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Nel 1792 viene pubblicato in Inghilterra un coraggioso
trattato, A Vindication of the Rights of Woman,
with Structures on Political and Moral Subject.
L’autrice è Mary Wollstonecraft, un’attiva
intellettuale anglosassone, promotrice del diritto delle
donne all’istruzione, primo passo della lunga strada verso
il progresso sociale.
La testimonianza diretta della
Rivoluzione Francese, con l’insita lotta per i diritti
dell’uomo all’uguaglianza, accende in Mary Wollstonecraft il
desiderio di dar voce a un sentimento ampliamente condiviso
dai partecipanti dei circoli culturali dell’epoca, e si
trasforma nell’esigenza di scrivere un testo che porti
l’attenzione sulla necessità di una maggiore considerazione
dell’universo femminile nel complesso dibattito sulla
creazione del progresso degli esseri umani e dunque della
società intera.
La prima traduzione italiana in
versione integrale risale al 1977 ed è a cura di Franca
Ruggieri, allora giovane professore universitario presso
l’Università “La Sapienza” di Roma. La stessa traduttrice
oggi decide di proporre una seconda edizione, pubblicata con
il titolo I diritti delle donne da Edizioni Q.
Professoressa Ruggieri, com’è nata la prima edizione del
testo di Mary Wollstonecraft?
L’idea nasce nel 1974, quando
“Volontà”, una rivista anarchica che si stampava in Toscana,
pubblicava alcune pagine di A Vindication of the Rights
of Woman. La prima traduzione integrale verrà pubblicata
qualche anno dopo, nel 1977, da Editori Riuniti.
Da dove nasce invece la necessità di una seconda edizione?
Questa ristampa, che viene
riproposta a distanza di trent’anni, si propone come
ulteriore testimonianza della sconvolgente attualità dei
temi trattati da Mary Wollstonecraft ormai due secoli fa. Lo
scopo è dunque quello di rimettere in circolazione un testo
che ormai è diventato un classico, citato nei dibattiti e
nelle riflessioni che pongono al centro il ruolo della
donna.
Quali sono gli aspetti centrali nella riflessione della
Wollstonecraft?
Per Mary Wollstonecraft,
educazione, istruzione e autonomia economica sono i tre
principi su cui si deve basare la lotta ai pregiudizi e ai
preconcetti di genere. Era una sostenitrice dell’uguaglianza
qualificata degli uomini e delle donne, e il diritto
all’istruzione era fondamentale per queste ultime al fine di
collaborare al progresso del sapere e della virtù nella
società.
Cosa rappresenta A Vindication of the Rights of Woman
nel dibattito socio-culturale dell’epoca?
Wollstonecraft sosteneva che “il
primo fine di una lodevole ambizione è di acquisire il
carattere di essere umano” (cit. Mary Wollstonecraft, I
Diritti delle Donne, Edizioni Q, Roma 2008). Questo
trattato è sicuramente un’analisi acuta - e certamente da
una prospettiva privilegiata - della condizione della donna
del Settecento ma è anche una condanna di quel sistema
economico e sociale basato ancora sul privilegio ereditario
piuttosto che sul merito.
Qual è, a suo avviso, la caratteristica essenziale della
scrittura di Mary Wollstonecraft?
Il testo evoca la lettura di Locke,
Rousseau, Bacon e molti altri filosofi e pedagogisti. Le
citazioni da questi autori danno il senso della
stratificazione di letture mediate dell’autrice e si
inseriscono in una scrittura complessa non per raffinatezza
ma, al contrario, per l’informalità del registro
linguistico. Wollstonecraft scrive questo testo per essere
“utile” alle donne e dunque vuole utilizzare un linguaggio e
una forma che mimino il più possibile quelli delle
conversazioni di tutti i giorni. Per questo motivo, aderendo
al concetto dello “scrivere come conversare” di Laurence
Sterne, per cui la scrittura deve seguire il ritmo della
conversazione, la prosa risulta discontinua, frammentaria,
“rapsodica”.
Un testo, dunque, indubbiamente
degno di attenzione non solo per i temi trattati ma anche
per la particolarità dello stile, di cui la traduzione conserva e restituisce il fascino.
Maria Domenica Mangialavori,
mangialavoridomi@yahoo.it
20/04/2008
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