È
alta, è snella, forse sui settanta, capelli argentei,
soignèè, né nera né bianca, un chiaro e dorato color rum…è
un’ aristocratica della Martinica…Ci troviamo seduti sulla
terrazza della sua abitazione…Tre camaleonti verdi si rincorrono
attraverso la terrazza; uno si ferma ai piedi di Madame facendo
guizzare la sua lingua e lei commenta:- Camaleonti. Creature
straordinarie. Come riescono a mutare colore. Rosso. Giallo.
Verdino. Rosa. Lavanda. E lo sapeva che amano moltissimo la
musica? Mi osserva con i suoi begli occhi neri. Non mi
crede?
Da Musica
per camaleonti(1980)
Truman
Capote (1924-1984), scrittore
americano dal talento indiscusso e giornalista di rara bravura,
è talvolta descritto come un personaggio amorale, avvezzo al
vizio e alla critica graffiante, con una visione del mondo
cinica e disincantata.
Amante della
provocazione e sarcastico giudice del perbenismo, Capote scrisse
romanzi da cui traspaiono, tuttavia, amore sincero e
interesse antropologico nei confronti degli eccentrici, della
gente solo all’apparenza comune e dei lati nascosti
delle celebrità che amava privare di ogni orpello divino.
La sua
capacità di adattarsi ad ogni situazione e di confrontarsi con
le più disparate tipologie di interlocutori è mirabilmente
descritta dalla prosa vivace e brillante del testo: Musica
per camaleonti, pubblicato per la prima volta nel 1980.
Il libro, che ha il
titolo del primo racconto, raccoglie una serie di storie, un
mini romanzo di cronaca nera e dei ritratti dialogati che
evidenziano le speciali doti camaleontiche di Capote:
la maestria nel cambiare genere narrativo mantenendo uno
stile inconfondibile, e l’arte di mimetizzarsi sullo sfondo
delle diverse narrazioni per lasciare affiorare, in primo
piano, l’immagine dei personaggi incontrati e il loro
speciale modo di accostarsi al mondo.
I
racconti sono efficaci inquadrature
dei protagonisti descritti con incongruenze e peculiarità:
un’aristocratica della Martinica, elegante e culturalmente
distante; il signor Jones, vicino di casa misterioso; una donna
radiosa e un po’ tocca; una signora che tradisce il
marito col suo analista; una fattoressa dell’Alabama,
straordinariamente ospitale; e, infine, Truman da bambino,
tormentato da un segreto inenarrabile.
Il romanzo breve
intitolato: Bare intagliate a mano è, invece, simile ad
un reportage, e ricostruisce, con attenzione ai dettagli, una
serie di cruenti omicidi realmente accaduti in un paese
americano.
La prosa , scorrevole
e avvincente , simile alla sceneggiatura di un film, conduce
verso una sorta di discesa agli Inferi, interessante e
macabra.
Nei ritratti
dialogati, contraddistinti da conversazioni avvenute con
personaggi caratterizzati in modo nitido, lo scrittore
accompagna la sua donna delle pulizie durante la giornata
lavorativa; descrive l’atmosfera del jet set e l’amato Sud
rurale; raccoglie le confessioni di un amico coinvolto in uno
scandalo familiare; intervista un omicida e due gemelli siamesi
che gli raccontano le loro esperienze sessuali; e rievoca, con
amara nostalgia, un dialogo avuto con la cara amica Marilyn
Monroe, che, ritratta da diverse angolazioni, amava
ricordare, semplicemente, come una bellissima bambina.
Musica
per camaleonti
, forse la migliore opera letteraria di Truman
Capote , ha uno stile raffinato e brioso attraverso cui emergono
l’eclettismo dell’artista, l’acutezza dell’uomo d’ingegno e il
sottile intuito dell’osservatore sempre proteso a ricercare
informazioni e ad esplorare la società americana con la
stessa curiosità di un bambino che ha perduto l’innocenza.
Antonella
Fontanella