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Artista
tout court, cantautore e poeta fortemente amato dal
pubblico, ma spesso, in passato, anche contestato, censurato
e incompreso. A dieci anni dalla sua scomparsa, Genova rende
omaggio a Fabrizio De Andrè, con l’esposizione “Fabrizio
De Andrè. La mostra”, inaugurata a Palazzo Ducale il 31
dicembre. I primi cinque giorni dall’apertura della mostra
hanno registrato la presenza di oltre diecimila visitatori,
pazientemente in coda per confrontarsi nuovamente con questo
protagonista schivo e indifferente alla scena mediatica. Una
direzione ostinata e contraria quella percorsa da
Faber, fatta di immagini, suoni e parole per
raccontare sensibilmente tranches de vie, eventi
storici e mutamenti sociali. Il lavoro di De Andrè si
può considerare una cornucopia ricca di parole in grado
ancora oggi di interrogare e indagare gli animi umani:
parole talvolta forti per i temi trattati, altre volte
giocose, leggere, ma sempre introspettive, proiettate verso
la quotidianità. Con le sue poesie in musica il cantautore
genovese si è calato negli abissi degli animi umani,
scandagliandone i tormenti, le debolezze, i vizi e le virtù.
Attento osservatore della realtà, il cantautore ha
affrontato nell’evoluzione del suo lavoro artistico
argomenti spesso ritenuti scomodi, come la prostituzione,
l’omosessualità, la povertà e l’alcolismo.
La mostra, organizzata con la Fondazione
Fabrizio De Andrè, curata da Vittorio Bo,
Guido Harari, Vincenzo Mollica e
Pepi Morgia, si presenta come un vero e proprio
viaggio multimediale nella musica, nelle parole e nella
vita di Faber. Megaschermi, installazioni video e
speciali postazioni interattive permettono non solo di
esplorare e approfondire le sue tematiche, quali l’amore e
le donne, la guerra, l’anarchia, la libertà, gli ultimi, e
Genova, la “città vecchia”, ma anche di ricostruire i
passaggi della sua vita attraverso videointerviste, le
testimonianze della moglie Dori Ghezzi e
quelle dei suoi più stretti collaboratori e amici.
L’esposizione si snoda attraverso ampi spazi
costellati di suggestioni visive e acustiche, tra
fotografie, manoscritti, libri annotati e oggetti unici, e
grazie alla sofisticata tecnologia ideata e realizzata da
Studio Azzurro al pubblico è permesso di interagire con gli
effetti sonori e visivi, avendo inoltre la possibilità di
comporre, all’interno della vita e dell’opera di Faber
, il proprio personale percorso emozionale. Cinque sale –
sala degli schermi, della musica, dei tarocchi, della vita,
del cinema – accolgono al loro interno tematiche
differenti; ad esempio, nella prima sala sono posizionati
sei grandi schermi orientati su Genova, le donne,
l’anarchia, gli ultimi, la guerra e la morte. Per ogni
argomento tre canzoni del repertorio di De Andrè sono messe
in relazione con episodi di cronaca attuale: “Khorakhané”
si rapporta alle ultime vicende dei Rom, il ‘68 e il maggio
fiorentino sono in relazione al G8 di Genova, e quest’ultima
al fenomeno dell’immigrazione.
Gli argomenti trattati sono illustrati e
approfonditi grazie alle immagini, ai video, alle interviste
e agli interventi filmati di Fabrizio.
La parete destra della sala riporta la sua
calligrafia e un racconto autografo dello sviluppo in
progress di alcune canzoni introduce nel vivo del suo
meccanismo creativo. Il resto delle pareti mostrano
manoscritti originali, libri con appunti, fogli di giornali
annotati (un’abitudine di Fabrizio quella di appuntarsi
frasi e idee che lo colpivano), e ancora materiali da lavoro
e le schedine calcio del Genova.
La sala della musica si apre al visitatore presentando tre
tavoli di legno resi interattivi, e un quarto tavolo dove
sono appoggiate le riproduzioni delle copertine dei suoi
dischi; scegliendo una delle copertine e appoggiandola su
uno dei tavoli sensibili, è possibile visualizzare il
“mondo” di quel disco, scoprendo così interviste che
descrivono il contesto storico sociale in cui nasce e si
ispira la canzone, le testimonianze dei collaboratori di
Fabrizio e alcuni spezzoni dei suoi concerti. Alle pareti
della stanza sono collocati tutti i dischi originali 45 giri
e LP, matrici dei primissimi incisi, test-pressing e
spartiti vari, accompagnati da immagini scattate dai
fotografi che hanno seguito da vicino la vita di Faber.
Sono invece Piero, Marinella,
il Bombarolo e il Fannullone ad essere
raffigurati nei Tarocchi esposti nell’omonima sala, insieme
a molti altri personaggi restituiti dall’estro creativo di
De Andrè, come Carlo Martello, il Blasfemo,
il Giudice. Donne e uomini “simbolo” interpretati da
tarocchi virtuali
che cambiano a seconda della canzone con cui
sono messi in relazione. Inoltre, il visitatore può creare
in modo virtuale il proprio tarocco, che risulterà
realizzato con un breve montaggio fatto con le mani e le
dita su una lavagna interattiva, dopo aver scelto una o più
immagini e aforismi di Fabrizio da un apposito archivio.
Infine il tarocco personalizzato apparirà su un grande
schermo insieme a quelli inventati da altre persone, anche
da chi vorrà partecipare all’iniziativa collegandosi on line.
Sono una serie di frammenti e testimonianze
di amici, di famigliari e di collaboratori a raccontare la
Sala della Vita, lo spazio che ricostruisce il ritratto più
intimo di Fabrizio; a disposizione del visitatore tre banchi
ottici al cui interno è possibile introdurre una lastra
fotografica trasparente che attiva un racconto video
inerente all’iconografia scelta.
Infine, chiude la mostra la sala del cinema,
dedicata a una proiezione non-stop di materiali video di
tutta la vita di De André , con interviste, apparizioni
televisive, concerti, realizzata e curata da Vincenzo
Mollica. Per questa importante occasione Mollica ha scelto i
contributi inediti o poco visti, spesso inseriti per la
prima volta in versione integrale, per tessere ancora una
volta un ricordo indimenticabile dell’amico Faber, specchio
sensibile e interprete unico delle pulsioni e delle
trasformazioni della contemporaneità.
FABRIZIO DE ANDRÉ
Genova, 31 dicembre 2008 – 3 maggio 2009
Palazzo Ducale - Sottoporticato
Piazza Matteotti 9
Orario: da martedì a domenica 9.00-20.00
Lina Colasanto
11 gennaio
2009
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