In Italia
l’esperienza delle versioni online delle testate quotidiani
tradizionali ha avvio nel 1994, grazie alla lungimiranza de
l’“Unione Sarda”, che vanta il primato europeo. Il sito
online del giornale presentava parte della propria versione
cartacea, senza quindi elementi di innovazione, tanto che
questa esperienza non si rivelò vincente dal punto di vista
dei bilanci (anche perchè verso il 1995 in Italia erano
presenti circa 500mila utenti). Ancora siti molto semplici
furono nel 1995 quelli del “Corriere della Sera”, “La
Stampa”, “L’Unità”, che pubblicava la versione cartacea in
modo integrale.

da “Giornali.it”,
ed.it, 2006, p. 19.
La prima
esperienza innovativa è quella de “La Repubblica”, che parte
con le elezioni politiche del 1996, in occasione delle quali
viene realizzata una versione online del proprio giornale,
grazie all’impegno di Vittorio Zambardino. In una ventina di
giorni il sito raggiunse 350mila contatti. Nel gennaio
dell’anno successivo il giornale darà vita alla sua prima
vera e propria versione online, che mantiene incontrastato
il suo primato in Italia fino ad oggi. Il sito repubblica.it
presenta online la propria versione cartacea affiancandola
con interventi ed articoli aggiuntivi, seguendo il principio
di anticipare l’edizione del giorno successivo. Negli anni
seguenti l’esperienza dei giornali online si avvia verso la
propria maturità e nel giro di tre anni, alla soglia del
duemila, praticamente tutti i quotidiani italiani hanno una
versione nella rete.
La
situazione allo stato attuale si è molto evoluta. Secondo il
già citato Rapporto del Censis, a fronte di una crescita dei
lettori dei giornali cartacei (il 79,1% della popolazione
nel 2007), non sono altrettanto numerosi i lettori delle
versioni online, circa il 21,1% della popolazione. Alcuni di
questi siti saranno ai vertici delle classifiche dei siti
più visitati in Italia per molti anni. Attualmente la top100
dei siti italiani pubblicata da Alexa pone repubblica.it al
diciassettesimo posto, corriere.it al ventesimo, gazzetta.it
al ventiseiesimo e poi ilsole24ore.com all’ottantaseiesimo.
Lo sviluppo
di Internet e delle versioni online dei giornali ha aperto
moltissimi dibattiti. Uno dei più grandi studiosi americani
dei media e del giornalismo, Philip Meyer, ha profetizzato
che nel 2043 il “New York Times” potrebbe pubblicare la sua
ultima copia cartacea per trasferirsi completamente online.
Un futuro che può incutere timore oggi ma che in realtà,
considerando i 35 anni che si sperano da tale data, sembra
costituire una profezia fin troppo ottimista, visto il
continuo cambiamento ed evolversi dei nuovi media. L’editore
stesso del giornale, Arthur Sulzberger, ha affermato che lo
“switch off” potrebbe avvenire già nei prossimi cinque anni.
Nel giro di pochi anni il sito del New York Times ha
raggiunto il sorpasso dei lettori online su quelli cartacei
(che sono circa 1milione a confronto di 1,4 milioni di
utenti unici giornalieri del sito).
Come sottolinea Vittorio Sabatin nel suo libro “L’ultima
copia del New York Times”,
i giornali hanno perso la centralità nel processo di
informare l’opinione pubblica e molto spesso, nonostante il
relativo successo delle edizioni online, non sono riusciti a
seguire i rapidi cambiamenti che stavano avvenendo. In
particolare ancora oggi la maggior parte dei quotidiani ha
una redazione online separata da quella cartacea, ed è
guidata da figure che investono nelle nuove tecnologie non
perché fermamente convinti che questo sia il futuro, ma per
non rimanere indietro rispetto alla concorrenza. Il
tentativo fatto da Ferruccio De Bortoli, ad esempio, di
unire le redazioni di “Il Sole 24 Ore” e ilsole24ore.com è
fallito. Sabatin afferma che il solo giornale che
attualmente è stato capace di realizzare questa fusione e
creare giornalisti che non guardino ad internet con
diffidenza ma anzi sono sempre più figure a tutto tondo in
grado di muoversi anche con competenze tecnologiche, è il
“Washington Post”.
I motivi che
potrebbero rendere obsoleto il mondo dell’editoria
quotidiana cartacea sono molteplici. Gli utenti di Internet
conoscono le informazioni ben prima che vengano pubblicate
sul giornale del giorno successivo, i costi di un’edizione
online sono minori ed è più facile la gestione, anche degli
spazi pubblicitari, che in Internet stanno conoscendo anno
dopo anno. Davanti inoltre alla diffusione della logica del
gratuito nella rete, quasi tutti i giornali statunitensi
permettono di visualizzare la propria edizione cartacea
online completamente gratis. Fa eccezione solo il “Wall
Street Journal” che ha 700mila abbonati online a pagamento.
In Italia invece prevale ancora l’idea che la lettura del
giornale online equivalga alla lettura della versione
cartacea e molti siti offrono l’accesso a versioni pdf del
proprio giornale in edicola e agli archivi soltanto a fronte
di pagamento di un abbonamento che, seppur più economico
rispetto a quello tradizionale, rimane comunque costoso. Per
far fronte alle richieste di prodotti gratuiti, alcuni
giornali permettono di consultare gratuitamente il giornale
del giorno solo dal pomeriggio, riservando l’accesso fin dal
mattino solo agli abbonati. La via più diffusa è comunque
quella di sviluppare articoli diversificati per l’edizione
online e quella cartacea.
I siti
online dei quotidiani si stanno sviluppando sempre più nella
direzione di portali che offrono un’enorme quantità di
informazioni sugli argomenti più vasti ma anche possibilità
di intervento degli utenti, blog di collaboratori,
approfondimenti. Alcuni giornalisti, anche di grande
richiamo, scrivono solo sull’edizione online. Repubblica.it
è da sempre il sito più all’avanguardia, anche con i suoi
tentativi di successo di integrare la multimedialità,
offrendo, oltre ad una sessione di immagini sempre molto
completa e curata, una radio e una webtv ai propri utenti.
Osservando
questo panorama è evidente che, come succederà con libri ed
e-book, Internet non ucciderà i quotidiani ma li
trasformerà, a partire dal mezzo di trasmissione che dalla
carta passerà alle pagine web. Ma questo cambiamento porterà
i giornali più attenti alle nuove tecnologie a sviluppare le
immense potenzialità che esse offrono e a trasformarsi
quindi in un prodotto e un’esperienza molto più completa
rispetto alle versioni cartacee.
Allo stato
attuale, comunque, i fenomeni più innovativi per
l’informazione sono sicuramente la nascita di testate
giornalistiche esclusivamente online e di blog che
sviluppano un’attività giornalistica o di informazione.
Tommaso Martini
3 gennaio 2009
Il caso cinese
Il digital divide nel
Terzo mondo e nei Paesi in via di sviluppo
Il digital divide nella
Network Society.
Il
digital divide in Italia
Conclusioni
Le testa tradizionali on
line
Webzine
I blog e l’informazione:
da Beppe Grillo al citizen journalism
Current tv
Comunicazione politica
online