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Domenica 28
Dicembre 2008, al Teatro “Garibaldi” di Modica (RG), la
musica si è fusa in un tutt’uno con la poesia, e per un
intenso attimo anche con il teatro.
Grande spettacolo
ad opera di Moltheni, il cantautore marchigiano che
con i suoi sound dalle mille allucinazioni, si è guadagnato
gli applausi del pubblico.
Ad aprire la
serata, al suo primo debutto da solista, Davide Iacono,
23 anni: è un musicista da quando ne aveva tredici. Dapprima
suonava la batteria, poi ha scoperto il pianoforte e ha dato
vita al progetto VeiveCura, portato in scena
attraverso suoni che conducono in un’atmosfera onirica, di
sogno. «Questo progetto nasce come collegamento fra tutti
gli scarti dei pezzi che proponevo ai Toilette Memoria, il
gruppo di cui facevo parte – ci racconta Davide -. Poi,
quando i ritagli musicali si son fatti parecchi, e quando ho
deciso di abbandonare il gruppo, ho sentito la necessità di
creare qualcosa di mio, per un’esigenza personale. Ed è nato
VeiveCura, che prende il suo nome da Veive, la divinità
della vendetta. Diciamo che è una sorta di alter ego, è una
realtà distante da me ». Il tema conduttore delle sue
melodie è la mancanza di qualcosa, della fede o di un amore,
ognuno può interpretarlo come vuole per meglio adattarlo
alla propria condizione esistenziale. E tra tocchi leggeri
ma pesanti, superficiali ma profondi, si è quasi catapultati
in un mondo irreale, richiamando costantemente le musiche di
Yann Tiersen. Ottimi anche gli accompagnamenti ad alcuni
frammenti di pellicole, che risuonavano nel buio e nel
silenzio del teatro.
Lo spettacolo,
organizzato dall’Associazione Musa, fondata nel giugno 2008
da un gruppo di ragazzi della provincia di Ragusa,
presieduta dal giovane Michele Avveduto, ha poi avuto un
ospite d’eccezione, pur essendo nella sua città natale:
l’attore Andrea Tidona, apprezzatissimo dal
panorama nazionale, accolto sempre calorosamente dai suoi
conterranei. Il suo monologo è stato un buon elemento di
connessione tra la prima e la seconda parte della
manifestazione, che è continuata, per più di un’ora di
concerto, con il vero protagonista del palcoscenico
modicano.
Una tastiera, due
chitarre acustiche e poi la sua voce espressiva, rara,
soprattutto nei dinamismi e nelle sfumature. Umberto
Giardini, in arte Moltheni, classe 1968, parla poco
con il pubblico, qualche parola forzata solo sui suoi legami
con la Sicilia: Carmen Consoli e Francesco Virlinzi.
Interessanti le
sonorità che rimandano ai Tiromancino delle origini e senza
ombra di dubbio agli Afterhours, in particolare per il
timbro della voce, molto simile a quello di Manuel Agnelli.
Sostenuto
l’equilibrio tra i suoni e di rilievo una sorta di studio,
di ricerca nell’andare a trovare le soluzioni migliori per
le varie melodie.
Un po’ meno
stimolanti i testi, scarni ed essenziali, a tratti
ripetitivi, anche se è singolare la scelta di frasi
inconsuete che sembrano fornire qualche chiave di lettura
“subliminare”.
Buono l’esito
della serata, tutto esaurito già in prevendita,
soddisfacente l’organizzazione nel suo complesso,
tralasciando qualche problema di carattere logistico.
Stefania Zaccaria
29 dicembre 2008 |