Incontro con la
giovane cantante leccese Irene Bello.
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La pasqua, quest’anno in Italia, ha assunto
contorni alquanto incresciosi, e il tempo sembrava
riflettere lo stato d’animo degli italiani. Gli eventi, le
manifestazioni e tutto ciò che di programmato era previsto
nella nostra penisola, hanno subito ragionevoli
modificazioni per far fronte al lutto nazionale. Proprio in
questi giorni, in provincia di Ragusa, un’artista salentina
aspettava di potersi esibire e, nonostante la cancellazione
della data del capoluogo e della serata piovosa a Modica,
abbiamo potuto incontrarla domenica 13, a Pozzallo, tra gli
amici e una birretta.
Irene Bello, in arte
Eneri, è una giovanissima ragazza di Lecce, suona il
pianoforte da quando era ancora piccolissima, ma è anche una
chitarrista. Il suo singolare nome d’arte è proprio
l’emblema della sua musica: «Eneri è Irene al contrario»
ci racconterà subito dopo il suo concerto al pub Zabbatana,
sul lungomare pozzallese «è il mio nome riportato allo
specchio, come tutti i miei pezzi, che sono la riflessione
delle mie esperienze e di quello che sento».
Ha una voce che scava nell’intimo, dal colore
assonante e dalle tonalità chiaroscure, che rimanda alla
voce soul di Malika Ayane e a tratti a quella
di Dolores O’Riordan, ex cantante dei
Cranberries. Le sue canzoni, invece, sembrano per lo più
ispirazioni lontane ai brani di Fiona Apple e
a quelli di Tori Amos, con un continuo
stravolgimento dei canoni di genere e di tutto ciò che
potrebbe ricondurla ad una particolare categoria. Nelle date
siciliane si è esibita insieme ad alcuni componenti della
band locale dei “Flashback”, Salvo Puma alla
chitarra e Salvo Scucces alla batteria: «A
dire il vero- confesserà Eneri - i ragazzi conoscevano solo
i titoli delle canzoni, è stato tutto improvvisato, perché
non abbiamo mai provato insieme i pezzi! Dovevo essere
accompagnata dal percussionista con cui mi esibisco in giro
per l’Italia, Roberto Chiga, ma purtroppo per motivi
controversi, non ha potuto esserci». Oltre a lui, Irene
collabora con Roberto Fedele, chitarrista/
batterista/bassista, con i quali ha intrapreso, da sei mesi,
una piccola tournee in tutto il territorio nazionale.
Il brano che più colpisce e piace alla gente?
Lo chiediamo a lei, che risponde «Gelosia», il pezzo che con
un ‘bis’ chiuderà la serata, forse anche uno dei più
semplici, basato su una struttura a croce su quattro
accordi, ma molto ritmico e pieno di pathos.
La loro esibizione è stata molto apprezzata
dal caloroso pubblico siciliano che, nonostante tutti gli
impedimenti naturali e non, accoglie sempre alla sua aperta,
esaltante maniera
Stefania
Zaccaria
20 aprile 2009
Periodico registrato
il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore
Tommaso Martini
Direttore responsabile Edoardo
Semmola