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Redazione

Fabrizio De Andrè in mostra a Genova

di Lina Colasanto

 

Genova. 31 dicembre 08-3 maggio 09

La sua città dedica al grande cantautore una mostra innovativa e interattiva.

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Artista tout court, cantautore e poeta fortemente amato dal pubblico, ma spesso, in passato, anche contestato, censurato e incompreso. A dieci anni dalla sua scomparsa, Genova rende omaggio a Fabrizio De Andrè, con l’esposizione “Fabrizio De Andrè. La mostra”, inaugurata a Palazzo Ducale il 31 dicembre. I primi cinque giorni dall’apertura della mostra hanno registrato la presenza di oltre diecimila visitatori, pazientemente in coda per confrontarsi nuovamente con questo protagonista schivo e indifferente alla scena mediatica. Una direzione ostinata e contraria quella percorsa da Faber, fatta di immagini, suoni e parole per raccontare sensibilmente tranches de vie, eventi storici e mutamenti sociali. Il lavoro di De Andrè si può considerare una cornucopia ricca di parole in grado ancora oggi di interrogare e indagare gli animi umani: parole talvolta forti per i temi trattati, altre volte giocose, leggere, ma sempre introspettive, proiettate verso la quotidianità. Con le sue poesie in musica il cantautore genovese si è calato negli abissi degli animi umani, scandagliandone i tormenti, le debolezze, i vizi e le virtù. Attento osservatore della realtà, il cantautore ha affrontato nell’evoluzione del suo lavoro artistico argomenti spesso ritenuti scomodi, come la prostituzione, l’omosessualità, la povertà e l’alcolismo.

La mostra, organizzata con la Fondazione Fabrizio De Andrè, curata da Vittorio Bo, Guido Harari, Vincenzo Mollica e Pepi Morgia, si presenta come un vero e proprio viaggio multimediale nella musica, nelle parole e nella vita di Faber. Megaschermi, installazioni video e speciali postazioni interattive permettono non solo di esplorare e approfondire le sue tematiche, quali l’amore e le donne, la guerra, l’anarchia, la libertà, gli ultimi, e Genova, la “città vecchia”, ma anche di ricostruire i passaggi della sua vita attraverso videointerviste, le testimonianze della moglie Dori Ghezzi e quelle dei suoi più stretti collaboratori e amici.

 

L’esposizione si snoda attraverso ampi spazi costellati di suggestioni visive e acustiche, tra fotografie, manoscritti, libri annotati e oggetti unici, e grazie alla sofisticata tecnologia ideata e realizzata da Studio Azzurro al pubblico è permesso di interagire con gli effetti sonori e visivi, avendo inoltre la possibilità di comporre, all’interno della vita e dell’opera di Faber , il proprio personale percorso emozionale. Cinque sale – sala degli schermi, della musica, dei tarocchi, della vita, del cinema –  accolgono al loro interno tematiche differenti; ad esempio, nella prima sala sono posizionati sei grandi schermi orientati su Genova, le donne, l’anarchia, gli ultimi, la guerra e la morte. Per ogni argomento tre canzoni del repertorio di De Andrè sono messe in relazione con episodi di cronaca attuale: “Khorakhané” si rapporta alle ultime vicende dei Rom, il ‘68 e il maggio fiorentino sono in relazione al G8 di Genova, e quest’ultima al fenomeno dell’immigrazione.

Gli argomenti trattati sono illustrati e approfonditi grazie alle immagini, ai video, alle interviste e agli interventi filmati di Fabrizio.

La parete destra della sala riporta la sua calligrafia e un racconto autografo dello sviluppo in progress di alcune canzoni introduce nel vivo del suo meccanismo creativo. Il resto delle pareti mostrano manoscritti originali, libri con appunti, fogli di giornali annotati (un’abitudine di Fabrizio quella di appuntarsi frasi e idee che lo colpivano), e ancora materiali da lavoro e le schedine calcio del Genova.
La sala della musica si apre al visitatore presentando tre tavoli di legno resi interattivi, e un quarto tavolo dove sono appoggiate le riproduzioni delle copertine dei suoi dischi; scegliendo una delle copertine e appoggiandola su uno dei tavoli sensibili, è possibile visualizzare il “mondo” di quel disco, scoprendo così interviste che descrivono il contesto storico sociale in cui nasce e si ispira  la canzone, le testimonianze dei collaboratori di Fabrizio e alcuni spezzoni dei suoi concerti. Alle pareti della stanza sono collocati tutti i dischi originali 45 giri e  LP, matrici dei primissimi incisi, test-pressing e spartiti vari, accompagnati da immagini scattate dai fotografi che hanno seguito da vicino la vita di Faber.

Sono invece Piero, Marinella, il Bombarolo e il Fannullone ad essere raffigurati nei Tarocchi esposti nell’omonima sala, insieme a molti altri personaggi restituiti dall’estro creativo di De Andrè, come Carlo Martello, il Blasfemo, il Giudice. Donne e uomini “simbolo” interpretati da  tarocchi virtuali che cambiano a seconda della canzone con cui sono messi in relazione. Inoltre, il visitatore può creare in modo virtuale il proprio tarocco, che risulterà realizzato con un breve montaggio fatto con le mani e le dita su una lavagna interattiva, dopo aver scelto una o più immagini e aforismi di Fabrizio da un apposito archivio. Infine il tarocco personalizzato apparirà su un grande schermo insieme a quelli inventati da altre persone, anche da chi vorrà partecipare all’iniziativa collegandosi on line.

Sono una serie di frammenti e testimonianze di amici, di famigliari e di collaboratori a raccontare la Sala della Vita, lo spazio che ricostruisce il ritratto più intimo di Fabrizio; a disposizione del visitatore tre banchi ottici al cui interno è possibile introdurre una lastra fotografica trasparente che attiva un racconto video inerente all’iconografia scelta.

Infine, chiude la mostra la sala del cinema, dedicata a una proiezione non-stop di materiali video di tutta la vita di De André , con interviste, apparizioni televisive, concerti, realizzata e curata da Vincenzo Mollica. Per questa importante occasione Mollica ha scelto i contributi inediti o poco visti, spesso inseriti per la prima volta in versione integrale, per tessere ancora una volta un ricordo indimenticabile dell’amico Faber, specchio sensibile e interprete unico delle pulsioni e delle trasformazioni della contemporaneità.

 

FABRIZIO DE ANDRÉ
Genova, 31 dicembre 2008 – 3 maggio 2009

Palazzo Ducale - Sottoporticato
Piazza Matteotti 9
Orario: da martedì a domenica 9.00-20.00

 

Lina Colasanto

11 gennaio 2009

 

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola