Quale futuro per
l'informazione in Italia dopo la vittoria del centrodestra.
Grazie a un centrosinistra che non ha voluto affrontare le
questioni chiave del panorama della comunicazione.
[1]
Ricordiamo che nel febbraio 2006, Berlusconi dichiarò:
in Cecenia c’è
questo: una resistenza che ricorre alla violenza e che non vuole aprirsi al
dialogo nemmeno dopo che è stata data ai cittadini ceceni la possibilità di
avere libere elezioni; e c’è la presenza della Federazione russa per garantire
l’ordine pubblico. I russi garantiscono ordine. Putin è una persona democratica
e di buonsenso.
Aggiornamento
(23 aprile 2008): licenziato il diretto del tabloid Mostovsky
Korrespondent su cui erano state pubblicate le prime indiscrezioni sulla
relazione extraconiugale del Presidente Russo. La decisione è dell'editore che
ha sospeso la pubblicazione, affermando che non vi è alcune interferenza da
parte del Cremlino ma perchè le informazioni sono state pubblicate senza una
attenta verifica della loro attendibilità.
Neppure Mussolini aveva un monopolio
televisivo della dimensione di quello di Berlusconi Umberto
Bossi
Conferenza stampa a Villa Certosa, che ritorna ad essere
luogo istituzionale per le visite di Stato, il premier in
pectore finge di mitragliare una giornalista. Una semplice
boutade, un teatrino ai quali Silvio Berlusconi
ci ha abituati nella passata esperienza di governo, sul
quale non speculare e non urlare allo scandalo. Certo. Ma al
fianco di Berlusconi lo scorso 18 aprile a Villa
Certose c’era lo zar Vladimir Putin e la
giornalista era una rappresentate di quella stampa russa che
negli ultimi anni non ha avuto vita facile. Negli ultimi
cinque anni, infatti, quindici giornalisti sono stati uccisi
in Russia, in circostanze misteriose, senza mai individuare
i colpevoli. Tra tutti il caso di Anna Stepanovna
Politkovskaja uccisa nell’ascensore di casa il 7
ottobre 2006. Con i suoi reportage sulla Cecenia
[1] era una
delle voci di dissenso più forti nei confronti del
Presidente e della politica russa in Cecenia. Sulla sua
morte sono ancora molte le ombre, ma l’opinione
internazionale è ormai convinta che siano forti le
responsabilità del Presidente Putin. E allora la
“mitragliata” diventa qualcosa di più di una semplice
gaffe.
E fa pensare la scelta di incontrare come primo capo di
stato estero una delle personalità più controverse e
discusse della politica internazionale soprattutto per
quanto riguarda il rapporto con la stampa. La domanda posta
dalla giornalista Natalia Melikova,
della testata Nezavsinaya Gazeta, riguardava una
possibile relazione extraconiugale del premier russo. Putin
ha tuonato che la sua vita privata non affare della stampa.
Una risposta legittima a una domanda di poco conto se
osserviamo il tutto dalla
nostra ottica. Ma la giornalista russa Masha Kolobok così ha
scritto su
Articolo21:
A Villa Certosa è stato infranto un
tabù. Una domanda diretta al leader del Cremlino sulla sua
vita privata. “E’ vero signor Presidente che sta per sposare
la campionessa e deputata della Russia Unita Alina Kabaeva?”
Un fatto inaudito anche perché nella Mosca post sovietica
questa stessa domanda verrebbe interpretata così: “Signor
Presidente, lei che è un padre della patria e garante della
stabilità nazionale. È vero che avrebbe lasciato la sua
compagna di sempre, una cinquantenne e goffa Liudmila, per
una giovane e ambiziosa ragazza che potrebbe essere sua
figlia?”
Poche decine di anni fa un dirigente sovietico avrebbe
pagato una love-story del genere con immediate dimissioni,
esilio, e oblio. Ecco perché certe domande soprattutto
durante un vertice internazionale non andrebbero mai fatte»
Leggi tutto l’articolo:
http://www.articolo21.info/notizia.php?id=6610.
E se in Russia ai giornalisti si spara davvero, mitragliate
metaforiche in Italia ne sono partite tante nei mesi e negli
anni passati. Perseguendo lo stesso effetto: spegnere le
voci del dissenso e dell’informazione e soprattutto,
impedire che in questo Paese possano essere raccontati i
FATTI. Ma Enzo Biagi, nel giorno che oggi si
festeggia, un anno fa, è tornato a far sentire la sua voce,
anche se per pochi mesi, prima di lasciarsi il 6 novembre
scorso. Sabina Guzzanti, Daniele Luttazzi
e Marco Travaglio riempiono teatri e i loro libri o film
sono casi editoriali. L’informazione migliore ha imparato a
resistere, resistere, resistere. Ma forse sono questi
e pochi altri i nomi di coloro che cercano di combattere il
conformismo mediatico, le autocensure e il servile silenzio.
Cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo governo Berlusconi? Eugenio Scalfari in occasione di una conferenza
sulla Metamorfosi del quarto potere (20 aprile ’08) durante
il Festival della Filosofia tenutosi a Roma e dedicato al
Sessantotto, ha affermato che nuovi editti bulgari
dipenderanno da «Fino a che punto saranno rispettosi della
legalità, oppure no». Le premesse non lasciano ben sperare.
Le principali responsabilità tutte da addossare al
centrosinistra che, ancora una volta, non ha voluto
risolvere il conflitto di interessi e portare avanti il ddl
Gentiloni nel rispetto delle promesse fatte nel 1994 a
Berlusconi, come dimostra questa dichiarazione dell'On.
Violante alla Camera nel 2003:
Dal film di Sabina
Guzzanti W Zapatero
Cavallo di
battaglia tradizionale delle campagne elettorali del
centrosinistra, per la prima volta l'argomento del conflitto
di interessi e del rapporto di Berlusconi con i media
non è stato toccato nella campagna 2008. Poiché ormai si è
capito, forse troppo tardi, che non è negli interessi di
nessun politico andare contro gli interessi di Silvio
Berlusconi. Solo Antonio Di Pietro ha parlato
dell'urgenza di intervenire in questo ambito dopo
un'eventuale vittoria elettorale. Ma in una campagna
elettorale votata al fallimento e al buonismo verso
l'avversario una promessa di questo tipo suona, ancora una
volta, come una grande presa in giro dell'elettorato.
Si diceva, cosa ci riserva il futuro? In una
videochat al Corriere della Sera dei primi di aprile,
Berlusconi ha detto all’intervistatore Pierluigi Battista: «l'editto
bulgaro è una delle grandi menzogne.
Io non ho mandato a casa Santoro. Ho soltanto detto a Biagi
e Santoro di non fare un uso criminoso della tv, cosa che
Santoro continua impunemente a fare». Ad Omnibus del 10
aprile, su La7, Berlusconi viene incalzato da Atonio Polito
sulla volontà di ripetere un
editto
bulgaro nel caso di
vittoria alle elezioni. Questa è la risposta di Berlusconi,
che non lascia prevedere un buon futuro per la libertà
dell’informazione nel nostro Paese: [… ]
...
Santoro basta che la gente guardi ancora oggi quello che
combina Santoro e che fa combinare a Travaglio nella sua
trasmissione per capire che e’ qualcosa che in una
moderna democrazia non si dovrebbe permettere perchè che
Travaglio possa accusare chiunque di tutto, e di più
senza avere un contraddittorio
È la medesima motivazione con la quale Berlusconi denunciò,
tramite lo studio Previti, Luttazzi per le dichiarazioni
rilasciate da Marco Travaglio nell’ultima puntata di
Satyricon sul passato del Cavaliere. La causa, in cui
Berlusconi chiedeva 40 milioni di euro di risarcimento, è
stata vinta da Luttazzi poiché Travaglio aveva raccontato
fatti ed inoltre i fatti non hanno bisogno di
contraddittorio, non sono opinioni. Continua poi Polito ad
Omnibus:
quindi licenzia Travaglio allora
Berlusconi:
è una cosa che non dovrebbe essere possibile in
un servizio pubblico pagato coi soldi di tutti,
Polito:
che fa lo licenzia Travaglio?
Berlusconi: porto a confronto ciò che han fatto le reti che
io ho fondato e da cui mi sono distaccato quattordici anni
fa, non c’e’ nella storia di Mediaset una sola, non solo un
solo ciclo di trasmissioni alla Santoro, ma una sola
trasmissione, uno speciale che sia d’attacco alla sinistra o
personaggi di interesse della sinistra [sic!]
Polito:
però Presidente Tremonti ad Annozero ci è andato
tranquillamente ha esposto le sue ragioni cioè…
Berlusconi:
scusi, sia oggettivo Direttore lei si
vergognerebbe di aver qui una trasmissione come Annozero e
non la permetterebbe mai, che poi ogni tanto ci siano degli
alibi per cui fanno arrivare Tremonti, e in quella
trasmissione lo fanno parlare, questo e’ l’alibi che non
contraddice la regola della trasmissione.
Polito:
ma Presidente, ma la mia domanda e’ proprio questa:
la chiudete Annozero?
Berlusconi:
ma non sarò io, io non ho mai, nemmeno,
nemmeno, non ho mai, con…io sono l’editore più liberale che
sia mai comparso sulla scena editoriale italiana […] .
[1]
(e ricordiamo che nel febbraio 2006,
Berlusconi dichiarò:
in Cecenia
c’è questo: una resistenza che ricorre alla violenza
e che non vuole aprirsi al dialogo nemmeno dopo che
è stata data ai cittadini ceceni la possibilità di
avere libere elezioni; e c’è la presenza della
Federazione russa per garantire l’ordine pubblico. I
russi garantiscono ordine. Putin è una persona
democratica e di buonsenso)
Periodico registrato
il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore
Tommaso Martini
Direttore responsabile Edoardo
Semmola