Lei sogna a colori?

Una biografia del grande compositore ebreo Gyorgy Ligeti, scomparso l'anno scorso, che  conobbe la drammaticità delle persecuzioni naziste e vide deportata l'intera famiglia ad Auschwitz.

     

Courtesy ALET edizioni

Lei sogna a colori?
Gyorgy Ligeti, Eckhard Roelcke

Casa editrice ALET Collana: DIORAMI

p. 256 - 19 €

  

 Vorrei riproporre il libro-intervista curato dal giornalista e scrittore tedesco Eckhard Roelcke uscito nel 2004 per ricordare il grande artista ungherese scomparso pochi mesi fa (giugno 2006).

Considerato come uno fra i più importanti compositori di musica strumentale del XX secolo ha sviluppato una ricerca personale che, partita da influssi bartokiani, ha creato nuove strutture ed impasti sonori.

   Questo “colloquio” con György Ligeti ci fa conoscere una persona saggia e lucida che intreccia memorie indistricabili di vita e arte: dai ricordi di giovinezza ai tempi del conservatorio, dai corsi di Darmstadt alle sue partiture policrome; che spiazza il suo interlocutore con domande improvvise: “Lei sogna in bianco e nero o a colori?” “Sa come è fatta la struttura chimica della clorofilla?” “Conosce le Carceri del Piranesi?”.

   Ligeti nato nel 1923 in Romania da una famiglia di origine ebraica iniziò lo studio della composizione e del pianoforte all’età di 14 anni, l’interesse della musica fu sempre affiancato dalla passione per la matematica e la biologia. La sua educazione fu interrotta nel gennaio del ’44 per l’obbligo ai lavori forzati causati dall’entrata in guerra della Romania e dell’Ungheria al fianco di Hitler. Le minoranze scomode per la politica ungherese -cioè tutti gli ebrei, gli zingari, i rumeni, i serbi, gli ucraini- non combattevano in armi ma venivano chiamati al lavoro coatto perché considerati inaffidabili. Ligeti nonostante il lavoro pericoloso e massacrante riuscì a sopravvivere all’orrore della guerra. Non fu così per la sua famiglia che fu deportata al campo di concentramento di Auschwitz (3˚ capitolo “Il lavoro coatto nell’esercito”). Dopo la guerra riprende i suoi studi laureandosi nel 1949; continua le sue ricerche sulla musica popolare rumena e comincia ad insegnare armonia e contrappunto al conservatorio di Budapest.

Nel dicembre del 1956, due mesi dopo la repressione della rivolta ungherese attuata dall’esercito sovietico, fuggì a Vienna. Qui ebbe la possibilità di incontrare personaggi del calibro di Karlheinz Stockhausen e Gottfried Michael König, entrambi compositori d’avanguardia dediti alla musica elettronica. Ligeti, affascinato dalla novità e dalla potenzialità dei nuovi strumenti collaborò con loro nello studio a Köln e compose musica propria. Da questo periodo in poi la sua fortuna musicale cominciò a crescere, le commissioni e le esecuzioni si infittirono fino a farlo diventare uno dei compositori più “famosi” ed eseguiti”.

Il suo nome però è diventato veramente noto al vasto pubblico per l’impiego della sua musica nei film di Stanley Kubrick, se qualcuno è interessato a leggere questo libro per avere notizie e retroscena indirette del grande regista resterà deluso; il musicista  menziona solamente  la causa che gli fece per l’uso non autorizzato di brani per 2001: Odissea nello spazio.

Mauro Tonolli maurotonolli@sindromedistendhal.com

27 gennaio 2007

 

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