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Il digital divide è uno dei problemi maggiori legati
alle nuove tecnologie e a Internet, una censura più sottile
e che non fa clamore ma che preclude molte possibilità di
sviluppo alla maggior parte dei Paesi del Mondo. Con il
termine digital divide si definisce il divario
tecnologico o di competenza che impedisce a grandi fette
della popolazione mondiale di poter accedere a Internet. È
un problema che riguarda qualsiasi Paese anche se è
particolarmente accentuato nei paesi del Terzo mondo e in
quelli in via di sviluppo. Il digital divide incide
moltissimo anche nei paesi industrializzati, la così detta
Network Society, anche nella nostra Italia, fanalino di coda
in Europa per l’utilizzo di Internet.
Per quanto riguarda i paesi non industrializzati il
digital divide rispetto al resto del mondo è ovviamente
una conseguenza di una disperata situazione dal punto di
vista economico, dello sviluppo e dell’alfabetizzazione. In
molti pensano che una maggior diffusione di internet e delle
possibilità tecnologiche, potrebbe essere una delle
soluzioni per lo sviluppo di questi paesi. Per questo nel
2005 le Nazioni Unite hanno dato vita al Global Digital
Solidarity Found (http://www.dsf-fsn.org
). Lo scopo del Fondo, secondo il suo Statuto, è quello di
rendere disponibili le tecnologie dell’informazione e i loro
contenuti a tutta la popolazione mondiale, soprattutto alle
popolazioni oppresse. Inoltre il Fondo si propone di ridurre
le disparità economiche, sociali e culturali mobilitando
risorse generate da innovativi meccanismi finanziari per lo
sviluppo, che sfruttano strumenti legati alla lotta al
digital divide.
Un altro progetto sviluppato dall’ONU è il United Nation
Information Service (www.unites.org),
che forma volontari competenti in materia di nuove
tecnologie pronti a mettere le loro conoscenze al servizio
della formazione nei paesi in via di sviluppo. Negli ultimi
anni sono nate altre iniziative, come quelle volte a creare
dei computer super economici destinati al mercato dei paesi
in via di sviluppo, o predisposti per essere donati, come
nel programma “One laptop per children” (www.laptopfoundation.org
).

Le problematiche da affrontare sono quindi al
contempo di ordine tecnologico, cioè la mancanza di reti e
software, sia di capacità di utilizzare la rete. Secondo le
statistiche riportate su Internet World Stats,
nel marzo 2008 soltanto il 3,6% degli utenti Internet
globali si connetteva dal continente africano, poco più di
50milioni di persone su un totale di quasi un miliardo
(5,3%). Inoltre quasi la totalità degli utenti si concentra
in 5-6 paesi (Nigeria, Egitto, Marocco, Sud Africa, Algeria
e Kenya). Molti dei restanti registrano una percentuale di
penetrazione di Internet tra la popolazione inferiore
all’1%. In Liberia, per esempio, su più di 3milioni di
abitanti, solo 1000 sono utenti internet.
Il digital divide dei paesi non
industrializzati è un grande ostacolo allo sviluppo, tanto
che negli ultimi anni si è cominciato a parlare di
digital exclusion o digital apartheid, definendo
questo gap tecnologico uno strumento per impedire
possibilità di sviluppo a questi paesi.
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