
E’ stato Il
Combinautore a chiudere l’edizione 2007 di
Vociferazioni, l’ultimo dei tre interessanti eventi
organizzati dall’associazione di musica contemporanea
Quadrivium alla Rocca di Riva del Garda (TN).
Entrambi gli
spettacoli si sono avvalsi di nuove produzioni in cui le
varie arti (letteratura, musica e videoarte) si sono
incontrate e fuse tra loro; quest’ambiziosa sfida ha
prodotto ottimi risultati artistici ed ha saputo dare molti
e vari stimoli per un pubblico dagli interessi eterogenei.
Ritornando
al Combinautore, il tema della serata è stato il
caso; si possono creare delle opere d’arte lasciando un
po’ di spazio ad esso? Evidentemente sì, gli esempi sono
molti. Più specificatamente però la musica di Mario
Pagotto e il testo di Dario Voltolini si sono
basati sulle combinazioni.
Mario
Pagotto, compositore e didatta
veneto, ha composto appositamente per quest’occasione
musiche per viola e violoncello. Non possiamo dire che si
tratti di duetti perché, grazie a dei tecnici audio che
registravano e riproducevano –anche sovrapponendo- sezioni
di musica registrate dal vivo, le parti strumentali
variavano di numero. Da due a quattro, da quattro a otto si
è arrivati ad avere un massimo di 14 parti reali, una
piccola orchestra d’archi. Questo gioco alchemico
sapientemente dosato da Pagotto è stato gestito molto
bene dai due bravi esecutori: Klaus Manfrini (viola)
e Barbara Bertoldi (violoncello). Le riproduzioni
delle registrazioni non si sovrapponevano in modo
progressivo e regolare, non si percepiva un senso di
angosciante ripetizione. Al contrario, le sovrapposizioni e
ripetizioni del materiale registrato e di quello suonato dal
vivo sono state varie, procedevano per combinazioni
irregolari; alcuni “spaccati” di registrazione si sono
sentiti sette, otto volte, altri meno, un elemento per
esempio è comparso una sola volta. Questo magistrale gioco
ad incastri è riuscito a creare una musica capace di
rigenerarsi da se stessa in modo sempre vario e inaspettato;
è riuscita a svincolarsi dalla prevedibilità del
loop.
Dal punto di vista
del linguaggio questi “giochi musicali” si presentano solidi
e molto ben scritti; la scrittura chiara e la presenza di
ambiti tonali perfettamente riconoscibili si può definire
classica anche se nello stesso tempo moderna e personale.
L’elemento ritmico, a volte ossessivo e complesso, ha una
rilevante importanza e aggiunge freschezza e dinamicità alla
composizione. Questa musica è fluida, positiva,
rigorosamente precisa…bella.
Anche il testo di
Dario Voltolini si basa sulla combinazione, lo
scrittore torinese crea una scatola-frase suddivisa in
cinque scomparti; per ogni scomparto compone cinque incisi
intercambiabili. Il risultato è che il lettore, con questo
materiale, può divertirsi a creare innumerevoli frasi
diverse che saranno sempre di senso compiuto. Vi propongo
cinque esempi:
Mi passa
dentro questa confusione-Che salta e danza senza
nostalgia-Conplicando-L’ora segreta che porta alla
notte-Mentre chitarre ritmano flamenco.
Mi canta forte
questa voce chiara-Che gioca e corre sulla
ferrovia-Risolvendo-L’anima bianca che sorge dalla
steppa-Mentre le arpe girano in concerto.
Mi viene
incontro questa sinfonia-Che plana e avvampa nella
fantasia-Suggellando-L’ala mansueta che sposa l’aria
fresca-Mentre tamburi scuotono le piazze.
Mi giunge
fresca questa meraviglia-Che nasce e muore fra la terra e il
cielo-Sostenendo-L’agile guizzo del primo movimento-Mentre
ritornano suoni senza tempo.
Mi parla piano
questa nota liscia-Che scherza e accende luci
serotine-Nascondendo-L’unica stella che sorge nel
mattino-Mentre le trombe spaccano il cemento.
Le
varie combinazioni danno l’idea di una variazione infinita,
leggendole di seguito e casualmente sembrano raccontare
un’unica storia, una bizzarra e bellissima fiaba senza fine.
E’ per questo che
la lettura dell’opera di Voltolini da parte
dell’attore Enrico Tavernini, che ha caratterizzato
ogni combinazione di frase (vedi es. sopraccitati) per
ipotetici personaggi (sportivo, tossico, timido, agitato,
ecc…) intravedendoci una vena comica-satirica, è sembrata –a
mio avviso- forzata, fuori luogo.
La
serata si è conclusa con un omaggio a Mozart, al suo
Gioco dei dadi musicali che rappresenta un brillante e
ludico esempio di composizione musicale su base
combinatoria. Ad ogni numero del dado (da 1 a 12)
corrisponde una battuta musicale, il breve brano è composto
da dodici battute. Anche in questo caso qualsiasi sia la
combinazione numerica ricavata dai dadi si produrrà una
musica di senso compiuto. Grazie all’aiuto di un proiettore
ed un grande dado anche il pubblico del Combinautore
si è divertito a ricomporre due brani di Mozart. Per essere
sicuri che questa musica funzionasse veramente i conduttori
della serata hanno chiesto ad un pianista che si trovava
casualmente in sala, il Maestro “Del Caso”(Alessandro
Giannotti) se poteva eseguirli. La prova fu superata, la
musica era ovviamente bellissima; Mozart ci ha preceduto
anche in questo.
Un
complimento per l’originalità e la qualità degli eventi di
Vociferazione va sicuramente agli organizzatori:
Nicola Straffelini e Amedeo Savoia e a tutti gli
artisti ed i tecnici che hanno partecipato.
Spero che queste
nuove ed interessanti produzioni non finiscano con una sola
rappresentazione, spero che vengano riproposte, pubblicate,
incise e riutilizzate; spero che più (o altre) persone si
interessino di esse.
Mauro Tonolli
ma_tonolli@yahoo.it
30 settembre 2007
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