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La solitudine dei numeri primi

di Luisa La Fauci

La promettente opera prima di Paolo Giordano.

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Alice detesta la scuola di sci. Detesta l’istruttore, i suoi compagni e più di tutti detesta suo padre che la obbliga ad andarci. Quella mattina poi, non aveva proprio voglia di alzarsi dal letto. Ma lo fece. Se fosse rimasta a casa, non avrebbe perso il gruppo, non se la sarebbe fatta addosso, non avrebbe cercato un percorso alternativo agli altri e, soprattutto, se quel giorno avesse seguito i suoi desideri anziché quelli del padre, non avrebbe avuto quell’incidente.

Mattia si vergogna di sua sorella, forse vorrebbe cambiare le cose ma come può cambiare la condizione di una sorella ritardata? Eppure se ne prende cura, anche se tutti i compagni di scuola lo emarginano per questo. Quel giorno però è speciale, è stato invitato ad una festa, per la prima volta. Che problema ci poteva mai essere nel lasciare la sorella nel parco quel pomeriggio? In fondo era per poche ore, in fondo non se ne sarebbe nemmeno accorta, e lui per un giorno non avrebbe avuto gli occhi di tutti su di sé. In fondo, sarebbe tornato a prenderla poco dopo.

Queste, le vicende iniziali. Vicende che segneranno per sempre la vita di Alice e Mattia, ripercuotendosi su di loro e sulle loro giovani vite, sino all’età adulta.

I destini di Alice e Mattia si incroceranno, le loro sofferenze si mischieranno, trovando sollievo e dolore, crisi e parziale liberazione. Tuttavia alcuni numeri sono speciali, vengono chiamati “primi gemelli”, numeri primi vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero.

Questo sono Mattia e Alice, due esistenze strettamente unite ma inevitabilmente divise.

Prima opera letteraria di Paolo Giordano, giovanissimo scrittore balzato agli onori delle cronache grazie a un romanzo coinvolgente e ben scritto. Lo stile è accurato e per molti tratti decisamente originale, la cura per l’intreccio delle vicende favorisce inoltre una lettura fluida e piacevole. E’ un romanzo particolare, le cui pagine rendono palese una delicata patina di parole sussurrate, senza violenza stilistica o duri impatti di registro. Giordano narra la storia di Mattia e Alice con passione, e lo fa sottovoce, come fa chi è convinto di ciò che dice e riconosce l’importanza dei propri argomenti. Non ha bisogno di urlare, Giordano, per essere ascoltato. Non gioverebbe nemmeno all’equilibrio narrativo di una storia emozionante, dolorosa e, per certi versi, biunivocamente unica.

Lettura consigliata, in attesa del film che ne è stato tratto, attualmente in lavorazione. Ma soprattutto in attesa di nuove opere di questo giovane, acuto e volenteroso scrittore.

Luisa La Fauci

5 dicembre 2008

 

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola