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Le testate tradizionali on-line
di Tommaso Martini

Il dibattito sul rapporto tra Internet e informazione, pluralismo e democrazia (sesta parte).

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In Italia l’esperienza delle versioni online delle testate quotidiani tradizionali ha avvio nel 1994, grazie alla lungimiranza de l’“Unione Sarda”, che vanta il primato europeo. Il sito online del giornale presentava parte della propria versione cartacea, senza quindi elementi di innovazione, tanto che questa esperienza non si rivelò vincente dal punto di vista dei bilanci (anche perchè verso il 1995 in Italia erano presenti circa 500mila utenti). Ancora siti molto semplici furono nel 1995 quelli del “Corriere della Sera”, “La Stampa”, “L’Unità”, che pubblicava la versione cartacea in modo integrale.

 

da “Giornali.it”, ed.it, 2006, p. 19.

       La prima esperienza innovativa è quella de “La Repubblica”, che parte con le elezioni politiche del 1996, in occasione delle quali viene realizzata una versione online del proprio giornale, grazie all’impegno di Vittorio Zambardino. In una ventina di giorni il sito raggiunse 350mila contatti. Nel gennaio dell’anno successivo il giornale darà vita alla sua prima vera e propria versione online, che mantiene incontrastato il suo primato in Italia fino ad oggi. Il sito repubblica.it presenta online la propria versione cartacea affiancandola con interventi ed articoli aggiuntivi, seguendo il principio di anticipare l’edizione del giorno successivo. Negli anni seguenti l’esperienza dei giornali online si avvia verso la propria maturità e nel giro di tre anni, alla soglia del duemila, praticamente tutti i quotidiani italiani hanno una versione nella rete.

      La situazione allo stato attuale si è molto evoluta. Secondo il già citato Rapporto del Censis, a fronte di una crescita dei lettori dei giornali cartacei (il 79,1% della popolazione nel 2007), non sono altrettanto numerosi i lettori delle versioni online, circa il 21,1% della popolazione. Alcuni di questi siti saranno ai vertici delle classifiche dei siti più visitati in Italia per molti anni. Attualmente la top100 dei siti italiani pubblicata da Alexa pone repubblica.it al diciassettesimo posto, corriere.it al ventesimo, gazzetta.it al ventiseiesimo e poi ilsole24ore.com all’ottantaseiesimo.

      Lo sviluppo di Internet e delle versioni online dei giornali ha aperto moltissimi dibattiti. Uno dei più grandi studiosi americani dei media e del giornalismo, Philip Meyer, ha profetizzato che nel 2043 il “New York Times” potrebbe pubblicare la sua ultima copia cartacea per trasferirsi completamente online[1]. Un futuro che può incutere timore oggi ma che in realtà, considerando i 35 anni che si sperano da tale data, sembra costituire una profezia fin troppo ottimista, visto il continuo cambiamento ed evolversi dei nuovi media. L’editore stesso del giornale, Arthur Sulzberger, ha affermato che lo “switch off” potrebbe avvenire già nei prossimi cinque anni[2]. Nel giro di pochi anni il sito del New York Times ha raggiunto il sorpasso dei lettori online su quelli cartacei (che sono circa 1milione a confronto di 1,4 milioni di utenti unici giornalieri del sito[3]). Come sottolinea Vittorio Sabatin nel suo libro “L’ultima copia del New York Times”[4], i giornali hanno perso la centralità nel processo di informare l’opinione pubblica e molto spesso, nonostante il relativo successo delle edizioni online, non sono riusciti a seguire i rapidi cambiamenti che stavano avvenendo. In particolare ancora oggi la maggior parte dei quotidiani ha una redazione online separata da quella cartacea, ed è guidata da figure che investono nelle nuove tecnologie non perché fermamente convinti che questo sia il futuro, ma per non rimanere indietro rispetto alla concorrenza. Il tentativo fatto da Ferruccio De Bortoli, ad esempio, di unire le redazioni di “Il Sole 24 Ore” e ilsole24ore.com è fallito. Sabatin afferma che il solo giornale che attualmente è stato capace di realizzare questa fusione e creare giornalisti che non guardino ad internet con diffidenza ma anzi sono sempre più figure a tutto tondo in grado di muoversi anche con competenze tecnologiche, è il “Washington Post”.

      I motivi che potrebbero rendere obsoleto il mondo dell’editoria quotidiana cartacea sono molteplici. Gli utenti di Internet conoscono le informazioni ben prima che vengano pubblicate sul giornale del giorno successivo, i costi di un’edizione online sono minori ed è più facile la gestione, anche degli spazi pubblicitari, che in Internet stanno conoscendo anno dopo anno. Davanti inoltre alla diffusione della logica del gratuito nella rete, quasi tutti i giornali statunitensi permettono di visualizzare la propria edizione cartacea online completamente gratis. Fa eccezione solo il “Wall Street Journal” che ha 700mila abbonati online a pagamento. In Italia invece prevale ancora l’idea che la lettura del giornale online equivalga alla lettura della versione cartacea e molti siti offrono l’accesso a versioni pdf del proprio giornale in edicola e agli archivi soltanto a fronte di pagamento di un abbonamento che, seppur più economico rispetto a quello tradizionale, rimane comunque costoso. Per far fronte alle richieste di prodotti gratuiti, alcuni giornali permettono di consultare gratuitamente il  giornale del giorno solo dal pomeriggio, riservando l’accesso fin dal mattino solo agli abbonati. La via più diffusa è comunque quella di sviluppare articoli diversificati per l’edizione online e quella cartacea.

      I siti online dei quotidiani si stanno sviluppando sempre più nella direzione di portali che offrono un’enorme quantità di informazioni sugli argomenti più vasti ma anche possibilità di intervento degli utenti, blog di collaboratori, approfondimenti. Alcuni giornalisti, anche di grande richiamo, scrivono solo sull’edizione online. Repubblica.it è da sempre il sito più all’avanguardia, anche con i suoi tentativi di successo di integrare la multimedialità, offrendo, oltre ad una sessione di immagini sempre molto completa e curata, una radio e una webtv ai propri utenti.

      Osservando questo panorama è evidente che, come succederà con libri ed e-book, Internet non ucciderà i quotidiani ma li trasformerà, a partire dal mezzo di trasmissione che dalla carta passerà alle pagine web. Ma questo cambiamento porterà i giornali più attenti alle nuove tecnologie a sviluppare le immense potenzialità che esse offrono e a trasformarsi quindi in un prodotto e un’esperienza molto più completa rispetto alle versioni cartacee.

Allo stato attuale, comunque, i fenomeni più innovativi per l’informazione sono sicuramente la nascita di testate giornalistiche esclusivamente online e di blog che sviluppano un’attività giornalistica o di informazione.

Tommaso Martini

3 gennaio 2009


 

[1] Cfr. Philip Meyer, The vanishing Newspaper: Saving Journalism in the Information Age, University of Missouri Press, 2004.

[2] Vittorio Sabatin,  2013, Fuga dal N.Y. Times, “La Stampa”, 9 febbraio 2007.

[3] Marco Pratellesi, Usa: i giornali online sulla corsia di sorpasso, Il Corriere della Sera, 17 marzo 2005.

[4] Vittorio Sabatin, L’ultima copia del New York Times, Donzelli, 2006.

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[1] Cfr. Luca Iezzi, L’Italia frena sull’autostrada digitale in ritardo sulla banda larga, “Repubblica.it”, 19 marzo 2008.

[2] Censis, XLI Rapporto annuale sulla situazione sociale del Paese, dicembre 2007.

Tommaso Martini tommasomartini@sindromedistendhal.com

10 settembre 2008

 


 
 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola