“L’arte dell’avvenire sarà potentemente
pubblicitaria”
Fortunato Depero
Il futurismo e l’arte pubblicitaria, 1927
Dalla fine dei secondi anni Dieci del secolo
scorso una piccola città italiana ai margini
dell’Impero Asburgico, Rovereto, fu percorsa da
una sferzata di creatività, eclettismo e
rinnovamento.
Nel gruppo di artisti destinati a dare la
sveglia alla cultura italiana – Fausto Melotti,
Carlo Belli, Luigi Pollini, Fortunato Depero
(Fondo 1892 – Rovereto 1960) – proprio
quest’ultimo riuscì a spingersi ben al di là dei
circuiti codificati dell’arte, incrociando
l’avanguardia futurista e costruendo una forma
di arte totale che ha spaziato dalla pittura al
teatro, dalla scenografia alla fotografia, dalle
arti applicate alle “liriche radiofoniche” e
dall’editoria alla grafica pubblicitaria.
E proprio quest’ultimo campo è al centro di una
mostra prodotta dal Mart, il Museo di Arte
Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto,
curata da Gabriella Belli e Beatrice Avanzi,
aperta dal 13 Ottobre 2007 al 24 Febbraio 2008.
Il progetto “Deperopubblicitario.
Dall’auto-rèclame all’architettura
pubblicitaria” testimonia la ricchezza dei
materiali di proprietà del museo: manifesti,
locandine, disegni, collage, che la mostra
presenta con un grado di completezza del tutto
inedito.
La mostra valorizza in particolare il
ricchissimo patrimonio di opere – parte del
lascito originario di Depero degli anni Sessanta
– che il Mart fin dal 1990 ha avuto in comodato
dal Comune di Rovereto
.
***
Fortunato Depero si dedicò al mondo della
pubblicità con una straordinaria vitalità,
sorretta dalla fede futurista. Si trattava di un
settore che, proprio all’inizio del secolo,
aveva compiuto i primi passi, esplorando una
nuova frontiera della creatività artistica e al
cui servizio si adoperarono ben presto molti
talenti.
La sua attenzione nei confronti delle arti
applicate si trova già nei pronunciamenti del
manifesto “Ricostruzione futurista
dell’universo”, firmato assieme a Giacomo Balla
nel 1915.
In questo testo, infatti, appaiono i primi
accenni di un suo interesse per la pubblicità,
evidenti in un passaggio dedicato alla “rèclame
fono-moto-plastica”.
L’AUTO-RÈCLAME
“L’auto-rèclame non è vana, inutile e esagerata
espressione di megalomania, ma bensì
indispensabile NECESSITÀ per far conoscere
rapidamente al pubblico le proprie idee
e creazioni”.
Fortunato Depero reclamizza come primo prodotto
Fortunato Depero, e a questo importante aspetto
del suo lavoro è dedicata la prima sezione della
mostra. Sono le “auto-rèclame”: carte da
lettere, pubblicazioni e curiosi cartelli da
apporre all’ingresso delle sale dove si tenevano
le esposizioni, come quelli eseguiti per la
“Casa d’Arte Futurista Fortunato Depero”,
l’officina per produrre arazzi e giocattoli,
fondata a Rovereto nel 1919. “L’artista –
scriveva Depero - ha bisogno di essere
riconosciuto, valutato e glorificato in vita, e
perciò ha diritto di usare tutti i mezzi più
efficaci ed impensati per la reclame al proprio
genio e alle proprie opere”.
L’ARTE DEL CARTELLO E I GRANDI MARCHI
Nei primissimi manifesti di Depero (da lui
chiamati “cartelli”), si ritrova quell’universo
meccanico futurista elaborato nel 1918 per I
Balli Plastici, spettacolo di marionette ideato
con lo scrittore svizzero Gilbert Clavel. E’ il
caso, ad esempio, del “Manifesto pubblicitario
Mandorlato Vido”, del 1924. Negli anni
successivi, “i buffi manichini meccanici” vanno
via via scomparendo, lasciando spazio a ricerche
stilistiche sempre più raffinate. L’impegno
pubblicitario di Depero si concretizza grazie a
continuative collaborazioni con importanti ditte
come la ditta di mattoni Verzocchi, la Magnesia
e l’ Acqua San Pellegrino, il liquore Strega, la
casa farmaceutica Schering, la ditta di dolciumi
Unica, ma soprattutto con la famosa ditta Davide
Campari.
Il sodalizio Campari-Depero aveva avuto inizio
nel 1925-26, e costituisce un vero e proprio
“caso” nella storia della pubblicità italiana,
oltre a suggellare una collaborazione di
affinità progettuali che per Depero non avrà
riscontro in nessun altro dei rapporti di
committenza avuti nel campo della pubblicità.
Il volume Numero Unico Futurista Campari,
realizzato nel 1931 con il poeta Giovanni
Gerbino, è il punto d’approdo di tutta
l’attività grafica di Depero, e anticipa quella
che sarà in futuro la stretta collaborazione tra
l’illustratore e il copy writer. Nel Numero
Unico, oltre alle immagini pubblicitarie, è
contenuto soprattutto il Manifesto dell’Arte
pubblicitaria che rappresenta la sistemazione
teorica e critica del “fare pubblicità”
L’esposizione presenta anche i molti bozzetti
proposti, purtroppo senza successo, sin dagli
anni Venti da Depero a moltissime ditte.
Coadiuvato da Fedele Azari, Fortunato Depero si
muoveva da vero agente di sé stesso.
DALL’ARCHITETTURA PUBBLICITARIA ALL’EDITORIA
Una delle forme più originali di pubblicità
inventate da Depero, sono i Padiglioni
tipografici. Lui che non era un architetto, nel
1927 progetta e costruisce il padiglione
editoriale Bestetti-Treves-Tumminelli,
un’architettura in cemento in cui gli spazi
formano delle parole.
Sempre in quell’anno, la ditta Davide Campari
contribuisce alla realizzazione del libro
imbullonato, il libro futurista progettato con
Fedele Azari, salutato da Alfredo Degasperi, il
direttore della “Voce trentina”, come “il libro
che diventa tutti i libri”.
Progettato come promozione congiunta della casa
editrice Dinamo Azari e dell’attività di Depero,
il volume era formato da 234 pagine con
copertina fustellata e una chiusura realizzata
con bulloni in alluminio.
Fedele Azari fu entusiasta delle soluzioni
adottate da Depero nella costruzione delle
singole pagine, un geniale gioco di tipografia
che porta alle estreme conseguenze quanto
teorizzato da Marinetti nel manifesto del 1913
“L'Immaginazione senza fili e le parole in
libertà”: “Il libro deve essere l’impressione
futurista del nostro pensiero futurista”.
Il libro imbullonato anticipa di fatto di cinque
anni Parole in libertà futuriste, olfattive,
tattili, termiche, il libro-litolatta dello
stesso Marinetti, serigrafato su fogli
metallici.
Ma il libro imbullonato dimostra anche come
l’artista roveretano fosse in linea con le
ricerche più avanzate della tipografia moderna,
da Moholy-Nagy a Van Doesbourg, da El Lissitzky
a Kurt Schwitters.
Importanti sono infine le collaborazioni con il
mondo dell’editoria. Uno dei capitoli più ricchi
e creativi della sua attività editoriale è
rappresentato dal soggiorno di Fortunato Depero
a New York.
Tra il 1929 e il 1930, Depero prepara numerosi
progetti di copertine per la Condé Nast
Publications, la casa editrice di Vanity Fair,
House & Garden, e Vogue. Molti di queste
copertine furono pubblicate e alcune sicuramente
esposte nella mostra a lui dedicata presso
l’Advertising Club di New York nell’ottobre del
1929.
In questi lavori è evidente la profonda
impressione prodotta su Fortunato Depero dal
paesaggio metropolitano di New York. A livello
stilistico compaiono motivi déco, mentre i forti
contrasti cromatici tipici della sua produzione
precedente si smorzano in composizioni dai toni
più sobri.
Dopo questa felice stagione creativa, dagli anni
Quaranta alla sua morte, nel 1960, l’impegno di
Fortunato Depero nel campo della pubblicità
trova nuovi spunti nella collaborazione con
importanti ditte trentine come la ditta di
tapparelle Komarek, le cantine Cavazzani e le
macchine di produzione della pasta Braibanti, ma
anche la Cassa di Risparmio di Trento e l’Ente
Provinciale per il Turismo. Tutte attività che,
grazie allo stile Depero”, sono riuscite a
riqualificare in chiave moderna la propria
immagine.
DEPEROPUBBLICITARIO.
DALL’AUTO-RÈCLAME ALL’ARCHITETTURA PUBBLICITARIA
Mart Rovereto. 13 Ottobre 2007- 3 Febbraio 2008
A cura di: Gabriella Belli e Beatrice Avanzi
Comitato curatoriale: Nicoletta Boschiero,
Serena Aldi, Carlo Prosser e Lara Sebastiani
MartRovereto
Corso Bettini, 43
38068 Rovereto (TN)
Informazioni e prenotazioni
numero verde 800 397 760
tel. +39 0464 438 887
info@mart.trento.it
www.mart.trento.it
Orari
mar. – dom. 10.00 - 18.00
ven. 10.00 - 21.00
lunedì chiuso
Biglietti
intero: euro 8
ridotto: euro 5
gratuito fino a 14 anni
scolaresche: euro 1 per studente
biglietto famiglia (valido per tutti i
componenti di un nucleo famigliare): euro 20
gratuito per gli Amici del Museo
Comunicazione
Mart:
Responsabile
Flavia Fossa Margutti
Ufficio stampa:
Luca Melchionna 0464.454127 cel 320 4303487
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