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Redazione

 

La tv di Enzo Biagi
di Martina Manescalchi

La parabola televisiva di Enzo Biagi, aperta e chiusa da RT- Rotocalco televisivo, dal 1962 al 2007, con l'interruzione causata dalla nebbia della politica.

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31 marzo 1962
RT-Rotocalco Televisivo

 

 

 

 

 

Terza B -
Facciamo l'appello
Itervista a Pier Paolo Pasolini

 

 

 

 

 

 

 

28 dicembre 1983
Film Dossier
Intervista a Giuseppe Fava

1985
Linea Diretta
Intervista a Ali Agca

 

4 febbraio 1986
Spot
Intervista a Silvio Berlusconi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

10 maggio 2001
Il Fatto
Intervista a Roberto Benigni

 

22 aprile 2007

RT-Rotocalco Televisivo

 

 

 

 

 

«Questa professione è un po’ come un acquedotto che deve portare nelle case acqua potabile»
Enzo Biagi

 

Il rapporto di Enzo Biagi con la televisione non è mai stato troppo sereno. Sempre in bilico tra il giornalismo d'inchiesta e le minacce dei dirigenti, più volte è stato allontanato dalla rete pubblica, non ostante l'indiscutibile preparazione, le straordinarie capacità ed il successo di pubblico.

Dalle accuse di comunismo all'Edito bulgaro, ecco un breve excursus della carriera televisiva del compianto giornalista.

 La prima apparizione in tv risale al marzo 1962, un anno dopo essere diventato, tra mille polemiche, direttore del Telegiornale Rai. Biagi lancia RT-Rotocalco Televisivo, un programma settimanale  in nove puntate che si occupa di mafia utilizzando per la prima volta lo stile dell'inchiesta giornalistica. Sono entrati nell'antologia del giornalismo i servizi realizzati su Corleone, Bernardo Provenzano e Totò Riina. Non ostante l'indiscussa qualità degli approfondimenti proposti, nel 1963 – dopo aver tenuto a battesimo il Telegiornale della seconda rete - è costretto ad abbandonare la Rai a causa delle accuse di comunismo da parte di Saragat e delle continue pressioni politiche. Commenterà così le sue dimissioni: «Ero l'uomo sbagliato al posto sbagliato: non sapevo tenere gli equilibri politici, anzi proprio non mi interessavano e non amavo stare al telefono con onorevoli e sottosegretari. Volevo fare un telegiornale (...) che fosse al servizio del pubblico, non al servizio dei politici».

 Dopo cinque anni di assenza, nel 1968 torna in Rai per realizzare nuovi programmi di approfondimento. Nel 1969 conduce Dicono di lei dove, a tu per tu con innumerevoli personaggi famosi, si cimenta nella pratica che diventerà il suo cavallo di battaglia e che è riuscito a trasformare in arte: l'intervista. Segue, due anni dopo, il grande successo di Terza B, facciamo l'appello, appuntamento giornalistico di colore in cui note personalità del mondo dello spettacolo e non vengono messi in contatto con amici d'infanzia, ex compagni di scuola, primi amori. Vi prenderà parte, fra gli altri, Pier Paolo Pasolini.

 Nel 1977 comincia la conduzione di Proibito, settimanale di Rai Due in prima serata dedicato ai temi di stretta attualità. All'interno di esso cura due importanti cicli di inchieste internazionali: Douce France nel 1978  e Made in England nel 1980. Per entrambi viene adottata la medesima formula: si tratta, appunto di inchieste su cultura, politica e costume delle società francesi ed inglesi effettuate attraverso interviste a personaggi di spicco e gente comune. Biagi non è mai presente in video ed è la sua voce fori campo che accompagna i filmati. Proibito, per la completezza dei contenuti integrati da interviste e reportage e per le innovative modalità di trasmissione, riscuote un grandissimo successo di pubblico. Da ricordare, oltre al controverso faccia a faccia con Michele Sindona, l'incontro con Gheddafi subito all'indomani della strage di Ustica. Il dittatore dichiara pubblicamente che si è trattato di un fallito attentato alla sua persona da parte degli Stati Uniti. L'intervista solleva un polverone di polemiche in tutto il mondo e viene censurata dalla Rai, che la manderà in onda solanto dopo un mese.

 Nel 1982 inaugura la prima edizione di Film Dossier, programma sperimentale in onda su Rai Uno che cerca di coinvolgere lo spettatore sui più scottanti temi di attualità attraverso delle pellicole scelte ad hoc.  Al termine del film segue il dibattito in studio, durante il quale gli spettatori votano le ipotesi conclusive proposte dal conduttore, accendendo o spegnendo le luci di casa. L’esito è comunicato in diretta dall'Enel, che lo desume dal calcolo dei consumi elettrici a livello nazionale. È l'inizio dell'interattività

L'anno seguente conduce sulla terza rete La guerra e dintorni, dedicato agli episodi meno noti della Seconda Guerra Mondiale.

Il 1983 è anche l'anno che inaugura il fortunatissimo Linea diretta, che andrà in onda su Rai Uno fino al 1985, per poi riprendere per un anno nel 1989. Nel corso della trasmissione Enzo Biagi ricostruisce minuziosamente fatti di cronaca con l'intervento diretto dei protagonisti che ne svelano i retroscena. Famosi gli interventi di Ali Agca, Francesco Pazienza e Francesca Mambro.

 Nel 1986 parte Spot, altro settimanale giornalistico in quindici puntate. I temi di attualità sono trattati  attraverso interviste a personaggi del mondo della politica, dell'economia, della scienza e dello spettacolo che Biagi chiama a rendere conto dei propri comportamenti, delle dichiarazioni incoerenti e delle dicerie sul proprio conto. È nel corso di Spot che il giornalista realizza alcune interviste divenute storiche: a Gheddafi dentro una tenda, solo alcune ore prima del bombardamento statunitense nei pressi di Tripoli; a Gorbaciov sulla neonata perestrojka; a Silvio Berlusconi sulla benevolenza del Governo Craxi nei confronti delle sue emittenti.

Ironia della sorte, lo stesso Berlusconi lo corteggia invano per averlo nella sua scuderia. Biagi rifiuta, temendo per la propria libertà di espressione.

Nel 1987 e nel 1988 vanno in onda, rispettivamente, undici e diciotto puntate de Il Caso che, partendo dall'Aids, si concentra nell'approfondimento di singole tematiche.

Il 1989 è l'anno della caduta del muro di Berlino e Biagi si dedica alla conduzione di Terre Lontane e Terre Vicine, che hanno come tema portante, appunto, i mutamenti economico-sociali nei paesi ex comunisti dell'Est.

 Gli anni Novanta segnano l'inizio delle monumentali trasmissioni tematiche. Nel 1990 realizza e conduce Che succede all'Est?, interamente dedicata alla caduta dei regimi comunisti. Nel 1991 Dieci comandamenti all'italiana gli vale i complimenti di Giovanni Paolo II e segna l'inizio della storica amicizia con il cardinale Ersilio Tonini, allora arcivescovo di Ravenna. Il programma, pur se fortemente legato alla cronaca, nasce con una forte impronta di stampo etico-sociale ed ospita religiosi, politici ed opinionisti.

Nel 1992 riesce a portare per la prima volta in video Tommaso Buscetta. La trasmissione è Una Storia, striscia quotidiana di 15 minuti che precede il tg e che affronta un tema al giorno, sempre attraverso la voce di protagonisti e testimoni. Ad affiancare Biagi in studio ci sono Giuseppe Pontiggia, Ersilio Tonini, Renato Siguertà, Giuseppe Turani e Giulio Gioriello.

 Il 1993 è un anno molto florido e Biagi è in video con ben tre programmi: Tocca a noi, approfondimento sull'attualtà; La lunga marcia di Mao, sei puntate sulla Cina;  Le inchieste di Enzo Biagi.

Nel 1994 con Processo al Processo offre agli spettatori un ampio spettro di riflessioni sul discusso affair Tangentopoli, analizzando la questione passo dopo passo a partire dalle profonde radici politiche. Di grande impatto l'incontro televisivo con l'allora giudice assurto ed eroe Antonio Di Pietro.

 Nel 1995 va in onda la prima puntata de Il Fatto, appuntamento quotidiano di cinque minuti con il giornalista che, subito dopo il tg di prima serata, commenta un particolare argomento del giorno. Registrando quasi sempre il record degli ascolti, proseguirà fino all'edizione 2001/2002, quando ne viene bloccata la trasmissione. Il pretesto sono alcune dichiarazioni contro Berlusconi rilasciate a ridosso del voto da Roberto Benigni e Indro Montanelli. Enzo Biagi viene accusato dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di uso criminoso della televisione pubblica e denunciato all'Autorità per le Garanzie nelle Telecomunicazioni per violazione della par condicio. Non ostante l'assoluzione con formula piena, a Biagi non viene permesso di continuare la sua trasmissione.

 Per vederlo di nuovo in tv dovremo aspettare 1l 22 aprile 2007, data che ne segna l'attesissimo ritorno con il programma che porta lo stesso titolo di quello che ne ha visto l'esordio: RT-Rotocalco Televisivo.

Il Biagi che ci appare sullo schermo è stanco, provato ed invecchiato, ma si distingue ancora per precisione, sobrietà e preparazione e va avanti con grande successo per otto puntate. Purtroppo la trasmissione non può riprendere, come era previsto, in autunno a causa delle sempre più critiche condizioni di salute del giornalista che si spegnerà il sei gennaio successivo. 

Ricordiamo il toccante discorso fatto in apertura della prima puntata di RT-Rotocalco Televisivo:  

« Buonasera, scusate se sono un po' commosso e magari si vede. C'è stato qualche inconveniente tecnico e l'intervallo è durato cinque anni. C'eravamo persi di vista, c'era attorno a me la nebbia della politica e qualcuno ci soffiava dentro… Vi confesso che sono molto felice di ritrovarvi. Dall'ultima volta che ci siamo visti, sono accadute molte cose. Per fortuna, qualcuna è anche finita».

Martina Manescalchi martinamanescalchi@sindromedistendhal.com

22 aprile 2008

 

 

 

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola