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Cala
il sipario sulla prima stagione dei reality. Lunedì è andato
in onda il galà dell’Isola dei Famosi 6 e giovedì
quello della Talpa 3. E mentre su Italia Uno Paola
Perego ripercorreva con poco slancio ed entusiasmo
l’esperienza dei concorrenti che hanno “giocato” in
Sudafrica, su Rai Due Michele Santoro ospitava, nello studio
di Anno Zero, Belen Rodriguez e Vladimir Luxuria.
Neanche la concorrenza per il gran finale dell’Isola dei
famosi è stata blanda: Simona Ventura ha dovuto fare
i conti con il fantastico gruppo di Zelig, un
programma consolidato da anni e che ormai è garanzia di
successo. Eppure, questa edizione dell’Isola ha realizzato
ascolti record e, a detta di Mara Vernier, ospite
fisso in trasmissione, assieme a Luca Giurato, è
stata la migliore. Io, però, a tal proposito, qualcosa da
dire ce l’avrei.
Intanto, l’Isola è l’Isola. Un gioco psicologico, un reality
sì, ma falsificato, dove famosi – e da due edizioni anche
non famosi – si misurano con la propria capacità di
resistenza alla fatica, al freddo, alla fame, agli stenti.
Il cast, come in tutti i programmi, fa la differenza. Se
La Talpa ha riciclato partecipanti ad altri reality (Melita
Toniolo, Pasquale La Ricchia), ex tronisti (Carina Cascella
e il fidanzato Sasà), pugili, pornodivi, cantanti e subrette
varie, l’Isola ha puntato su un mix di personaggi
provenienti da ambienti professionali diversi.
Ha puntato su ex veline (Veridiana Mallmann), presunti maghi
(Jucas Casella), signore dei salotti milanesi e romani (Michi
Gioia e Patrizia de Blank, in momenti diversi), signore
della passerella e delle casse di vetro (Belen Rodriguez e
Flavia Vento, nemiche sin da subito), campioni olimpici e
campioni del mondo (Leonardo Tumiotto, deludente come pochi,
Filippo Magnini, inviato di turno, e Antonio Cabrini). E poi
ex tronisti, come Giuseppe Lago, che fortunatamente si
ritira dopo una settimana, il sogno delle lettrici dei
fotoromanzi, Massimo Ciavarro, le riserve Beppe Quintale,
Ela Weber e il fenomeno Rossano Rubicondi, ormai ex signor
Tramp. All’appello manca un naufrago, anzi una
trans-naufraga, trionfatrice in- e discussa dell’edizione: è
lei, Vladimir Luxuria. Accanto ai Vip, poi, c’erano i
cosiddetti Nip: Alessandro F. lo skipper, Maria Grazia la
studentessa poco simpatica, Chiara la deliziosa infermiera,
Sonia la muratrice; Daniele e Alessandro, per scelta propria
o di altri, sono rimasti pochi giorni. E poi c’era Carlo
Capponi, il bidello di Bologna, rivelazione dei Nip.
La
Talpa
è un gioco meschino, dove sei costretto a mentire alle
persone che ti stanno accanto, sei costretto a boicottare le
prove senza farti vedere, a pensare a delle strategie per
vincere (forse) un montepremi che ti guadagni in sordina,
dove sei costretto ad essere ciò che forse nella vita non
saresti mai. Le prove sono al limite dell’immaginabile. Solo
alcune sono spettacolari, perché la maggior parte sono
pericolose e disgustose. Spaventano e irritano persino chi
le osserva da chilometri e chilometri di distanza. Franco
Trentalance è la talpa di questa terza edizione. È
arrivato fino in fondo al gioco ma senza ottenere il
riconoscimento finale: Carina Cascella, sospettata
del gruppo per 7 settimane, lo aveva capito, e alla fine ha
portato a casa, soddisfatta, il bottino della talpa. Della
Talpa si parla solo a “Questa domenica” e qualche
volta a “Mattino Cinque” o “Pomeriggio Cinque”.
Con i difetti di ogni reality che morbosamente entra nelle
case degli italiani e offre talvolta spettacoli poco
decorosi, l’Isola ha ancora una sua dignità, e premia
davvero chi lo merita. In finale arrivano Capponi
(era la prima volta che un Nip andava in finale),
Rodriguez, Tumiotto e Luxuria. Tra loro,
Vladimir spopola, trionfa, per quello che è e forse
per quello che ha rappresentato per molti militanti per la
rivendicazione dei diritti di tutti gli orientamenti
sessuali. La sua vittoria è stata ingiustamente e in modo
inappropriato politicizzata: Vladimir con Obama non ha nulla
a che vedere, e neanche con il fallimento o la ripresa della
Sinistra. Ed è lei stessa ad ammetterlo. La rivelazione
dell’Isola è stata però Belen Rodriguez, che ha
sorpreso molti per la sua determinazione, la sua spontaneità
e per la presunta storia con Rossano Rubicondi. Di loro,
Santoro invita in studio proprio Vladimir e Belen. E
sorprende vederle al posto di politici e grandi intenditori
della società contemporanea. Se l’Isola, quest’anno, è
entrata anche negli studi di Santoro, un motivo ci sarà.
Non è certo la migliore edizione dell’Isola. Chi lo ammette
non ricorda la splendida avventura di Luca Calvani
che su Cayo Paloma, nell’edizione del 2006, ha dimostrato di
saper guardare dentro se stesso, di leggere ciò che si
nascondeva tra le pieghe della sua anima e di raccontarlo
con semplicità e carisma. Perché è questa la vera Isola
del Famosi: un’opportunità per guardarsi dentro, restare
con la propria anima e trasmettere anche un valore, che è
quello dell’accettare i propri limiti, ammettere le proprie
forze e scomparire dalla scena subito dopo la vittoria. A
dimostrazione del fatto che non si era solo alla ricerca di
quel successo che si rivela troppe volte un effimero treno
di panna.
Maria Domenica Mangialavori
mangialavoridomi@yahoo.it
06 dicembre 2008
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