Musiche per non dimenticare

La Fanfara Zinganka: musiche e danze ebraiche, rom e armene per il Giorno della Memoria 2007.

     

  

 

In occasione della Giornata istituita per commemorare le vittime del nazismo e della Shoah, il Comune e l’ Assessorato alla Cultura della città di Verona promuovono ormai da molti anni una “serata della memoria”. Quest’anno l’incontro si è svolto mercoledì 24 gennaio presso l’aula magna delle Scuole Medie “Fincato-Rosani.

Il programma prevedeva  un’introduzione di carattere storico-giuridico curata da due relatori di prestigio: prof. M. Zangarini, direttore Istituto Veronese per la Storia della Resistenza e il dott. B. Costantini Procuratore Capo Militare di Verona.

Il dibattito è stato poi accompagnato da “intervalli musicali sul tema”, curati dalla Fanfara Ziganka.

La Fanfara Ziganka è un sestetto di musicisti veronesi, ciascuno proveniente da esperienze musicali differenti, che ha voluto ritrovarsi per condividere il piacere di eseguire e lavorare su musica dell’est Europa.

I sei musicisti:Marco Mozzo al clarinetto, Davide Zambelli al sax soprano,alto e flauti dolci, Giuseppe Zambon alla fisarmonica, Renzo Segala al sax basso e al clarinetto basso, Tommaso Castiglioni alle percussioni, Emanuela Perlini canto, danza, percussioni e arrangiamenti, si sono presentati con costumi tradizionali e hanno dimostrato una notevole capacità di trasmettere allegria e di coinvolgere il pubblico oltre che con l’esecuzione di brani anche con danze e gesti tipici della tradizione popolare a cui era dedicata la serata.

Il programma musicale è stato suddiviso in tre interventi:       

Una Suite di quattro danze provenienti dalla tradizione klezmer, dedicati al popolo ebraico.

La musica klezmer è “musica dell’anima”, viene da un’interiorità profonda e vuole raggiungere il cuore. I sei musicisti con i loro strumenti, vogliono toccare l’animo degli ascoltatori e creare emozioni.

La Suite unisce melodie appassionate, ritmi vivaci ed atmosfere piene di colore, ma nonostante ciò non si può non notare un sottofondo doloroso che la pervade.

Questo tipo di musica venne tramandata attraverso i secoli da generazioni di musicisti, traendo origine dal ceppo antichissimo della musica religiosa ebraica, per poi contaminarsi ed arricchirsi con elementi dei paesi in cui gli ebrei si ritrovarono a vivere: Germania, Ungheria, Boemia, Bulgaria, Turchia, Grecia.

 Danze dedicate al genocidio della popolazione armena.

La profondità e intensità della tradizione folcloristica armena è principalmente associata alla voce umana; caratteristico, infatti, l’ultimo brano di questa sezione abbellito da una “danza gridata” in cui, la danzatrice accompagna il proprio ballo con melodie e suoni della voce. Il padre della musica armena fu Soghomon Soghomonian - prese il nome dello scrittore di inni del VII secolo Komitas - con le sue trascrizioni e i mirabili arrangiamenti dei canti folcloristici.

 Brani dedicati al popolo Rom, anch’esso perseguitato e deportato nei campi di sterminio nazisti.

Oggi le musiche rom riempiono con sempre maggiore irruenza le strade d'Italia col loro universo di emozioni e suggestioni.
Spesso ridotte a musiche da mendicanti e come tali trattate, le musiche rom hanno pervaso la storia musicale dell'occidente senza che ne resti memoria, da Liszt, Brahms, Schubert, Ravel, Debussy, Dvorak, per finire a Goran Bregovich.
E' una musica dai tratti dissonanti, malinconici, ribelli, ma allo stesso tempo una musica viva, briosa, piena di ritmi incalzanti e di vita. Il ritmo passa fluido e libero attraverso tempi diversi; la linea melodica è delicata e si intreccia con perifrasi e arpeggi, scale furiose ed improvvisazioni. Il tutto ispirato dal sentimento e dalla spontaneità, ma anche da una grande sapienza.

"Per la maggior parte dei casi i dilettanti europei, gli insegnanti di musica e soprattutto i maestri dei Conservatori cominciarono a non capire nulla di codesto sistema, per il quale ci si immerge, con un tratto brusco, nel fluido immateriale che la musica sprigiona in tratto così intenso. Non tutti possono capacitarsi di come un uomo ragionevole possa passare senza preambolo alcuno da una tonalità di un sentimento, rappresentata in arte da una tonalità musicale, in quella che è la sua opposta; e che possa passare d'un tratto da una forma all'altra, con cui la prima non ha nesso, così come il Rom si getta da uno stato d'animo ad uno contrario, senza alcun perché, senza aspettare la lenta decrescenza del primo sentimento e la successiva formazione del nuovo." (F. Liszt, 1859).

 In conclusione, quindi, complimenti alla Fanfara Ziganka, esibitasi in un concerto di buon spessore e di ottimo impatto sonoro, caratterizzato da una forte carica di coinvolgimento.

 

                            (“Tutti coloro che dimenticano il loro passato, sono condannati a riviverlo.” P. Levi)


 Matteo Rigotti matteorigotti@sindromedistendhal.com 

27 gennaio 2007

 

Sito curato da Tommaso Martini (spleen85@yahoo.it;)
per collaborare con www.sindromedistendhal.com scrivimi info@sindromedistendhal.com o contattami con Skype:

My status