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Che
cosa è la democrazia? Cosa significa veramente questo
termine, oggigiorno così usato (e, molto spesso) abusato?
Come funziona veramente? Ed ancora, c’è un futuro per essa?
E, se sì, quale sfide la attendono?
A queste e ad altre domande cerca di rispondere il nuovo
libro di Giovanni Sartori, “La democrazia
in trenta Lezioni” (Ed. Mondadori, Milano, 2008).
Trenta brevi pillole, ognuna dedicata ad una tematica
particolare, che danno la possibilità di un’immersione
agevole, e, a volte, persino divertente, nello studio della
democrazia.
La semplicità di esposizione, tipica di Sartori, la
sua genuina schiettezza, il suo evitare tecnicismi e
ricorrere a numerosi esempi, rendono questo un libro per
tutti, e non solo ad uso esclusivo di studenti ed addetti
ai lavori.
Il libro è nato dalla rielaborazione di un programma
televisivo curato dalla giornalista Lorenza Foschini,
e andato in onda l’aprile del 2007 su RaiSat Extra.
Questo programma, una striscia quotidiana di soli 5 minuti,
ha tentato, con ottimi risultati, di portare in onda, in una
fascia di massimo ascolto, un tema molto serio. Attraverso
l’analisi di parole e concetti chiave, Sartori e
Foschini sono riusciti nel tentativo di spiegare al
grande pubblico il senso di vivere in una democrazia e quale
sono i rischi che l’attendono.
Il successo del programma, grazie anche alla schiettezza,
chiarezza nell’esposizione e simpatia del professor
Sartori, ha così dimostrato che il grande pubblico non è
insensibile a certi argomenti e che televisione e cultura
non sono un binomio impossibile.
Si comincia con un studio etimologico approfondito del
termine democrazia, per poi passare ad analizzare la
differenza fra modello antico e moderno e fra
modello ideale e reale, e su come e in base a quali
meccanismi funzioni la moderna democrazia.
Vengono poi esposte in maniera chiara e comprensibile le
varie scuole di pensiero e dottrine, e viene fatta una breve
rassegna dei principali e più famosi autori che ne hanno
studiato il funzionamento e il cui contributo è stato
decisivo per la comprensione di questo modello.
Viene dato anche uno spazio all’analisi delle varie
ideologie (marxismo, socialismo, liberismo capitalismo)
la cui storia e vita è indissolubilmente legata a quella
della democrazia e allo studio di differenze, pregi e
difetti fra moderna destra e sinistra.
Le ultime dieci lezioni invece si dedicano ad analizzare
tematiche che hanno assunto sempre maggior rilievo
nell’attualità: ci si interroga se veramente la democrazia
sia preferibile ad altri modelli e se, e in quali casi, essa
possa essere esportata (si pensi ad esempio alla
gravità dei casi di Afghanistan e Iraq).
Sempre di grandissimo interesse è l’analisi del rapporto fra
religione e democrazia, in cui viene riservato uno
spazio particolare al rapporto fra quest’ultima e l’Islam.
Sartori inoltre si interroga se esiste veramente il
tanto e abusato «conflitto di civiltà».
Infine viene analizzato il legame fra democrazia,
sviluppo economico, benessere e mercato; con una
particolare attenzione allo studio dei limiti del sistema
mercato e ai pericoli di uno sviluppo non sostenibile.
Questo rapporto, una volta dato per scontato, è oggigiorno
messo in dubbio: esistono realtà dove la democrazia non ha
portato a maggior benessere, si pensi ad esempio ad alcuni
paesi del Sud America; mentre ci sono altri paesi, come Cina
ed alcune dittature del Sud-Est Asiatico, che hanno
dimostrato che lo sviluppo economico non è solo una
prerogativa dei regimi democratici.
Il libro si conclude, affrontando in maniera realista, ma
con una punta di amarezza, l’interrogativo sul futuro
della democrazia e sulle sfide e pericoli che l’attendono.
Michele
Manzana
9 maggio 2008
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