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Redazione

 

Il Combinautore
di Mauro Tonolli

In prima  mondiale a Vociferazioni un evento musicale trasversale.

Rocca di Riva del Garda (TN), 29 settembre 2007

 

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Riva del Garda, 29 sett. '07

 

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E’ stato Il Combinautore a chiudere l’edizione 2007 di Vociferazioni, l’ultimo dei tre interessanti eventi organizzati dall’associazione di musica contemporanea Quadrivium alla Rocca di Riva del Garda (TN).

Entrambi gli spettacoli si sono avvalsi di nuove produzioni in cui le varie arti (letteratura, musica e videoarte) si sono incontrate e fuse tra loro; quest’ambiziosa sfida ha prodotto ottimi risultati artistici ed ha saputo dare molti e vari stimoli per un pubblico dagli interessi eterogenei.

Ritornando al Combinautore, il tema della serata è stato il caso; si possono creare delle opere d’arte lasciando un po’ di spazio ad esso? Evidentemente sì, gli esempi sono molti. Più specificatamente però la musica di Mario Pagotto e il testo di Dario Voltolini si sono basati sulle combinazioni.

Mario Pagotto, compositore e didatta veneto, ha composto appositamente per quest’occasione musiche per viola e violoncello. Non possiamo dire che si tratti di duetti perché, grazie a dei tecnici audio che registravano e riproducevano –anche sovrapponendo-  sezioni di musica registrate dal vivo, le parti strumentali variavano di numero. Da due a quattro, da quattro a otto si è arrivati ad avere un massimo di 14 parti reali, una piccola orchestra d’archi. Questo gioco alchemico sapientemente dosato da Pagotto è stato gestito molto bene dai due bravi esecutori: Klaus Manfrini (viola) e Barbara Bertoldi (violoncello). Le riproduzioni delle registrazioni non si sovrapponevano in modo progressivo e regolare, non si percepiva un senso di angosciante ripetizione. Al contrario, le sovrapposizioni e ripetizioni del materiale registrato e di quello suonato dal vivo sono state varie, procedevano per combinazioni irregolari; alcuni “spaccati” di registrazione si sono sentiti sette, otto volte, altri meno, un elemento per esempio è comparso una sola volta. Questo magistrale gioco ad incastri è riuscito a creare una musica capace di rigenerarsi da se stessa in modo sempre vario e inaspettato; è riuscita a svincolarsi dalla prevedibilità del loop.

Dal punto di vista del linguaggio questi “giochi musicali” si presentano solidi e molto ben scritti; la scrittura chiara e la presenza di ambiti tonali perfettamente riconoscibili si può definire classica anche se nello stesso tempo moderna e personale. L’elemento ritmico, a volte ossessivo e complesso, ha una rilevante importanza e aggiunge freschezza e dinamicità alla composizione. Questa musica è fluida, positiva, rigorosamente precisa…bella.

Anche il testo di Dario Voltolini si basa sulla combinazione, lo scrittore torinese crea una scatola-frase suddivisa in cinque scomparti; per ogni scomparto compone cinque incisi intercambiabili. Il risultato è che il lettore, con questo materiale, può divertirsi a creare innumerevoli frasi diverse che saranno sempre di senso compiuto. Vi propongo cinque esempi:

 Mi passa dentro questa confusione-Che salta e danza senza nostalgia-Conplicando-L’ora segreta che porta alla notte-Mentre chitarre ritmano flamenco.

 Mi canta forte questa voce chiara-Che gioca e corre sulla ferrovia-Risolvendo-L’anima bianca che sorge dalla steppa-Mentre le arpe girano in concerto.

 Mi viene incontro questa sinfonia-Che plana e avvampa nella fantasia-Suggellando-L’ala mansueta che sposa l’aria fresca-Mentre tamburi scuotono le piazze.

 Mi giunge fresca questa meraviglia-Che nasce e muore fra la terra e il cielo-Sostenendo-L’agile guizzo del primo movimento-Mentre ritornano suoni senza tempo.

 Mi parla piano questa nota liscia-Che scherza e accende luci serotine-Nascondendo-L’unica stella che sorge nel mattino-Mentre le trombe spaccano il cemento.

 Le varie combinazioni danno l’idea di una variazione infinita, leggendole di seguito e casualmente sembrano raccontare un’unica storia, una bizzarra e bellissima fiaba senza fine.

E’ per questo che la lettura dell’opera di Voltolini da parte dell’attore Enrico Tavernini, che ha caratterizzato ogni combinazione di frase (vedi es. sopraccitati) per ipotetici personaggi (sportivo, tossico, timido, agitato, ecc…) intravedendoci una vena comica-satirica, è sembrata –a mio avviso- forzata, fuori luogo.

            La serata si è conclusa con un omaggio a Mozart, al suo Gioco dei dadi musicali che rappresenta un brillante e ludico esempio di composizione musicale su base combinatoria. Ad ogni numero del dado (da 1 a 12) corrisponde una battuta musicale, il breve brano è composto da dodici battute. Anche in questo caso qualsiasi sia la combinazione numerica ricavata dai dadi si produrrà una musica di senso compiuto. Grazie all’aiuto di un proiettore ed un grande dado anche il pubblico del Combinautore si è divertito a ricomporre due brani di Mozart. Per essere sicuri che questa musica funzionasse veramente i conduttori della serata hanno chiesto ad un pianista che si trovava casualmente in sala, il Maestro “Del Caso”(Alessandro Giannotti) se poteva eseguirli. La prova fu superata, la musica era ovviamente bellissima; Mozart ci ha preceduto anche in questo.

            Un complimento per l’originalità e la qualità degli eventi di Vociferazione va sicuramente agli organizzatori: Nicola Straffelini e Amedeo Savoia e a tutti gli artisti ed i tecnici che hanno partecipato.

Spero che queste nuove ed interessanti produzioni non finiscano con una sola rappresentazione, spero che vengano riproposte, pubblicate, incise e riutilizzate; spero che più (o altre) persone si interessino di esse.

Mauro Tonolli ma_tonolli@yahoo.it

30 settembre 2007

 

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola