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“Quarto potere” di matrice religiosa: la nuova inquisizione mediatica

di Antonio Amoroso per ResistenzaLaica

 

 

 

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In un contesto politico-sociale dove l’intollerante (ed intollerabile) precetto cattolico punta illegittimamente a far da padrone, si parla sempre più spesso, ed in maniera turbata, di “diritto ad una libera manifestazione di pensiero” ai sensi dell’art.21 Cost., ma, nonostante ciò, sempre da più parti si solleva l’interrogativo: quanto concreto ed effettivo risulta l’esercizio di tale libertà?
Prima di dare una qualche determinata risposta a questo interrogativo, risulta utile richiamare alla mente due episodi avvenuti negli ultimi giorni, che rappresentano solo gli ultimi in relazione a tutt’una serie di episodi simili avvenuti in questi decenni e che mettono a dura prova credere che, nel nostro Paese, esista un effettivo e libero esercizio di tale diritto.

I due episodi sono il licenziamento di Daniele Luttazzi dalla rete televisiva La 7, a causa di sempre meno supposte censure clericali a quella che doveva essere la nuova puntata del Decameron, e quello di Carmelo Rosario Viola, invitato ad un Convegno dal titolo Devianza minorile e dispersione scolastica, nel quale non ha potuto nemmeno esporre la propria relazione per non risultare sgradito al cospetto dell’ospite d’onore di turno, il Vescovo della diocesi di Acireale.
I due episodi citati rappresentano esemplarmente una realtà che tende a diventare gravemente inquietante: il rapporto, sempre più teso, tra libertà di pensiero e libertà di religione, rapporto che, sempre più spesso e volentieri, tende a risolversi in favore della seconda mediante evidentissime violazioni della prima.

Siccome, quando si parla di “esercizio della libertà di pensiero”, ogni attività svolta al fine di una sua limitazione viene detta “censura”, allora, in ambedue i casi, possiamo dire di trovarci di fronte ad una forma di questa azione limitatrice.
Ovviamente, i due episodi si sono verificati in circostanze e con modalità diverse, ma appare indubbio il presupposto che ha portato il verificarsi della detta censura: ci si trovava di fronte ad espressioni di pensiero che remavano contro le ideologie postulate dagli esponenti religiosi!

 

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Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola