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Nella
Barcellona franchista degli anni ’40 si dipanano le vicende
del giovane Daniel che, a seguito della scoperta del
“Cimitero dei libri dimenticati”, un luogo segreto ove
conoscono rifugio libri dimenticati e caduti nell’oblio
dell’indifferenza, diverrà custode di un volume dal titolo,
appunto, “L’ombra del vento”. L’appassionante romanzo
scritto da un misterioso autore di nome Juliàn Carax
scandirà a ritmi regolari l’intreccio fra il libro stesso e
la vita di Daniel, giungendo sempre di più a una
coincidenza fra i due “mondi” e fra i due personaggi, sempre
più l’uno alter ego dell’altro.
Zafòn
sviluppa un iter ben preciso, denso di avvenimenti reali,
raccontati, passati o presenti, amori sofferti e terribili
inganni. Dolore, passione e mistero si articolano in una
rete narrativa che coinvolge tanto il presente di Daniel
quanto il passato di Carax.
La Barcellona dell’opera mette da parte il suo volto solare,
lasciando spazio a una cornice cupa e nebbiosa, teatro
abitativo di figure nascoste, violente o violentate, di
maestri d’arte (e di vita) e di laboriosi personaggi in
cerca di riscatto, feriti da una guerra che non ha
risparmiato nessuno e che, sullo sfondo della sinistra
influenza di Francisco Franco, osserva
silenziosa la lotta alla sopravvivenza del popolo.
Prima opera “adulta” di Carlos Ruiz Zafòn
(precedentemente noto per una vasta e apprezzabilissima
produzione letteraria per ragazzi), “L’Ombra del vento”
ha conquistato in breve tempo lettori in tutto il mondo,
grazie a un tam-tam incessante che ha sancito record di
vendite e di consensi di gran lunga superiori a ogni più
rosea aspettativa.
Ci sentiamo di accodarci a tanto successo, in quanto ci
troviamo di fronte a un romanzo di rara bellezza ma ancor
più raro coinvolgimento. Il perfetto registro, lo stile
appassionante e la grande capacità di Zafòn nel creare
personaggi carichi di spessore e pathos, garantiscono una
lettura piacevole e un interesse indotto esponenzialmente,
pagina dopo pagina, generando una suspense e un
coinvolgimento che vi porterà d’un fiato all’incredibile
epilogo.
Libro da non perdere.
Luisa La Fauci
17 novembre 2008
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