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Alice
detesta la scuola di sci. Detesta l’istruttore, i suoi
compagni e più di tutti detesta suo padre che la obbliga ad
andarci. Quella mattina poi, non aveva proprio voglia di
alzarsi dal letto. Ma lo fece. Se fosse rimasta a casa, non
avrebbe perso il gruppo, non se la sarebbe fatta addosso,
non avrebbe cercato un percorso alternativo agli altri e,
soprattutto, se quel giorno avesse seguito i suoi desideri
anziché quelli del padre, non avrebbe avuto quell’incidente.
Mattia
si vergogna di sua sorella, forse vorrebbe cambiare le cose
ma come può cambiare la condizione di una sorella ritardata?
Eppure se ne prende cura, anche se tutti i compagni di
scuola lo emarginano per questo. Quel giorno però è
speciale, è stato invitato ad una festa, per la prima volta.
Che problema ci poteva mai essere nel lasciare la sorella
nel parco quel pomeriggio? In fondo era per poche ore, in
fondo non se ne sarebbe nemmeno accorta, e lui per un giorno
non avrebbe avuto gli occhi di tutti su di sé. In fondo,
sarebbe tornato a prenderla poco dopo.
Queste, le vicende iniziali. Vicende che segneranno per
sempre la vita di Alice e Mattia,
ripercuotendosi su di loro e sulle loro giovani vite, sino
all’età adulta.
I destini di Alice e Mattia si incroceranno,
le loro sofferenze si mischieranno, trovando sollievo e
dolore, crisi e parziale liberazione. Tuttavia alcuni numeri
sono speciali, vengono chiamati “primi gemelli”, numeri
primi vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero.
Questo sono Mattia e Alice, due esistenze strettamente unite
ma inevitabilmente divise.
Prima opera letteraria di Paolo Giordano,
giovanissimo scrittore balzato agli onori delle cronache
grazie a un romanzo coinvolgente e ben scritto. Lo stile è
accurato e per molti tratti decisamente originale, la cura
per l’intreccio delle vicende favorisce inoltre una lettura
fluida e piacevole. E’ un romanzo particolare, le cui pagine
rendono palese una delicata patina di parole sussurrate,
senza violenza stilistica o duri impatti di registro.
Giordano narra la storia di Mattia e Alice
con passione, e lo fa sottovoce, come fa chi è convinto di
ciò che dice e riconosce l’importanza dei propri argomenti.
Non ha bisogno di urlare, Giordano, per essere
ascoltato. Non gioverebbe nemmeno all’equilibrio narrativo
di una storia emozionante, dolorosa e, per certi versi,
biunivocamente unica.
Lettura consigliata, in attesa del film che ne è stato
tratto, attualmente in lavorazione. Ma soprattutto in attesa
di nuove opere di questo giovane, acuto e volenteroso
scrittore.
Luisa La
Fauci
5 dicembre
2008
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