecnologie informatiche, e potrà portare
in televisione la logica del dibattito e del confronto
continuo tradizionalmente appannaggio del mondo della rete.
Tommaso Martini
tommasomartini@sindromedistendhal.com
9 maggio 2008
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