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Redazione

Il ribelle in guanti rosa

di Mauro Tonolli

La vita rivoluzionaria del poeta maledetto, nelle pagine di Giuseppe Montesano.

 

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Titolo Il ribelle in guanti rosa

Dati 441pp.

Anno 2007

Editore: Mondadori

Euro. 19,00€

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« A vent’anni monsieur Dufay (Baudelaire) vestiva sempre con un frac nero di un’ampiezza molto graziosa, con i risvolti che una mano coltivata non lasciava in pace, e portava un gilet lungo a dodici bottoni ma negligentemente semiaperto su una camicia dai polsini plissettati. Oltre alla cravatta floscia color sangue di bue sul solito abito nero nella mano, guantata di rosa pallido –dico di “rosa”- portava il suo cappello, superfluo per la sovrabbondanza di una capigliatura a boccoli nerissimi che gli ricadeva sulla spalle.» C. Cousin.

 « Baudelaire era sempre molto educato, molto altezzoso e untuosissimo nello stesso tempo, c’era in lui qualcosa del monaco, del soldato e del mondano.»  L. Cladel.

 « Frequentavo la sera dei bordelli dove ci si divertiva molto , come il Casino della rue Cadet, e là incontravo di tanto in tanto Baudelaire che errava con un’espressione sinistra in mezzo a ragazze che spaventava. Una sera aveva intorno al collo una sorta di coda di topo gialla o verde, comunque di un colore eccentrico, che gli serviva da sciarpa.» C. Guys.

 « Aveva al collo una cravatta di foulard rossa, sulla quale ricadeva un enorme collo di camicia alla Colin, ed era imprigionato in un grande paletot abbottonato e svolazzante come una sottana. Aveva in lui del prete, della vecchia donna e del commediante da strapazzo. Era soprattutto un commediante da strapazzo.» J. Vallès.

 « Non avevo mai visto Boudelaire in quello stato… perorava, declamava, si vantava e si dimenava per correre al martirio. “Hanno arrestato Flotte” diceva, “forse perché le sue mani odoravano di polvere da sparo? Sentite le mie!” Per quanto si sia pensato del coraggio di Baudelaire, nonostante i dubbi sul colpo di temperino con il quale si graffiò al ristorante Lescoffly e sul quale non so niente, quel giorno era coraggioso e si sarebbe fatto ammazzare»  J. Troubat.

 « Un tavolino occupava il centro della pedana; lui vi si teneva in piedi, in cravatta bianca, nel cerchio luminoso diffuso da una lampada ad olio. La luce guizzava attorno alle sue mani fini e mobili; lui metteva una certa civetteria nel mostrarle; le mani avevano una grazia quasi femminea nello stropicciare i fogli sparsi, negligentemente, come a suggerire l’illusione della parola improvvisata… I suoi polsini di tela molle si agitavano come le patetiche maniche delle tonache. Sciorinava le sue frasi con una  unzione quasi evangelica; promulgava le sue predilezioni per un maestro venerato con la voce liturgica di un vescovo che enuncia una lettera pastorale… Indubbiamente, celebrava per se stesso una messa di immagini gloriose; aveva la bellezza grave di un cardinale delle lettere che officia davanti all’Ideale.» C. Lemonnier.

 « Invecchiato, scolorito, pesante nei movimenti anche se era sempre magro, con i capelli bianche e una faccia sempre rasata. Si sedeva da solo ad un tavolino, si faceva servire un boccale di birra, una pipa che riempiva di tabacco, accendeva, fumava: e tutto senza pronunciare una parola per tutta la sera.» Philippe Audebrand.

 Chi era Charles Baudelaire?

Come ha vissuto il grande poeta francese?

Qual è il rapporto tra la sua vita e la sua opera?

Giuseppe Montesano analizza approfonditamente il contesto in cui Baudelaire è vissuto: il rapporto con sua madre, le sue frequentazioni, la rivoluzione del ’48 e la Parigi del III Impero, la fortuna, le disavventure, i debiti e l’amore per Jeanne, la solitudine e la malattia. Niente sfugge a Montesano. Questo saggio-romanzo (di 441 pagine), intrigante e dal sapore drammatico riesce a dare una valida chiave di lettura dell’opera baudelairiana. A qualcuno potrebbe dare fastidio la totale mancanza di note, di cronologia e bibliografia; penso che la scelta (probabilmente editoriale) giovi alla scorrevolezza del testo e metta in risalto l’autosufficienza narrativa dell’opera.

Mauro Tonolli maurotonolli@sindromedistendhal.com

26 novembre 2007

La foto di Franca Invernizzi è tratta dal sito http://cinemaohcinema.splinder.com

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola