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Mitragliare l'informazione
di Tommaso Martini

Quale futuro per l'informazione in Italia dopo la vittoria del centrodestra. Grazie a un centrosinistra che non ha voluto affrontare le questioni chiave del panorama della comunicazione.

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Il ritorno in televisione di Enzo Biagi

La tv di Enzo Biagi
La «lenta asfissia»
Ma quale editto bulgaro?
Intervista a Antonello Tomanelli
Reporter stanco di guerra
Mitragliare l'informazione

[1] Ricordiamo che nel febbraio 2006, Berlusconi dichiarò: in Cecenia c’è questo: una resistenza che ricorre alla violenza e che non vuole aprirsi al dialogo nemmeno dopo che è stata data ai cittadini ceceni la possibilità di avere libere elezioni; e c’è la presenza della Federazione russa per garantire l’ordine pubblico. I russi garantiscono ordine. Putin è una persona democratica e di buonsenso.

 

 

Aggiornamento (23 aprile 2008): licenziato il diretto del tabloid  Mostovsky Korrespondent su cui erano state pubblicate le prime indiscrezioni sulla relazione extraconiugale del Presidente Russo. La decisione è dell'editore che ha sospeso la pubblicazione, affermando che non vi è alcune interferenza da parte del Cremlino ma perchè le informazioni sono state pubblicate senza una attenta verifica della loro attendibilità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Neppure Mussolini aveva un monopolio televisivo della dimensione di quello di Berlusconi
Umberto Bossi

 

Conferenza stampa a Villa Certosa, che ritorna ad essere luogo istituzionale per le visite di Stato, il premier in pectore finge di mitragliare una giornalista. Una semplice boutade, un teatrino ai quali Silvio Berlusconi ci ha abituati nella passata esperienza di governo, sul quale non speculare e non urlare allo scandalo. Certo. Ma al fianco di Berlusconi lo scorso 18 aprile a Villa Certose c’era lo zar Vladimir Putin e la giornalista era una rappresentate di quella stampa russa che negli ultimi anni non ha avuto vita facile. Negli ultimi cinque anni, infatti, quindici giornalisti sono stati uccisi in Russia, in circostanze misteriose, senza mai individuare i colpevoli. Tra tutti il caso di Anna Stepanovna Politkovskaja uccisa nell’ascensore di casa il 7 ottobre 2006. Con i suoi reportage sulla Cecenia [1] era una delle voci di dissenso più forti nei confronti del Presidente e della politica russa in Cecenia. Sulla sua morte sono ancora molte le ombre, ma l’opinione internazionale è ormai convinta che siano forti le responsabilità del Presidente Putin. E allora la “mitragliata” diventa qualcosa di più di una semplice gaffe. E fa pensare la scelta di incontrare come primo capo di stato estero una delle personalità più controverse e discusse della politica internazionale soprattutto per quanto riguarda il rapporto con la stampa. La domanda posta dalla giornalista Natalia Melikova, della testata Nezavsinaya Gazeta, riguardava una possibile relazione extraconiugale del premier russo. Putin ha tuonato che la sua vita privata non affare della stampa. Una risposta legittima a una domanda di poco conto se osserviamo il tutto dalla nostra ottica. Ma la giornalista russa Masha Kolobok così ha scritto su Articolo21: A Villa Certosa è stato infranto un tabù. Una domanda diretta al leader del Cremlino sulla sua vita privata. “E’ vero signor Presidente che sta per sposare la campionessa e deputata della Russia Unita Alina Kabaeva?” Un fatto inaudito anche perché nella Mosca post sovietica questa stessa domanda verrebbe interpretata così: “Signor Presidente, lei che è un padre della patria e garante della stabilità nazionale. È vero che avrebbe lasciato la sua compagna di sempre, una cinquantenne e goffa Liudmila, per una giovane e ambiziosa ragazza che potrebbe essere sua figlia?”  Poche decine di anni fa un dirigente sovietico avrebbe pagato una love-story del genere con immediate dimissioni, esilio, e oblio. Ecco perché certe domande soprattutto durante un vertice internazionale non andrebbero mai fatte» Leggi tutto l’articolo: http://www.articolo21.info/notizia.php?id=6610.

E se in Russia ai giornalisti si spara davvero, mitragliate metaforiche in Italia ne sono partite tante nei mesi e negli anni passati. Perseguendo lo stesso effetto: spegnere le voci del dissenso e dell’informazione e soprattutto, impedire che in questo Paese possano essere raccontati i FATTI. Ma Enzo Biagi, nel giorno che oggi si festeggia, un anno fa, è tornato a far sentire la sua voce, anche se per pochi mesi, prima di lasciarsi il 6 novembre scorso. Sabina Guzzanti, Daniele Luttazzi e Marco Travaglio riempiono teatri e i loro libri o film sono casi editoriali. L’informazione migliore ha imparato a resistere, resistere, resistere. Ma forse sono questi e pochi altri i nomi di coloro che cercano di combattere il conformismo mediatico, le autocensure e il servile silenzio.

Cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo governo Berlusconi? Eugenio Scalfari in occasione di una conferenza sulla Metamorfosi del quarto potere (20 aprile ’08) durante il Festival della Filosofia tenutosi a Roma e dedicato al Sessantotto, ha affermato che nuovi editti bulgari dipenderanno da «Fino a che punto saranno rispettosi della legalità, oppure no». Le premesse non lasciano ben sperare. Le principali responsabilità tutte da addossare al centrosinistra che, ancora una volta, non ha voluto risolvere il conflitto di interessi e portare avanti il ddl Gentiloni nel rispetto delle promesse fatte nel 1994 a Berlusconi, come dimostra questa dichiarazione dell'On. Violante alla Camera nel 2003:

Dal film di Sabina Guzzanti W Zapatero

Cavallo di battaglia tradizionale delle campagne elettorali del centrosinistra, per la prima volta l'argomento del conflitto di interessi e del rapporto di Berlusconi con i media non è stato toccato nella campagna 2008. Poiché ormai si è capito, forse troppo tardi, che non è negli interessi di nessun politico andare contro gli interessi di Silvio Berlusconi. Solo Antonio Di Pietro ha parlato dell'urgenza di intervenire in questo ambito dopo un'eventuale vittoria elettorale. Ma in una campagna elettorale votata al fallimento e al buonismo verso l'avversario una promessa di questo tipo suona, ancora una volta, come una grande presa in giro dell'elettorato.

 Si diceva, cosa ci riserva il futuro? In una videochat al Corriere della Sera dei primi di aprile, Berlusconi ha detto all’intervistatore Pierluigi Battista: «l'editto bulgaro è una delle grandi menzogne. Io non ho mandato a casa Santoro. Ho soltanto detto a Biagi e Santoro di non fare un uso criminoso della tv, cosa che Santoro continua impunemente a fare». Ad Omnibus del 10 aprile, su La7, Berlusconi viene incalzato da Atonio Polito sulla volontà di ripetere un editto bulgaro nel caso di vittoria alle elezioni. Questa è la risposta di Berlusconi, che non lascia prevedere un buon futuro per la libertà dell’informazione nel nostro Paese: [… ]

... Santoro basta che la gente guardi ancora oggi quello che combina Santoro e che fa combinare a Travaglio nella sua trasmissione per capire che e’ qualcosa che in una moderna democrazia non si dovrebbe permettere perchè che Travaglio possa accusare chiunque di tutto, e di più senza avere un contraddittorio

È la medesima motivazione con la quale Berlusconi denunciò, tramite lo studio Previti, Luttazzi per le dichiarazioni rilasciate da Marco Travaglio nell’ultima puntata di Satyricon sul passato del Cavaliere. La causa, in cui Berlusconi chiedeva 40 milioni di euro di risarcimento, è stata vinta da Luttazzi poiché Travaglio aveva raccontato fatti ed inoltre i fatti non hanno bisogno di contraddittorio, non sono opinioni. Continua poi Polito ad Omnibus:

quindi licenzia Travaglio allora

Berlusconi: è una cosa che non dovrebbe essere possibile in un servizio pubblico pagato coi soldi di tutti,

Polito: che fa lo licenzia Travaglio?

Berlusconi:  porto a confronto ciò che han fatto le reti che io ho fondato e da cui mi sono distaccato quattordici anni fa, non c’e’ nella storia di Mediaset una sola, non solo un solo ciclo di trasmissioni alla Santoro, ma una sola trasmissione, uno speciale che sia d’attacco alla sinistra o personaggi di interesse della sinistra [sic!]

Polito: però Presidente Tremonti ad Annozero ci è andato tranquillamente ha esposto le sue ragioni cioè…

Berlusconi: scusi, sia oggettivo  Direttore lei si vergognerebbe  di aver qui una trasmissione come Annozero e non la permetterebbe mai, che poi ogni tanto ci siano degli alibi per cui fanno arrivare Tremonti, e in quella trasmissione lo fanno parlare, questo e’ l’alibi che non contraddice la regola della trasmissione.

Polito: ma Presidente, ma la mia domanda e’ proprio questa: la chiudete Annozero?

Berlusconi: ma non sarò  io, io non ho mai, nemmeno, nemmeno, non ho mai, con…io sono l’editore più liberale che sia mai comparso sulla scena editoriale italiana […] .


 

Tommaso Martini tommasomartii@sindromedistedhal.com

22 aprile 2008


[1] (e ricordiamo che nel febbraio 2006, Berlusconi dichiarò: in Cecenia c’è questo: una resistenza che ricorre alla violenza e che non vuole aprirsi al dialogo nemmeno dopo che è stata data ai cittadini ceceni la possibilità di avere libere elezioni; e c’è la presenza della Federazione russa per garantire l’ordine pubblico. I russi garantiscono ordine. Putin è una persona democratica e di buonsenso)

 

 

 

 

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola